Speciale Vinitaly

Emilia Romagna

I NUMERI  Ottima performance dei vini della regione

L’export sta crescendo

Bene Usa e Germania. Plv a quota 315 milioni

L’EXPORT dell’agroalimentare italiano nel 2016 ha registrato una crescita del 2,4%, ma meglio ha fatto quello dei vini dell’Emilia Romagna, con un aumento del 5% rispetto all’anno precedente. Dopo un biennio 2014-2015 in flessione, dunque, si segnala una performance – secondo i dati dell’osservatorio ‘Wine Monitor’ di Nomisma – migliore dell’analogo trend nazionale (+4,2%) e che perla prima volta ha visto i mercati extra Ue sopravanzare per giro d’affari quelli comunitari (51% rispetto al 35% di dieci anni fa). Tra i Paesi più ricettivi per i vini emiliano-romagnoli svettano gli Usa, secondo mercato per importanza dopo la Germania (20,2% contro il 25,6%); al terzo posto il Canada (6,3%), seguito da Gran Bretagna (4,8%) e Francia (4,2%). Tra i mercati extracomunitari in forte sviluppo si segnalano invece Giappone, Russia e soprattutto Cina. Fra i vini, svettano in particolare il Pignoletto, nella top five per quanto riguarda la crescita dei consumi e l’export verso la Gran Bretagna, e il Gutturnio, 14/o fra le etichette più vendute nella grande distribuzione. «Vogliamo fare ancora meglio – spiegal’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli – nell’ultimo triennio 2014-2016 abbiamo investito quasi 80 milioni nel settore e anche quest’anno destineremo circa 25 milioni per supportare i progetti di sviluppo delle aziende con contributi per investimenti, promozione, ristrutturazione e riconversione vigneti e vendemmia verde».

CLASSIFICA La quota più alta di vigneti si trova nel Ravennate

INTANTO, con queste premesse, i più noti marchi emiliano-romagnoli saranno di nuovo protagonisti sul palcoscenico del 51esimo Vinitaly, la fiera in programma a Verona dal 9 al 12 aprile, grazie all’impegno di Enoteca regionale Emilia Romagna. Su un’area di circa 4.000 mq all’interno del Padiglione 1, situato in posizione strategica proprio all’ingresso della fiera, saranno ospitati circa 200 tra singole cantine e consorzi con il meglio delle produzioni regionali, mentre una ventina di sommelier distribuiti in sette banchi d’assaggio offriranno in degustazione ai visitatori 500 vini. In prima fila ci saranno i più noti vini regionali Dop e Igp: Albana, Sangiovese, Pignoletto, Fortana, Lambrusco, Malvasia e Gutturnio. NEL 2016 in Emilia-Romagna – secondo stime dell’Assessorato regionale all’agricoltura – sono stati prodotti oltre 7,16 milioni di ettolitri di vino (+6,1%), su una superficie di circa 51.500 ettari (-6%). La Plv (Produzionelorda vendibile) del settore si è attestata sui 315 milioni. Nella classifica per province, la quota più alta di vigneti si trova nel Ravennate (29,7%); seguonoModena e Reggio Emilia, appaiate intorno al 15%, Forlì


L’ANALISI

La resistenza della vite

OGNI anno in Italia perdiamo tra il 3% e 5% del potenziale produttivo, per l’invecchiamento degli impianti o per l’abbandono della vigna perché non rende più. In 15 anni si perde il 45%. Il Lazio e l’Umbria hanno già perso il 50% della loro viticoltura. Lo ha sottolineato Attilio Scienza, biologo e genetista della vite all’Università di Milano, nel ricevere il premio dell’Associazione Città del Vino in occasione della cerimonia del Trentennale, nei giorni scorsi al Campidoglio. «Urge un cambio di visione. Attraverso il genoma editing, e in generale con la cisgnetica, stiamo lavorando con la Fondazione Mach a Trento per rendere la vite resistente alle fitopatologie. Vogliamo uve Sangiovese che non debbano più essere trattate con la chimica e portainnesti resistenti al sale e ai cambiamenti climatici e per fare questo abbiamo una piattaforma che produce colture in vitro», ha aggiunto.


ENOTECA EMILIA ROMAGNA

Sapori e profumi della via Emilia
Un percorso nella filosofia del bere

Il presidente Sciolette: «Il nostro vino unisce cultura e gastronomia»

