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Lombardia

Lombardia, la terra delle bottiglie nobili con i gioielli Franciacorta, Cabernet e Riesling

Oltrepò pavese e Bresciano, le aree di punta. A Bergamo il feudo del Moscato

STUDI archeologici hanno dimostrato che la prima coltivazione di vite in Lombardia risalirebbe ai tempi del Neolitico. Sulla sponda bresciana del lago di Garda, là dove sono stati ritrovati resti di insediamenti su palafitte, sono riemerse anche le prove del proto-vino che bevevano allora. Un antenato di quel vino doc del Garda che tuttora si imbottiglia. Il mantovano Virgilio nelle sue Bucoliche canta la vitis labrusca, che oggi dà vita al Lambrusco del Viadanese, del Sabbionetano e dell’Oltrepo mantovano che ne fanno un vino doc, Strabone dà dimostrazione di conoscere già l’Oltrepò pavese mentre Plinio il vecchio prende nota delle viti che degradano dai colli bergamaschi. Storia secolare, quella del vino in Lombardia, che nel 2016 ha registrato un incremento dell’11,7% delle produzioni di origine controllata e garantita (docg) e del 9% per le etichette doc. Secondo i dati di Unioncamere Lombardia, «nel 2015 la quota di vini a denominazione d’origine sulla produzione lombarda ha raggiunto il dato record del 54,9% tra Docg e Doc. E, se si considerano anche le produzioni di Igt, la quota di vini lombardi a denominazione di qualità sfiora il 90%, contro una media nazionale del 75%». L’Oltrepò pavese è una delle terre del vino più rinomate del Belpaese. Vi lavorano 1.628 imprese vitivinicole, secondo l’ultima rilevazione di Unioncamere Lombardia, circa la metà delle 3.173 che rappresentano la filiera dell’uva nella regione. Nelle colline dell’Oltrepò si distinguono particolari oasi, come l’area di Casteggio, il Buttafuoco e il Sangue di Giuda delle terre al confine con l’Emilia Romagna. La seconda provincia per numero di imprese è quella bresciana: sono 608. Il Franciacorta è il prodotto di punta. È una terra piccina, in verità, la Franciacorta, ricompresa tra una quindicina scarsa di Comuni, ma le bollicine bresciane sono tra le più apprezzate al mondo, vuoi per loro corposità, vuoi per il lungo riposo in botte, fino a 60 mesi per la riserva, che conferisce robustezza e spessore agli spumanti. Il Bresciano è anche la terra del Botticino e lungo la sponda del Garda di Sauvignon, Cabernet, Pinot, Chardonnay e Riesling che hanno nell’aria del lago la loro caratteristica. Da Brescia la linea del vino lombardo disegna un arco che raggiunge la terra bergamasca del Valcalepio e, poco più sopra, il feudo del Moscato di Scanzo. Quest’ultimo è docg più piccola in Italia, visto che è riconosciuta a un fazzoletto di 31 ettari vitati a un passito caratteristico della zona collinare del Comune di Scanzorosciate. Il Moscato orobico ha una lunga storia, che affonda le radici nei feudi del Trecento e raggiunge il suo apice nel Settecento, quando le bottiglie di questo passito erano le più care sulla piazza di Londra. A nord la Valtellina si difende con i suoi rossi e lo Sfursat, mentre a sud Mantova mesce il Lambrusco. Per le oltre tremila aziende vitivinicole presenti in Lombardia la strada dell’export sta diventando sempre più di successo, tanto che i dati di Unioncamere Lombardia indicano che «tra il 2010 e il 2015 il valore dell’exportdei vini lombardi è cresciuto del 20%, arrivando a quota 255 milioni di euro». Il riscatto della terra ha riportato in azienda anche gli under 30, tanto che in Lombardia quasi un’impresa vitivinicola su sette(13,2%) è guidata da un giovane


Vitigni di qualita’ distribuiti su 24mila km quadrati

Dalle colline al lago, 30mila ettari coltivati

In Lombardia circa 30.000 ettari sono coltivati a vigneto e si spandono su oltre 24.000 kmq di superficie regionale, per metà pianeggiante, montuosa per un ulteriore 40%. Poco più del 10% della superficie è collinare, e si presta a viticoltura di qualità. La viticoltura lombarda è caratterizzata dalla diversificazione delle zone produttive, che si distinguono per condizioni climatiche e geografiche: una ricchezza che si estende dai versanti terrazzati della Valtellina, alle aree moreniche dei laghi Garda e Iseo, per raggiungere i colli appenninici dell’Oltrepò Pavese e la bassa padania. In Valtellina i vigneti sono alle pendici delle montagne, a destra dell’Adda, dove il sole riesce a far maturare i grappoli. L’Oltrepò Pavese (Pavia e Alessandria), è sempre stato conosciuto per massicce produzioni di vini rossi. I bianchi sono ottenuti con uve Riesling Italico, Moscati e Malvasie. La Franciacorta, nella zona del Lago di Iseo, è nota per la coltivazione di vitigni Pinot Nero, Pinot Bianco e Chardonnay. La zona del Garda e dei Colli Mantovani produce vini a base di Groppello, Barbera, Marzemino e Sangiovese.

2017-04-10T11:00:04+00:00