Sanità pubblica

Servizio sanitario malato di liste d’attesa

Il rapporto annuale Ospedali & Salute evidenzia ancora il punto debole dei tempi

QUANTI in Italia hanno avuto esperienze di liste d’attesa o di ricorso al pronto soccorso perché non riuscivano a trovare una soluzione al loro malessere? Tanti. Uno su tre, interpellato in proposito, si dichiara insoddisfatto del Servizio sanitario nazionale erogato nella propria regione di residenza, e questo accade soprattutto negli ospedali di diritto pubblico (32,6%) e nelle strutture gestite direttamente dalle Aziende sanitarie locali (28,6%). In percentuale inferiore, in proporzione, sono i motivi di insoddisfazione raccolti negli ospedali accreditati dal sistema sanitario nazionale (18,3%), ancora meno nelle cliniche dove il saldo a prestazione è a carico del cliente (14,3%). Emerge anche questo dal Rapporto annuale Ospedali & Salute, presentato in Senato, e promosso dall’Associazione Italiana Ospedalità Privata (Aiop). Per migliorare la gestione delle liste d’attesa, oltre l’80% degli intervistati suggerisce più ampi orari di visita negli ambulatori di medicina generale con utilizzo integrato di altri ospedali di diritto pubblico.

PIÙ DEL 50% degli utenti, pur di arginare il fenomeno delle attese oltre misura, e potendo scegliere, sarebbe disposto a partecipare in qualche modo alla spesa, misura ritenuta utile a organizzare meglio la domanda dei servizi. «Per difendere il principio universalistico solidaristico – ha evidenziato Barbara Cittadini, presidente nazionale Aiop – a nostro avviso è indispensabile procedere a una riorganizzazione sia dal punto di vista economico-finanziario, sia come offerta di prestazioni e di servizi di qualità, che devono essere garantiti in maniera omogenea nei territori, tenendo conto di una domanda che è aumentata e, nel tempo, si è anche diversificata per effetto dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle cronicità».

IL QUADRO che emerge dal Rapporto, secondo gli analisti, deve indurci a recuperare i presupposti che hanno ispirato, 40 anni fa, la nascita del Servizio sanitario nazionale, reinterpretandoli nel mutato contesto demografico, sanitario ed economico, con l’obiettivo di assicurare una risposta adeguata che tenga in considerazione le esigenze reali di coloro che cercano una risposta alla loro domanda e aspettativa di salute.

Alessandro Malpelo 

Pronto soccorso Perché proprio li?

OLTRE IL 50% degli italiani va al pronto soccorso, cioè si rivolge ai dipartimenti di emergenza, quando non trova una risposta dalla medicina territoriale, cioè quando una malattia potrebbe essere seguita a livello ambulatoriale dal medico di medicina generale e dai servizi che garantiscono la continuità. Mentre, in più di un caso su quattro, tenta, direttamente, la strada del pronto soccorso per ridurre i tempi di accesso alle visite, accertamenti diagnostici, ricoveri, con tutte le conseguenze negative che ne derivano rispetto all’affollamento degli ospedali, costretti a far fronte a un numero crescente di pazienti, in molti casi senza avere le risorse e gli strumenti adeguati. Il fenomeno più rilevante sono gli accessi impropri, il 28,2% di quanti si sono recati al pronto soccorso l’anno scorso lo ha fatto in presenza di un disagio non grave.

Quanti mesi per un controllo?

NELL’ULTIMO anno, le liste d’attesa oltre i 60 giorni e fino a 4 mesi hanno interessato il 35,6% degli utenti per visite specialistiche, il 31,1% per piccoli interventi ambulatoriali, 22,7% per accertamenti diagnostici, 15% per ricoveri negli ospedali di diritto pubblico, per interventi. Significative anche le attese 30-60 giorni, in particolare per l’accesso alle visite specialistiche, diagnostica, ricoveri. Le liste d’attesa rappresentano, per chi le subisce, una rilevante inefficienza del Servizio sanitario nazionale, perché generano ansie e disagi ai pazienti, e perché sono la prima causa di rinuncia alle cure (51,7%, +4,1 punti rispetto al 2017), alimentando da un lato la spesa di tasca propria, dall’altro la mobilità sanitaria, aumentando le diseguaglianze tra regioni.

Come ristabilire un sistema efficiente?

PER SFOLTIRE la gestione delle liste d’attesa salvaguardando anche il sistema sanitario, cioè gli utenti, secondo gli analisti, occorre un nuovo approccio tra ospedale e territorio. Più in generale, al fine di rendere più efficiente il sistema sanitario, Aiop propone di completare il percorso di aziendalizzazione del sistema salute, con piani industriali efficaci e un riequilibrio costi e ricavi in tempi certi e misurabili, per dare vita a un sistema che riconosca le organizzazioni virtuose, con i manager migliori, disincentivando le gestioni inefficaci. Una competizione virtuosa che si può innescare anche tra erogatori con diversa natura giuridica, all’interno di un unico percorso di accreditamento, prevedendo la terzietà dei controlli, per superare il conflitto di interessi dell’ente pubblico che risulta, al momento, controllore e controllato al tempo stesso.