SOSTENIBILITÀ, cultura enogastronomica e identità emiliano romagnola. Nel padiglione 1 di Vinitaly sotto la regia dell’Enoteca regionale, profumi e sapori della via Emilia, da Piacenza a Rimini, saranno protagonisti ancora una volta di eventi, degustazioni, incontri, workshop con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il patrimonio vitivinicolo regionale, ma anche la cultura e le tradizioni del territorio. Due i temi principali : «Profumi della terra, in viaggio lungo la via Emilia» e la sostenibilità del territorio. Verranno anche celebrati 2 importanti anniversari: il 50° della Dop Romagna Sangiovese e il 50° della Dop Colli Piacentini Gutturnio. Poi arriva al Vinitaly «Carta Canta», il concorso che premia le carte dei vini di ristoranti, enoteche, bar, agriturismi e hotel situati in regione, in Italia o all’estero che propongono un assortimento qualificato di vini dell’Emilia Romagna. UN CARTELLONE di eventi ricchissimo, sottolinea il presidente di Enoteca regionale, Pierluigi Sciolette. «Le nostre aziende si aspettano molto dal Vinitaly ed è per questo che ogni anno cerchiamo di porre l’accento su argomenti nuovi che sappiano mettere a valore quanto di valido e peculiare c’è nella regione». Il tema della via Emilia ha da subito connotato l’attività di questo mandato di Enoteca regionale sotto la guida di Sciolette e «Profumi dalla terra, in viaggio lungo la via Emilia» ne rappresenta un ulteriore tassello. Prosegue Sciolette: «La via Emilia è la linea che dà continuità e unità a tutta la regione, abbracciando al contempo le peculiarità dei diversi territori che, man mano, attraversa: cultura, gastronomia, paesaggi, tradizioni e naturalmente i vini». Per meglio spiegare da dove nasce questa unicità primordiale, i visitatori del Vinitaly potranno osservare su un grande pannello all’interno del Padiglione 1 (circa 6×4 metri) degli originali «quadri di terra» (terra vera frutto di appositi carotaggi), che rappresentano i diversi tipi di terreno che si trovano percorrendo la via Emilia da Sud a Nord, partendo quindi dalla provincia di Rimini per arrivare fino a quella di Piacenza (con una sola piccola deviazione nel territorio ferrarese). Diversi tipi di terreno che corrispondono ai 7 vitigni principali della regione, da dove nascono i nostri vini a denominazione: Albana e Sangiovese per la Romagna, Pignoletto per il bolognese, Fortana per il ferrarese, Lambrusco per il Modenese, il Reggiano e il Parmense, Malvasia per il parmense e il Piacentino, Gutturnio per il piacentino. Per ogni vitigno ci sarà poi la rappresentazione grafica dei profumi e dei sapori principali che connotano i vari vini (attraverso immagini di fiori, frutti, ecc.) per aiutare i visitatori nella ricerca di quelle determinate caratteristiche anche nel momento della degustazione.

CELEBRAZIONE Queest’ano ricorre il 50esimo anniversario della Dop Sangiovese

COLLABORAZIONE Intorno all’Enoteca piccole e grandi aziende e gruppi cooperativi

ALTRO TEMA: la sostenibilità. Le aziende vitivinicole dell’Emilia Romagna sono da sempre impegnate in ricerca e sviluppo. E proprio la sostenibilità è il secondo tema forte proposto da Enoteca regionale al Vinitaly 2017. «Da qualche mese abbiamo avviato un lungo percorso, partendo da Modena e Reggio Emilia, che durerà ancora qualche anno, per verificare se nella nostra regione ci sono le condizioni per ottenere una certificazione di sostenibilità territoriale nelle aree delimitate dalle Dop e limitatamente al settore vitivinicolo. Sarebbe una delle prime, se non la prima, a livello nazionale che certifica non un singolo prodotto o una singola azienda, bensì un intero comparto regionale». Sono già in corso le prime sperimentazioni, in collaborazione con la società di certificazione Equalitas, aggiunge Sciolette, «e insieme puntiamo a una certificazione completa che tenga in considerazione tutti i criteri della sostenibilità: ambientale, sociale, economica. Sarebbe uno strumento molto importante e un riconoscimento a favore dei tantissimi produttori che da anni s’impegnano per migliorare le tecniche colturali e per proteggere l’ambiente. Oltretutto potrebbe rappresentare una forte leva di marketing sia verso il mercato nazionale sia verso quello internazionale». I PRODUTTORIsono entusiasti della proposta, ma non solo. «La nostra è una regione unita ed Enoteca regionale contribuisce fattivamente a mantenere assieme piccole e medie aziende e i grandi gruppi cooperativi; dove la collaborazione con i consorzi di tutela e i vari enti e istituzioni, in primis la Regione attraverso l’assessorato all’Agricoltura, è forte e continua, tutti protesi al raggiungimento di risultati comuni», sottolinea Ambrogio Manzi, direttore di Enoteca regionale e responsabile e curatore di Vinitaly.


IL PADIGLIONE 1 ospita la vetrina emiliano romagnola. Il format per i visitatori a disposizione una brigata di 40 persone fra cuochi e camerieri

