Speciale Vinitaly

Gli itinerari

Rievocazioni, musica e opere d’arte Viaggio tra le bellezze delle Marche

Oltre al vino e al cibo tante le iniziative in calendario da Pesaro ad Ascoli

VIGNE che si buttano nel mare, altre che rigano le colline fino ai primi monti, cantine aperte sempre, come nello spirito dei vignaioli di una regione ospitale. Le Marche sono un paesaggio da bere, ma non solo. Sono anche un museo aperto da visitare rimettendo indietro le lancette dell’orologio e lasciando che l’auto vada a ritmo lento di paese in paese. Lustrandosi gli occhi. Già, perché questa è una terra da vivere in ogni stagione. A cominciare dalla primavera e dalla Pasqua ormai imminente che propone alcune delle manifestazioni a tema più conosciute e suggestive in Italia, come la Turba di Cantiano, rievocazione della morte e resurrezione del Cristo in programma il 14 aprile in provincia di Pesaro e Urbino, o la «Morte del giusto», anch’essa rievocazione della passione che si svolge a Loreto con centinaia di figuranti, o ancora la passione di Cristo di Mogliano (Macerata) in programma il venerdì santo. Tagliando la regione alla ricerca della sua anima religiosa, si arriva fino al «Cavallo di fuoco», di Ripatransone, evento folkloristico in programma il prossimo 23 aprile e risalente al maggio 1682, data in cui in onore della Madonna di San Giovanni, un artificiere di Atri attraversò più volte la piazza con un cavallo. Insomma la primavera è la stagione che svela la dimensione spirituale delle Marche, quella che emerge dai silenzi, dalle tradizioni, dalla semplicità della sua gente. Ma c’è molto altro. Ci sono altre tracce da seguire, mano a mano che gli scorci di cielo si aprono verso la bella stagione. L’arte, ad esempio. Fino all’1 ottobre è visitabile la mostra «Capolavori dei Sibillini» allestita ad Osimo al palazzo Campana e che raccoglie centinaia di opere trasferite qui per conservarne l’integrità, sotto la regia di un comitato scientifico presieduto da Vittorio Sgarbi. Arte vuol dire anche storia. Così Jesi ha pensato di dedicare un museo a Federico II di Svevia, che qui è nato il 26 dicembre 1194, nipote del Barbarossa, protettore delle arti e grande innovatore nel campo delle leggi, della politica e della scienza: un percorso storico di narrazione, fondato su collezioni digitali e installazioni multimediali, sulle tracce di un grande personaggio dell’antichità forse meno conosciuto di quello che merita.

TURBA DI CANTIANO
E’ la rievocazione della morte e resurrezione del Cristo in programma il 14 aprile in provincia di Pesaro e Urbino

CAPOLAVORI DEI SIBILLINI
Fino all’1 ottobre è visitabile a Osimo: raccoglie centinaia di opere trasferite qui per conservarne l’integrità

LE MARCHE sono anche musicali e per capirlo si può cominciare da Pesaro e dalle celebrazioni rossiniane, con la visita alla casa natale del grande compositore, dal cui terrazzino, in estate, si affacciano cantanti di talento intonando le note del cigno e diffondendole lungo tutta la via del centro storico a lui dedicata. Concerti estemporanei gratuiti, a cui tutti potranno assistere nel prossimo agosto, in contemporanea al Rossini opera festival che richiama ogni anno un pubblico da tutto il mondo. Macerata invece propone, tra l’altro, il festival della canzone popolare d’autore, concorso italiano dedicato alle nuove tendenze della canzone, che da 27 anni scopre nuovi talenti e che annovera con successo tutto il «gotha» della poesia e della canzone italiana e internazionale: appuntamento dal 22 al 24 giugno prossimi, ricordando che i primi due firmatari del comitato artistico della manifestazione sono stati Giorgio Caproni e Fabrizio De André. Giugno (17-25) è anche il mese del cinema con la mostra internazionale di Pesaro. C’è anche spazio per una stravagante parentesi su cibo e dintorni: a due celebri artisti romagnoli (Giampaolo Bertozzi e Stefano Dal Monte Casoni) Ascoli dedica infatti una mostra nelle magnifiche sale della Pinacoteca civica: si chiama «Bertozzi & Casoni. Minimi avanzi» e tratta il tema privilegiato del food in tutte le sue declinazioni. Fino a settembre


