Speciale Vinitaly

Togni

Togni punta forte sul biologico
«Ha davanti dieci anni alla grande»

L’azienda marchigiana sarà in prima fila al Vinitaly

«PUNTIAMO sul biologico che diamo in grande sviluppo per i prossimi dieci anni, non solo sul mercato interno ma anche in Europa», così Paolo Togni che assieme alla sorella Paola manda avanti la grande azienda di famiglia a Serra San Quirico: due i grandi marchi che segnano la produzione dei vini: con Rocca dei Forti è primo in Italia nella vendita degli spumanti al retail con 13 milioni di bottiglie; mentre nei vini il marchio della casa è CasalFarneto. Paolo Togni è ottimista sul segmento dell’agroalimentare, anche perché si sta risvegliando il mercato russo: «Abbiamo partecipato ad una manifestazione a Mosca e nonostante eravamo a meno 20 ci siamo riscaldati perché le prospettive di mercato sono tornate buone. Fra l’altro ci siamo ora affidati al quinto importatore del mercato russo e poi anche la stabilità del Rublo ci fa ben sperare. Non torneremo presto ai volumi di 5-6 anni fa, ma il mercato si sta riprendendo». MA UN ALTRO punto questo grande produttore tiene a marcare quando dice «che alla fiera di Dusseldorf tutti i produttori marchigiani si sono presentati compatti dando una immagine promozionale di di unità, eliminando quella visione di Marche Nord e Marche Sud». Ma il cruccio di Togni è quello del Verdicchio «un grande vino, tra i migliori in assoluto del panorama nazionale, ma che ancora non riesce a riconquistare il ruolo che gli spetta. Forse ha bisogno di un restyling, come la 500, ma è un vitigno di grande valore. Pensi solo ad un fatto: è un bianco che è buono anche dopo 10 anni di invecchiamento; il nostro Crisio viene ricercato nelle annate dal 2009 in poi. Se uno pensa ad un vino con 10 anni di invecchiamento, pensa ad un rosso, invece…Questo sta ad indicare il dna di questo vino. E sotto il profilo della promozione anche il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, ha promesso in suo contributo». Ma la via tracciata dal gruppo Togni è quella del bio perché alla fiera di Verona, al Vinitaly, il produttore marchigiano presenterà una linea legata alla salute e all’ambiente. «Saremo presenti con tre prodotti nuovi: uno è lo spumante, e poi due vini, il Verdicchio e la Passerina, e saranno tutti biologici. Noi pensiamo attraverso questi prodotti di conquistare nuove fette di mercato rilanciando il Verdicchio, anche attraverso una immagine giovane, e poi presentandoci con la Passerina che è in questo momento un prodotto che va molto». Il tutto all’interno di una manifestazione, come quella di Verona, «che è la più importante vetrina dei nostri vini a livello non solo nazionale ma internazionale, perché stimano che saranno presenti oltre 3000 buyer provenienti da tutte le parti del mondo. Al consumatore finale il bio quanto costerà di più? Stimiamo un aumento intorno al 15 per cento, rispetto ai prodotti normali».

2017-04-11T15:26:11+00:00