Speciale Vinitaly

Cantina dei Colli Ripani

«Portiamo un racconto in tavola Rosso Piceno, il sapore dell’arte»

Andrea Castelletti, Cantina dei Colli Ripani

«SULLA TAVOLA degli italiani vogliamo portare un racconto capace di farsi ricordare». Il direttore creativo della Cantina dei Colli Ripani (Contrada di Tosciano, in provincia di Ascoli), Andrea Castelletti, ha le idee chiare sulla mission aziendale. Il rinnovo negli ultimi anni del brand di una realtà nata nel 1969 ha dato i suoi frutti: a cominciare dal Rosso Piceno Doc che nel 2015 si è aggiudicato un premio speciale nell’ambito dell’International Packaging Competition di Vinitaly. «In pratica, la passione e il lavoro di 330 soci produttori sono stati trasformati nell’Etichetta dell’anno 2015», spiega Castelletti. «Un riconoscimento prestigioso assegnato al Rosso Piceno Doc 2013 della linea di vini biologici – continua -. L’etichetta è stata ideata dal sottoscritto e dal mio team. La giuria ha riconosciuto nella nostra creazione tutti i requisiti artistici, contenutistici e istituzionali necessari per ottenere un riconoscimento così importante che premia, appunto, lo sforzo dell’azienda al continuo miglioramento della propria immagine. Questa è la strada che vogliamo intraprendere e che si sta facendo conoscere sempre di più nel mondo. Comunicare la storia che c’è dietro un prodotto è fondamentale. Questo è il problema delle Marche: dobbiamo imparare a raccontare il nostro territorio, le sue bellezze, le peculiarità e i prodotti». Il tema della comunicazione è particolarmente sentito. «Le nostre presentazioni, infatti, intendono enfatizzare i nostri attraverso il restyling della linea più completa dell’azienda: 10 vini per 10 storie in grado di raccontare nell’etichetta e nel suo contenuto le sfaccettature e il profilo frastagliato dei Colli Ripani, una terra in grado di donare ogni giorno frutti semplici e buoni. La cantina è ben radicata ma vuole ancora espandersi in Italia, soprattutto ‘colonizzare’ maggiormente la Lombardia. «Siamo presenti nelle Marche, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Puglia, Umbria – spiega Castelletti -. Il nostro obiettivo è di ampliare ancora il raggio d’azione». L’espansione del marchio è evidente per quanto riguarda il mercato estero: «I nostri vini hanno raggiunto il Giappone, la Cina, l’Olanda, il Belgio, la Danimarca, Nuova Zelanda, Germania, Gran Bretagna e Taiwan. Siamo di certo conosciuti in tutto il mondo, ma questo non ci basta. Lavoriamo ogni giorno per presentarci sotto una veste migliore. L’etichetta è importante anche per comunicare con i giovani. Cambiano le abitudini e i modi di consumare vino, quindi bisogna arrivare ai nuovi consumatori con idee fresche mantenendo sempre alto il livello qualitativo dei prodotti». Castelletti ha una mission: «Le Marche devono diventare il centro della cultura del vino nel mondo. E’ un traguardo ambizioso, ma credo che possiamo raggiungerlo. Serve fare sistema, fare squadra. Le altre aziende nel mondo seguono questa logica e per questo ottengono maggiori risultati. La nostra immagine va difesa con la costante promozione. E la nostra storia deve arrivare al pubblico. Dobbiamo farla percepire al cliente finale».

2017-04-11T15:28:16+00:00