Veneto

Veneto 2018-04-16T15:33:20+00:00

Un ‘gigante’ trainato dal Prosecco

Robusta la presenza e tante iniziative in programma tra i padiglioni del Vinitaly

SCAMBI, incontri, business. Ma Vinitaly è anche il grande gioco degli specchi per sapere chi sia il più bello e bravo del reame. E a Verona non sarà certo il Veneto a farsi battere in presenza, vanità e ambizioni, sapendo di giocare in
casa e di potere contare sull’importante fattore campo. Non che abbia bisogno di aiuti o favori speciali. Con oltre undici milioni di quintali di uva prodotti e oltre 91mila ettari a vigneto (con una fortissima concentrazione nelle
province di Treviso e Verona) , si conferma in vetta fra le regioni italiane. E se il calo del -15,46% del 2017 (rispetto al 2016) provocato dalle cattive condizioni atmosferiche non è da poco, la qualità sembra confermata anche dall’appeal internazionale del Veneto e dal suo ruolo di «quarta potenza mondiale» in termini di esportazione: 2 miliardi di euro in valore, con l’inevitabile ruolo di star del Prosecco.

RIFLETTORI accesi ovviamente sulla Valpolicella e sui 50 anni dalla nascita dell’omonimo Doc che il Consorzio di Tutela diretto da Olga Bussinello celebrerà con degustazioni pop «vino-cibo». Ma anche con curiosi abbinamenti con il «Sigaro Toscano», quasi a dare un tocco di versatilità e leggerezza a prodotti che hanno fatto e continuano a fare la storia dell’enologia italica.

IN PRIMA FILA
Saranno presenti anche Veneto Agricoltura e Unione Vini Veneti

Come l’Amarone, il «Grande Rosso» del Veneto e tra i più commercializzati nei segmenti luxury e ultra-premium, oltre che il gioiello assoluto del bouquet Valpolicella (incidenza del 71% sulle vendite): lunedì 16, alla Sala Argento 1, il gruppo Masi presenterà 30 anni di Amarone e di ricerca scientifica. A Verona non sarà da meno il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, gigante da 93 milioni di bottiglie vendute e oltre 500milioni di fatturato, con una penetrazione sui mercati esteri che nessun altro vino del Belpaese può vantare. C’è un forte interesse per la new entry, ovvero la denominazione «Doc Venezie» (20mila ettari) rappresentata dal Consorzio Vini Venezia e lungo l’asse Trentino-Veneto-Friuli.
E A VERONA saranno presenti anche Veneto Agricoltura che si batte per la valorizzazione del settore vitivinicolo e l’Unione Vini Veneti che aggrega ben 22 consorzi. Senza dimenticare l’insieme delle realtà venete rappresentate
nel grande stand «Regione Veneto» (lo inaugurerà

NOVITÀ
C’è forte interesse per la denominazione «Doc Venezie» (20mila ettari)

domenica 15 il presidente Luca Zaia), con grandi immagini a raffigurare l’impatto anche visivo del territorio vitivinicolo, 4 totem interattivi dotati di maxi-schermi, la presenza di
sommelier qualificati e il ritmo di eventi che di volta in volta mettereanno sotto i riflettori il Pinot Grigio delle Venezie e le varie Strade del Vino, quelle del Soave e del Recioto di Gambelara, dei Colli Iberici e di Torcolato e Breganze, della Valpolicela e di Lessini Diurello, di Lison Pramaggiore, del Prosecco e agli enti come Veneto Agricoltura che si batte per la valorizzazione del settore vitivinicolo regionale e l’Unione Vini Veneti che aggrega i 22 Consorzi sparsi per la regione. È il vento buono del Nord-Est che invaderà Verona.
A VINITALY, il viaggio tra corner e stand diventerà un autentico on the road attraverso le terre elette del fare e bere buon vino a est del Garda e che buyer ed enoturisti potranno compiere tra i Padiglioni 4, 5 e 8. Vetrine di una viticoltura veneta tutta particolare. Proprio come la parlata e la competenza di chi la celebra.