Ascoli si tuffa nel ‘Fritto misto’
E lo annaffia con il Rosso Piceno

Ecco l’evento enogastronomico più atteso dell’anno: cibo, vino e spettacoli

PROFONDITÀ, eleganza, nettezza, ampiezza di profumi e aromi: il Rosso Piceno viaggia sul binario parallelo del Brunello di Montalcino a cui anche in questa edizione del Vinitaly farà una sana concorrenza, puntando ancora una volta sul rapporto qualità- prezzo. E’ questo il vino espressione della provincia picena, che, dopo la rassegna enologica veronese a cui parteciperà con le sue cantine, si appresta ad apparecchiare l’evento enogastronomico più atteso dell’anno: «Fritto misto», ovvero, la più importante kermesse italiana dedicata al fritto. Cuore della manifestazione – in programma ad Ascoli dal 22 aprile al 1 maggio –, sarà il Palafritto, la struttura di oltre mille metri quadrati che ospiterà 25 cuochi ed esperti maestri di cucina, provenienti dall’Italia e dall’estero, le cui friggitrici saranno in grado di cuocere circa sessanta differenti tipi di fritto, tra carne, pesce, verdure e dolci. Oltre alle mitiche olive Ascolane del Piceno Dop, ai cannoli siciliani, ai panzerotti pugliesi, allo gnocco fritto emiliano farcito di salumi, faranno il loro ingresso nel Palafritto il Cuoppo misto napoletano con montanara, crocchè e pasta cresciuta, il formaggio fritto abruzzese e le specialità kosher come homus, burik e mocrote che segneranno l’approdo ufficiale della cucina ebraica a Fritto Misto. Accanto al Palafritto, l’area vini e Street food di Marca che ospiterà chef affermati ed emergenti tra cui Andy Luotto, Salvatore Di Matteo, Aurelio Damiani, Errico Recanati, Enrico Mazzaroni, Sabrina Tuzi, Rosaria Morganti, Daniele Citeroni, Andrea Mosca, Andrea Giuseppucci. Tra un fritto e l’altro, anche numerose degustazioni con abbinamento di cibo e vini del Consorzio Tutela Vini Piceni e dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini. La Regione Marche proporrà un interessante focus sull’olio extravergine che recentemente ha ottenuto il riconoscimento Igp, Indicazione Geografica Protetta. In piazza del Popolo, inoltre, spazio alle eccellenze gastronomiche con un’area interamente dedicata alle produzioni agroalimentari dell’entroterra marchigiano, duramente colpito dagli eventi sismici dello scorso anno.

PALCOSCENICO
Cuore della manifestazione sarà il Palafritto, struttura di mille metri quadrati

DA NON PERDERE
A disposizione una carta per avere omaggi e sconti anche per i pacchetti turistici

L’EVENTO è una occasione per mettersi in viaggio, approfittando anche della Fritto Card, la carta servizi che consentirà di ottenere omaggi e sconti durante i dieci giorni dell’evento, con agevolazioni per pacchetti turistici in tutto il territorio Piceno. Il tour della bontà e delle bellezza può iniziare dalla piazza del Popolo di Ascoli, dove si trovano alcuni edifici importanti fra cui il Palazzo dei Capitani del Popolo, di origine duecentesca e oggi sede del Comune, lo storico Caffè Meletti di gusto liberty e la Chiesa di San Francesco, al quale è addossata la Loggia dei Mercanti, elegante costruzione del 1513. Da lì, dopo un passaggio in piazza Arringo, la più importante di Ascoli con il medioevale Battistero di San Giovanni, si può lasciare la città per scoprire San Benedetto del Tronto, ovvero la riviera delle Palme, Cupramarittima, con la sua spiaggia sabbiosa di oltre 2 chilometri, una lunga pista ciclabile ed una pineta protetta dalla Regione. E poi Grottammare, uno dei 22 borghi più belli d’Italia coi suoi oleandri e gli aranceti, e Acquaviva Picena, capolavoro dell’architettura militare rinascimentale, dove si producono le pajarole, ossia cesti realizzati con paglia di frumento, vimini e vari tipi di canne palustri. E infine Offida e il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga con i suoi percorsi naturalistici di pace per chi vuole capire l’essenza di una regione dove si parla anche il linguaggio del silenzio. Davide Eusebi

2017-04-11T14:40:16+00:00