Speciale Vinitaly

Cantine riunite CIV

Cantine riunite CIV. Il gruppo continua a evolversi anche sul mercato interno

Pignoletto bio e spumanti a gonfie vele

Il vice presidente Claudio Biondi: «Il bianco frizzante piace molto ai consumatori»

C’È l’incremento produttivo del pignoletto biologico tra i progetti di Cantine Riunite, l’azienda cooperativa emiliana che oltre al lambrusco intende sviluppare questo segmento di mercato che cresce in modo esponenziale. I progetti sono ambiziosi e vanno di pari passo con gli investimenti e la crescita del gruppo. «Nel giro di pochi anni vogliamo arrivare a produrre oltre 10 mila quintali di ‘biopignoletto’ – conferma Claudio Biondi, vice presidente di Cantine Riunite Civ – perché questo bianco frizzante sta incontrando il favore dei consumatori. Il percorso che stiamo portando avanti rientra nella nostra strategia che mira ad incrementare la sostenibilità delle produzioni viticole». Riunite Civ conta oggi quasi 1.800 soci produttori di uve e sedici cantine associate in Emilia Romagna, Veneto e in altre regioni d’Italia ed è leader nel segmento del lambrusco e del pignoletto, ma anche in quello del prosecco e dei vini frizzanti veneti prodotti nelle proprie Cantine Maschio di Treviso. «È un momento molto importante per le bollicine – prosegue Biondi – che sulla scia del successo del prosecco stanno conquistando porzioni di mercato importanti. Oltre al classico pignoletto Doc puntiamo ad una versione spumante brut particolarmente apprezzata dai ‘millenians’, giovani che lo consumano in contesti aggregativi. Anche per quanto riguarda l’export, che sta vivendo un buon momento per le bollicine, il Pignoletto sparkling ha trovato nel mercato del Regno Unito un interessante sbocco. Riguardo alle bottiglie divino biologico – sottolinea ancora Biondi – c’è una buona penetrazione nel mercato nazionale con la previsione di incrementi nel nord Europa, un’area molto sensibile alle produzioni ecologiche».

CORAZZATA Il gruppo conta oggi 1800 soci produttori e 16 cantine Emilia e Veneto sono leader

MERCATO I frizzanti hanno una buona penetrazione nel Regno Unito e nel Nord Europa

L’esperienza del bio ha preso il via diversi anni fa anche con il lambrusco di Modena doc prodotto con uvaggi principalmente di lambrusco salamino (chiamato ‘Fratello Sole’) su cui Riunite Civ punta ad un importante sviluppo. «Anche in questo caso – dice Biondi- intravediamo buone prospettive di crescita. Siamo poi alla ricerca di prodotti da non posizionare necessariamente, in termini di consumo, all’interno del pasto, mi riferisco cioè a vini adatti per aperitivi: bianchi frizzanti e rosé ottenuti da lambrusco di Sorbara e Grasparossa. Le tendenze dei consumi sono infatti orientate verso vini freschi, fruttati, calici che ben si addicono a momenti conviviali». Nel corso dell’ultimo esercizio Cantine Riunite Civ ha incrementato il fatturato del 13 % grazie alle maggiori vendite nelle americhe (+14%) e in Europa (+12%). Segno evidente, questo, che il mercato estero ha ancora grandi potenzialità. Le aziende che investono attualmente in marketing e ricerca hanno quindi buone possibilità di allargare i propri orizzonti al di fuori del mercato italiano. «Abbiamo inoltre consolidato le vendite in Italia (+3% del fatturato) dove sono stati realizzati importanti investimenti sia nel canale Gdo, sia in quello Horeca – conclude il vice presidente di Cantine riunite – che hanno visto protagonisti i vini emiliani. Lo scenario è quello di bottiglie che vogliamo valorizzare e progetti finalizzati al coinvolgimento del consumatore con iniziative ‘in store’, ma anche degustazioni presso le nostre cantine, con l’obiettivo di far conoscere i nostri vini, partendo dal luogo in cui nascono». Il gruppo Riunite, fra tradizione e modernità, vuole essere espressione non solo dell’eccellenza produttiva dell’Emilia contadina, ma anche di quella volontà di cooperazione che trasforma le piccole cantine di paese e i singoli produttori in una realtà economica di rilievo internazionale.


E’ al vertice del gruppo italiano vini

Corrado Casoli, il presidente della crescita

CORRADO Casoli (foto) è stato nominato presidente del Giv il 1 febbraio 2010 (E’ anche al vertice di Cantine Riunite) ed ha contribuito ad incentivare la gamma alta dei prodotti del gruppo. Corrado Casoli, perito agrario, classe 1961, reggiano, è produttore di Lambrusco e Lancellotta con vigneti a Correggio, Cadelbosco Sopra e Reggio Emilia. Dopo gli studi inizia la sua carriera come dipendente della Cantina di Prato di Correggio ed entra nel cda. La Cantina di Prato trasforma più di 100.000 quintali di uve ed è socia di Cantine Riunite fin dal 1950. Nel 1986 Casoli viene nominato presidente ed entra 2 anni dopo nel Cda di Cantine Riunite di cui diviene presidente nel 1994. Nel corso del 2008 avviene la fusione con Civ di Modena che genera, Cantine Riunite & Civ e Corrado Casoli è nominato presidente. Nel dicembre 2008 si concretizza l’acquisizione del Gruppo Italiano Vini (GIV) e Cantine Cooperative Riunite & CIV ne diventa proprietaria al 100%.

2017-04-10T15:55:36+00:00