TRADIZIONE Gli ettari a vigneto sono concentrati soprattutto nelle province di Treviso e Verona

La giunta regionale e la sostenibilità

LA GIUNTA regionale del Veneto predisporrà un Programma regionale per un settore vitivinicolo sostenibile. Lo ha annunciato l’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan. Scopo del piano, previa l’analisi dei dati del settore e i suoi impatti sull’ambiente e sul territorio, è quello di definire gli obiettivi dell’azione regionale per l’ulteriore sviluppo della sostenibilità del settore, le azioni che la Regione e i soggetti coinvolti dovranno intraprendere, le risorse disponibili per l’attivazione delle azioni previste, uno o più protocolli di intesa tra i diversi attori per l’attuazione delle azioni di competenza e il sistema di monitoraggio delle azioni.


«Bene la promozione Ice negli Stati Uniti»

Saranno investiti 20 milioni di euro. «Gli Usa sono il nostro mercato di riferimento»

ARRIVA una nuova spinta all’export del vino italiano, in particolare negli Stati Uniti, e anche il Veneto sorride. «Guardiamo con favore alla nuova campagna di comunicazione promossa dall’Agenzia Ice, anche alla luce delle recenti prese di posizione da parte degli Usa in tema di dazi commerciali. Auspico che queste risorse siano ben spese per consolidare le nostre produzioni di punta e rafforzare la presenza e lo sviluppo dei vini italiani presenti negli Stati Uniti», ha detto Albino Armani, presidente del Consorzio Doc delle Venezie, dopo l’annuncio in occasione della presentazione di Vinitaly, della campagna di comunicazione ‘Italian Wine-Taste the Passion’, che prevede da parte
dell’Ice un investimento di 20 milioni di euro nei prossimi tre anni nel mercato a stelle e strisce.
«GLI Stati Uniti – prosegue Armani – sono il nostro mercato di riferimento con una quota del 37% sul totale dell’export, seguiti da Gran Bretagna con il 27% e Germania con il 10%. Siamo molto attenti alle evoluzioni oltreoceano in materia di dazi commerciali e le restrizioni imposte dal governo Trump su acciaio e alluminio ci preoccupano. Se questo accadesse anche sul vino ne seguirebbero pesanti ripercussioni per tutta la nostra filiera e per l’intero comparto vitivinicolo italiano. Con l’istituzione della DOC delle Venezie si vuole riposizionare l’immagine del Pinot grigio italiano sui mercati internazionali collegandolo alla forte identità territoriale che rimanda al capoluogo veneto. Si tratta di una sfida cruciale – conclude – non solo per la nostra denominazione ma per l’intero sistema vitivinicolo».
INTANTO sono diverse le aziende venete che si preparano alla fiera che si terrà a Verona. Presente fin dalla prima edizione di Vinitaly, il Gruppo Masi alla 52/a edizione della rassegna proporrà numerose iniziative.

PERICOLO
«I dazi sul vino sarebbero un problema per tutta la filiera»

Vinitaly offrirà alla celebre maison della Valpolicella opportunità per presentare novità del portfolio dell’azienda, con prodotti
che provengono dai suoi selezionati vigneti e tenute storiche nei migliori terroir delle Venezie. In primis il cru Colbaraca 2016: un Soave Classico prodotto con sole uve Garganega provenienti dall’omonimo vigneto sulle colline
vulcaniche nella zona storica e classica di Soave. Alla rassegna veronese verrà presentato anche il restyling dei ‘Classici’ di Masi – Levarie Soave Classico 2017, Frescaripa Bardolino Classico 2017, Bonacosta Valpolicella Classico
2016. Novità di prodotto anche per le Historic Venetian Estates che rappresentano l’ambizioso progetto di Masi finalizzato al recupero del lustro della nobiltà triveneta.

SENZA CONFINI
Gli altri paesi di riferimento sono Germania e Gran Bretagna

Allo stand Canevel Spumanti Valdobbiadene, che dal 2016 fa parte del Gruppo Masi – inserendosi nel progetto di collaborazione dell’azienda con le tenute storiche delle Venezie – sarà possibile scoprire l’intera gamma Valdobbiadene Docg del brand, arricchita dalla novità del Campofalco Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut (90% Glera, 10% Verdiso).
INFINE, supera per la prima volta la soglia dei 50 milioni nel 2017, con un + 11,7% sull’anno precedente, il fatturato della casa vinicola Astoria di Refrontolo, riferibile ai fratelli Paolo e Giorgio Polegato, con un significativo incremento di 20 punti sul mercato francese. I dati dell’esercizio 2017 sono stati diffusi dalla società, la quale ha anche annunciato la prossima presentazione di uno spumante realizzato con l’uva del vitigno friulano Ribolla gialla.