Speciale Vinitaly

Quacquarini

Qui nasce la Vernaccia di Serrapetrona
E dopo il vino ecco anche i dolci

L’INTUIZIONEdel padre Alberto di valorizzare un vino della provincia di Macerata quasi estinto come la Vernaccia di Serrapetrona, un ‘nettare’ apprezzato anche dallo scrittore Mario Soldati. Mauro Quacquarini è partito da questa eredità e ha saputo far crescere ulteriormente l’azienda agricola di famiglia. «Dai nostri vigneti autoctoni nasce la Vernaccia di Serrapetrona, che può essere coltivata solo in quella fascia di territorio che va dai 400 ai 550 metri d’altitudine. È uno spumante rosso, un prodotto unico. Un prodotto che viene apprezzato soprattutto dove c’è una cultura del vino come in Germania, Stati Uniti, Francia. In mercati come quello cinese e russo attecchisce molto meno perché serve una preparazione per capire cosa c’è dietro questo prodotto.

QUALITÀ
Mauro Quacquarini: «La mentalità per arrivare a questo vino è completamente diversa da quella basata sui grandi numeri»

Una lavorazione contadina non industriale. La mentalità per arrivare a questo vino è completamente diversa da quella basata sui grandi numeri». Quacquarini non è solo vino, ma anche azienda dolciaria: «Dopo Vinitaly dove continueremo a presentare il nostro vino creato nel solco della tradizione e della qualità, ci sarà Tuttofood a Milano dove, invece, presenteremo il catalogo per Natale relativo ai dolci. Ho sviluppato sia le idee di mio padre, ma anche le mie. Credo che nella vita sia importante credere fermamente in quello che si fa e prima o poi i risultati arrivano. Oggi per i giovani ci sono meno possibilità: le banche non investono sulle idee e sulle persone». Quacquarini spiega da dove nasce il concetto che poi ha portato alla lavorazione della Vernaccia di Serrapetrona: «I nostri avi non avevano vini di grande struttura, e allora mettevano le uve nelle soffitte, per creare un concentrato naturale. Dopo di che il mosto più concentrato veniva messo a contatto con il vino di ottobre, dando alcolicità al prodotto e ottenendo un ‘nettare’ più ricco. Avevano scoperto che, durante la rifermentazione primaverile, rimaneva un residuo zuccherino, che lo rendeva dolce e ‘pizzicante’, questo era il termine usato. E questo spumante dolce veniva bevuto nel periodo pasquale».

2017-04-11T15:30:05+00:00