Speciale Vinitaly

Cantine Fontezoppa

Ecco i vitigni dei Monti Azzurri
Grandi etichette dai sapori antichi

«IL VINO si beve con gli occhi e quindi non va dimenticata l’estetica, ma poi dentro ci deve essere qualità». L’amministratore delle cantine Fontezoppa a Civitanova nelle Marche, Mosè Ambrosi, punta sui vigneti autoctoni. Di ritorno dalla fiera Prowein a Dusseldorf, dove ha incontrato buyers da tutto il mondo, la ‘guida’ di una delle cantine di punta italiane prova a tracciare un bilancio: «Quella della Germania è una manifestazione tecnica dove arrivano compratori dai vari Paesi; mentre Vinitaly è più popolare e la ritengo ancora la fiera più importante del vino. Negli ultimi anni è tornata ai fasti di un tempo: un appuntamento imperdibile». Ambrosi descrive la cantina Fontezoppa nata nel 1999 e produttrice di 280mila bottiglie l’anno: «Il proprietario è Piero Luzi mentre il nostro enologo di fiducia è Giovanni Basso. E’ nello spazio compreso tra il Mare Adriatico e i Monti Azzurri che le Cantine Fontezoppa coltivano e maturano i loro vini migliori. Sangiovese, Merlot, Cabernet, Lacrima, ma anche Maceratino, Incrocio Bruni, Pecorino sono i vitigni impiantati intorno a Civitanova Alta, sotto l’influsso benefico del mare. Alle pendici dei Monti Azzurri si trovano invece gli impianti di Vernaccia Nera, di Pinot Nero e di Sangiovese. Serrapetrona è da sempre la terra della Vernaccia, un vitigno di speziature antiche oggi al centro di riscoperte e sperimentazioni. È nel sodalizio con la terra che si nasconde il segreto del buon vino, un’alleanza tra territorio e tradizione di cui le Marche non sanno fare a meno». Fra le particolarità della cantina c’è proprio il legame con i luoghi e la gente: «I nostri vini prendono il nome di agricoltori conosciuti nei vari paesi. Le Marche devono comunicare oltre che fare buoni vini. Noi amiamo la tradizione, ma usiamo anche i social network. E poi c’è una caratteristica che ci differenzia: abbiamo riscoperto vini che nelle Marche venivano prodotti basandosi sulla quantità e li abbiamo trasformati in grandi etichette. Un esempio? La Serrapetrona di colore rosso rubino, che era un vino da pasto, lo abbiamo valorizzato alzandone il livello».

2017-04-11T14:49:18+00:00