Speciale Vinitaly

Cerro

I terreni sono distribuiti fra toscana e umbria. Pioggia di premi

Tenute del Cerro, podio per bianchi e rossi

Dal Nobile al Vermentino. Il presidente Tassinari: «Abbiamo rilanciato 5 aziende»

AZIENDA Vitivinicola ed Agricola di un grande gruppo (Unipol) fra i primi player in Italia e in Europa nei servizi assicurativi e di bancassurance. Ma non solo. «Siamo la concretizzazione di un grande progetto enologico, che considera l’agricoltura nella sua accezione migliore, ponendo al centro la natura e la sostenibilità del territorio, e puntando su eccellenze italiane apprezzate nel mondo. Infine siamo un gruppo 100% italiano che vuole investire e crescere in Italia», scandisce Vincenzo Tassinari, presidente di Tenute del Cerro, il gruppo di 5 tenute (di cui quattro vitivinicole) in due tra le più importanti regioni d’Italia (Toscana e Umbria), quasi 5000 ettari di terreni di proprietà, di cui 360 a vigna, passate da SaiFondiaria nel 2013 sotto il controllo del gruppo Unipol. Un patrimonio «importante e unico», spiega Tassinari – manager di lungo corso, una vita ai vertici della grande distribuzione cooperativa – che andava «riorganizzato e riposizionato, per valorizzare un complesso di eccellenze naturali e ambientali ma anche uno staff di uomini in grado di dare sostanza allo stile italiano nel mondo».

L’AZIENDA Cerro comprende 5mila ettari di terreni di proprietà di cui 360 a vigna

PRODUZIONE Nei campi sono coltivati anche frutta, tabacco e olio extravergine

DOPO tre anni di lavoro i risultati si vedono. Una pioggia di premi e riconoscimenti della stampa italiana ed estera al Nobile di Montepulciano della Fattoria del Cerro, al Brunello di Montalcino della Poderina, al Montefalco Sagrantino di Colpetrone, al Vermentino di Monterufoli sono lì a testimoniare il punto di arrivo di un lavoro «in armonia con il territorio e dell’impegno continuo di personale altamente qualificato ed intimamente legato alla storia dei vini ed al territorio di produzione». La ‘vecchia’ SaiAgricola ha davvero cambiato pelle. Con alle spalle la forza di un grande gruppo come Unipol sono arrivati importanti investimenti per tirare a lucido realtà storiche come Fattoria del Cerro, il cuore del gruppo, la più grande realtà privata produttrice di Nobile diMontepulciano in provincia di Siena; La Poderina, il gioiellino del Brunello nel territorio di Castelnuovo dell’Abate; Colpetrone a Montefalco, culla del severo e potente Sagrantino; Monterufoli nel Pisano, mille ettari di natura incontaminata, terra di vini sapidi e minerali come il bianco Vermentino Igt e il rosso Val di Cornia. Senza dimenticare la tenuta di Montecorona a Umbertide di Perugia, 2000 ettari con una antica Badia al centro e l’antico eremo camaldolese, dove si produce un olio extravergine DOP di alta qualità (35 ettari di ulivi) , frutta e tabacco. Il direttore generale di Tenute del Cerro, Antonio Donato, di recente nomina come segno tangibile di un importante investimento manageriale del Gruppo, mette in fila i progetti in cantiere: «A Montepulciano c’è una nuova linea di imbottigliamento, un’altra si farà a Colpetrone. Importanti interventi in cantina sono previsti a Montalcino e Montepulciano. Monterufoli sarà convertita tutta a biologico». Stiamo ulteriormente investendo sull’innalzamento dei servizi di Incoming rivolti ai turisti italiani e stranieri che ogni anno soggiornano nei nostri agriturismi di Montepulciano, Monterufoli e Montecorona. Inoltre negli ultimi mesi è stato ridisegnato e rafforzato tutto l’assetto aziendale del marketing, trade marketing e Commerciale con l’inserimento di profili con importanti esperienze e competenze in ambito vitivinicolo. L’obiettivo di fondo del piano industriale 2017-2019 è valorizzare tutte e 5 le tenute «ognuna nella propria specificità, e magari guardarsi in giro per vedere di crescere , magari in un territorio importante per il bianco come Veneto, Alto Adige o Friuli», aggiungono Tassinari e Donato. Ridisegnata la strategia, è cresciuta la qualità dei vini e la produzione complessiva e si punta a consolidare la presenza sui mercati internazionali, dove oggi viene già venduto il 60% delle etichette aziendali. Diversificazione dei canali di vendita, infrastrutture e tecnologie d’avanguardia, ma anche ricerca e innovazione. Tassinari è al vertice anche di WRT di cui fa parte Tenute del Cerro (Wine Research Team) , 33 cantine dalla Calabria al Piemonte che hanno unito le loro forze per puntare , sotto la guida dell’enologo Riccardo Cotarella, sulla ricerca scientifica al fine di produrre vini ancora più buoni e sani «perché il vino sia sempre moderna e millenaria fonte di piacere».

2017-04-10T14:53:10+00:00