Editoriale

Editoriale 2018-04-16T13:44:02+00:00

Vino, passione italica tra marketing e fantasia

L’enoturismo svela i segreti dei territori

EPPUR si muove, nonostante anni recenti di sofferenza dei consumi interni, l’ombra dell’ aggressiva concorrenza francese sempre dietro l’angolo, l’affacciarsi di prodotti competitivi che arrivano da altri Paesi come la Spagna.
Eppur si muove. Il barometro della produzione vincola italiana guarda verso il bel tempo con segnali positivi
che giungono da diversi fronti.Vinitaly indica un aumento sensibile degli espositori e degli operatori commerciali stranieri e un consolidamento di quelli italiani. Nel frattempo l’export registra cifre positive, con Paesi come Russia e Cina che secondo gli esperti dovrebbero aumentare progressivamente la domanda di etichette italiane da qui al 2020. Poi c’è la Grande distribuzione, termometro dei consumi interni di media qualità che proprio alla vigilia di Vinitaly ha sottolineato con soddisfazione una previsione di crescita delle vendite, specie nel settore dei vini a denominazione d’origine, delle bollicine e dei vini tipici delle regioni che rilanciano la qualità del territorio. Del resto molte aree a vocazione vinicola hanno compreso che la scelta di innalzare la qualità dei prodotti autoctoni è vincente.
Una idea che da tempo ha cambiato anche la filosofia produttiva dei colossi cooperativi, i quali accanto ai prodotti per il grande pubblico quasi tutti ormai hanno lanciato sul mercato linee di alta qualità sia nel contenuto che nella stessa confezione. Tutto con un occhio particolare in equilibrio fra il sapore di casa e il mercato globale. E sulla scia di questa prospettiva cresce in modo esponenziale il turismo dei vino, una idea del territorio che affascina sempre più i viaggiatori italiani e stranieri con l’idea di andare alla scoperta dei luoghi del Belpaese Italia attraverso il cibo e i calici. Dietro la buona tavola e una bottiglia d’autore c’è sempre una storia da raccontare. Ci sono uomini, volti, valori legati al paesaggio e alla storia. Ecco perchè borghi meno conosciuti sono diventati mete appetibili anche per
gli stranieri grazie all’enoturismo, un sistema che attraverso il web sta crescendo enormemente. Luciano Magnani, presidente italiano dei maestri di sci e direttore della scuola di sci del monte Cimone, il tetto dell’Emilia Romagna, racconta che gli sciatori stranieri ormai mettono sempre in conto , accanto alla vacanza bianca, un tour di cibo e
vino. E’ un modo per conoscere il territorio, una carta geografica del benessere. Il Movimento turismo del vino, del resto, è una realtà che viaggia a gonfie vele e coinvolge migliaia di cantine piccole e grandi, aziende vitivinicole, negozi tipici incastonati negli itinerari da scoprire di volta in volta. Ci sono imprese che racchiudono tradizioni familiari e che sanno svelare con fascino discreto i segreti della vinificazione, dell’affinamento, di gesti e riti
antichi che partono dal grappolo esuberante sulla vigna fino alla magia delle botti di legno e alla bottiglia con titoli e nomi evocativi.
Cino Ricci, il mitico capitano coraggioso di Azzurra, produce Sangiovese con l’etichetta Ce ne fosse, Bruno Vespa il conduttore di Porta a Porta, vinaiolo per passione, ha intitolato una delle produzioni Raccontami, in Umbria si produce il Rosso bastardo. In questo originale circo del brand c’è chi si ispira pure agli animali. E così in giro per
l’Italia beviamo Insoglio del Cinghiale, Grilli del Testamatta, Tramonto d’Oca, Lupicaia, Occhio di Pernice, Bocca di Lupo, Avvoltore, Poggio Bestiale, il Caprone, il Somarello Rosso, l’Uva Cane, la Coda di Volpe. Infine ci sono vini «che risolvono i guai», come il Pagadebit e lo Straccia Cambiale E’ marketing, certo, ma è anche il bello del vino, dove i singoli produttori si muovono con fantasia e orgoglio personale. Si dice che il vino cinese fra qualche anno ci farà concorrenza. Una prospettiva da tenere presente con molti se. Un giocattolo o una piastrella di ceramica si possono clonare. Un vino di qualità che nasce dal profumo della terra, dal clima di casa nostra, dalle sapienti mani di agricoltori che tramandano passione e competenza non potranno mai essere copiati. Tutta merce rara, inimitabile.

IDEE &TRADIZIONE
Cibo e calici raccontano le bellezze d’Italia