Speciale Vinitaly

Santa Barbara

Verdicchio, Sangiovese e ora Bitter
«Vogliamo migliorare anno dopo anno»

«COSA differenzia la cantina Santa Barbara dagli altri produttori? Non produco soltanto per fini commerciali, il mio vino prima di tutto deve piacere a me che lo consumo in prima persona». Stefano Antonucci di Barbara nell’Anconetano ci mette l’anima dentro le sue bottiglie. Da questo nasce il suo successo.

PASSIONE
Stefano Antonucci: «Il nome Santa Barbara è un omaggio alla nostra terra, alle nostre tradizioni e ai nostri culti»

Dietro una grande realtà c’è sempre una storia… «Il nome Santa Barbara è un omaggio alla nostra terra, alle nostre tradizioni e ai nostri culti. La storia di questi luoghi affonda le radici nel VI secolo, quando a Senigallia nacque un borgo che prese il nome di Barbara. Qui sorge oggi la nostra cantina all’interno di un antico monastero».

Cosa significa produrre vino? «Ci vuole passione, unita al rispetto della terra e alla voglia di innovare. Quello che ci prefiggiamo, anno dopo anno, è migliorare lo standard qualitativo della materia prima».

E come si fa? «Bisogna tenere conto della tradizione e della storia del terreno ma applicando allo stesso tempo nuovi concetti di produzione, attraverso la pratica del diradamento e una cura maniacale della sanità delle uve.Non è però merito nostro il paesaggio che ne deriva. E’ il vino stesso a perfezionarne continuamente i dettagli. Così, ogni giorno, non ci stanchiamo mai di ammirare le nostre terre e di innamorarci delle nostre uve».

Il segreto, quindi, è la passione? «Sì, per noi è un privilegio lavorare in questi luoghi, ed è quindi per noi un dovere trasmettere l’essenza di questa terra e la qualità del nostro lavoro nelle 900.000 bottiglie che ogni anno vengono prodotte e, delle quali, il 50% viene esportato nel mondo».

Quali sono le vostre etichette? «Il Verdicchio dei Castelli di Jesi, il Montepulciano, il Sangiovese, il Merlot, il Syrah, il Cabernet Sauvignon e poi c’è una new entry: il bitter».

Come siete riusciti a realizzarlo? «E’ nato attraverso lo studio di oltre 30 botaniche e spezie. Un aperitivo che conquista già con lo sguardo».

2017-04-11T15:15:46+00:00