Tutti «InCantina» per abbinare cibo e vino
Ecco i piatti legati al territorio

IL PADIGLIONE 1 di Vinitaly parla da sempre emiliano romagnolo. Su uno spazio di circa 4.000 mq (distribuiti fra piano terra e diversi soppalchi per sfruttare al meglio il Padiglione) saranno presenti circa 200 tra aziende e consorzi. 20 i sommelier addetti alle degustazioni e ai 7 banchi d’assaggio nei quali sono presenti circa 500 vini. 15.000 i calici disponibili per le degustazioni, gestiti da 30 persone. Il ristorante – con accesso su invito a disposizione delle aziende espositrici per valorizzare le proprie produzioni vitivinicole attraverso l’abbinamento cibo/vino – proporrà il format di «InCantina» (dal nome del ristorante, enoteca, wine-bar di proprietà di Enoteca Servizi Srl, sito a Francoforte in Germania). InCantina promuove il wine & food dell’Emilia Romagna ed il territorio nel suo insieme proponendo un menù fortemente legato al territorio e all’interno del quale opera una brigata di 40 persone fra cuochi e camerieri. Il format di «InCantina» è un progetto pilota che ha l’obiettivo di replicare in territori nazionali ed internazionali la cultura dell’Emilia Romagna sia vinicola sia gastronomica. Non si può dimenticare, infatti, che l’Emilia Romagna è la food valley d’Europa, prima Regione europea per numero di prodotti DOP e IGP (44). Per aiutare i tanti visitatori attesi anche quest’anno al Padiglione 1, tra le tante possibilità di approfondimento offerte tramite gli eventi e le sezioni dedicate sul sito e i propri social media, Enoteca regionale ripropone la app «Via Emilia Wine & Food» in doppia lingua (italiano e inglese), che permetterà all’utente di approfondire l’esperienza digitale dei banchi d’assaggio che troverà fisicamente al Vinitaly. Dall’esplorazione dei 7 banchi d’assaggio, il visitatore potrà dunque scoprire sia le cantine associate a quel determinato banco, sia i vini prodotti da quella cantina. Il calendario completo con i dettagli di ogni appuntamento (degustazioni, tavole rotonde, seminari…) è pubblicato sul sito http://www.enotecaemiliaromagna.it. Sui canali social, Facebook (Enoteca Regionale Emilia Romagna) e Twitter (EnotecaEmiliaRomagna; @EnotecaEmRom), sarà possibile seguire gli eventi live con aggiornamenti, foto e materiale multimediale.


IL CONCORSO

Gli ambasciatori, ecco Carta Canta

CHI SONO i primi ambasciatori dei vini? I ristoratori. A Vinitaly 2017 ci sarà un’ulteriore tappa del progetto «Carta Canta», presentato nell’ambito di Enologica 2016. Carta Canta è un concorso, promosso da Enoteca regionale dell’Emilia Romagna, che premia le carte dei vini che propongono un assortimento qualificato di vini dell’Emilia-Romagna. «L’iniziativa – dice il presidente di Enoteca regionale, Pierluigi Sciolette – ha l’obiettivo di riconoscere l’impegno di chi crede nella tipicità del territorio e propone nella propria carta i vini regionali e li promuove con informazioni sui territori e le aziende». I vincitori delle diverse categorie diventano Ambasciatori del vino dell’Emilia-Romagna e sono premiati in occasione di una cerimonia che si svolge in occasione di Enologica nel corso della giornata dedicata agli operatori (la premiazione dell’edizione 2017 si svolgerà a Palazzo Re Enzo lunedì 20 novembre 2017). A Verona nella sala Eventi del Padiglione 1 saranno premiati diversi ristoratori ed enotecari. L’evento sarà realizzato in collaborazione con la Fipe regionale (Federazione italiana pubblici esercenti) e darà un riconoscimento speciale a coloro che si sono contraddistinti particolarmente per la promozione e valorizzazione dell’Emilia Romagna. Spiega il direttore di Enoteca regionale , Ambrogio Manzi: «L’iniziativa realizzata in collaborazione con la Fipe mira ad avvalorare e riconoscere l’impegno di chi crede nella tipicità del territorio e arricchisce la propria Carta dei Vini con specialità della nostra regione. Una sorta di marchio di qualità per i locali selezionati».

SOTTO LA LENTE
Si premiano le carte dei vini che valorizzano l’Emilia Romagna

LA PRIMA edizione di Carta Canta è stato un vero successo, «un boom di comunicazione inaspettato, un trionfo sui social», dice Giorgio Melandri curatore di Enologica. «Un’idea di appartenenza e orgoglio in primo piano. È un fatto nuovo, all’avanguardia in Italia, che inventa una nuova filiera della promozione». Concorda Matteo Musacci, presidente FIPE Emilia-Romagna: «La prima edizione di Carta Canta è andata oltre le nostre aspettative, per la quantità e la qualità della proposta, tant’è che ci auguriamo che la seconda edizione possa vedere ancora più partecipanti mettersi in gioco, quali ambasciatori di un territorio così importante come l’Emilia Romagna. Anche per questa edizione, la Fipe Emilia Romagna promuoverà convintamente questo speciale concorso tra i propri associati, invitandoli a scoprire quante eccellenze vinicole operano nella nostra regione e ad inserirle nella propria carta dei vini». Un concorso che diventa uno strumento di comunicazione: «L’Emilia Romagna è uno dei grandi inediti italiani e ha bisogno di narrare la qualità della sua anima popolare», conclude Melandri. «È un’idea moderna di vino, che si nutre dei valori della filiera e di un patrimonio di valori tradizionali che in questa regione esprime una varietà incredibile e testimonia un rapporto indissolubile con il cibo»

2017-04-10T15:52:04+00:00