Quando ‘conviene’ cercare una alternativa?

COME REAGISCONO gli italiani che hanno problemi di salute quando scoprono che, sia pure in possesso di una prescrizione firmata dal proprio medico, devono fare i conti con liste di attesa troppo lunghe in sanità? La reazione del 30% dei soggetti interpellati è quella di cercare alternative tempestive ricorrendo ad altre strutture (ospedali di diritto pubblico, ospedali di diritto privato accreditato, cliniche private) al fine di arrivare prima possibile al responso, inserendosi laddove ci sono liste di attesa più brevi, oppure anche effettuando visite specialistiche, accertamenti diagnostici o analisi di laboratorio a pagamento magari ricorrendo ad altri ospedali pubblici o privati accreditati al di fuori della Regione di residenza (talvolta il costo della prestazione sanitaria è inferiore all’importo del ticket, e richiede meno perdite di tempo, meno passaggi burocratici).


Prevenzione e cura a portata di app

Tecnologia al servizio della salute, così Generali Italia rivoluziona le polizze

di ACHILLE PEREGO

DAL GESSO in 3D al dispositivo che corregge la postura scorretta, passando per l’apparecchio che permette di effettuare test clinici, fino all’app che consente di contattare il dottore più vicino rispetto alla propria posizione geografica e alla tipologia di problema di salute da risolvere. Sono solo alcuni dei servizi che Generali Italia, attraverso la società di welfare integrato Generali Welion, mette a disposizione delle persone per migliorare il loro stile di vita. L’innovazione, del resto, è entrata con forza nel mercato assicurativo e anche in quello delle polizze salute che offrono sempre più servizi a chi le sottoscrive con un duplice vantaggio sul fronte della prevenzione: sia per gli assicurati sia per le compagnie che così riducono i rischi e quindi i costi futuri. In questo percorso d’innovazione Generali Italia si è avvalsa e si avvale anche di contributi esterni come quelli forniti dalle start up selezionate proprio con Generali Welion. «Le nuove tecnologie stanno rivoluzionando il modo di vivere in ogni ambito della nostra vita quotidiana e possono offrire grandi vantaggi in tutti i settori della salute, del benessere e della protezione – spiega Marco Sesana, country manager e ceo di Generali Italia e Global Business Lines (nella foto) –. Come assicuratori puntiamo ad offrire la miglior customer experience e per questo, con Generali Welion, vogliamo abbracciare le innovazioni che possono contribuire a garantire i migliori servizi ai nostri clienti».

IL GESSO in 3D, il dispositivo coach posturale, il medico via app e i test clinici in mobilità: sono i progetti delle quattro startup che sono state incubate nel programma Generali Health & Welfare Accelerator e che arricchiranno l’offerta di servizi di Generali Welion. Il gesso 3D è frutto dell’invenzione dell’italiana Holey, una startup che vuole rivoluzionare la progettazione e il processo produttivo di gessi funzionali e tutori ortopedici. Holey si dedica alla progettazione dinamica di soluzioni su misura per i pazienti, dalla scansione 3D dell’arto alla stampa del dispositivo e all’applicazione del tutore in circa cinque minuti. Il prodotto è realizzato con un materiale plastico ipoallergenico, waterfriendly, traspirante, leggero e personalizzabile.

UN’ALTRA startup made in Italy, StayActive, è invece l’artefice del coach posturale. StayActive propone un piccolo device in grado di correggere la postura scorretta. Una volta indossato e calibrato attraverso un’app dedicata, StayActive è in grado di avvisare l’utente in caso di postura scorretta con una lieve vibrazione che lo induce a correggerla. Il dispositivo ha la garanzia dell’Istituto scientifico italiano colonna vertebrale (Isico). Il medico a portata di app si deve invece alla portoghese Knok che offre un’applicazione che permette all’utente di contattare un dottore, scelto all’interno del network di professionisti iscritti a Knok, rispetto alla sua posizione geografica e alla tipologia di problema di salute.

INFINE i test clinici in mobilità si devono all’ingegno della statunitense Milo che ha ideato una soluzione innovativa in grado di effettuare, tramite un device, test clinici di sangue, urine e saliva e di riportarne i risultati sull’app in pochi minuti. I passaggi sono pochi e semplici: dopo aver prelevato un campione e averlo applicato sull’apposita striscia reattiva, approvata dall’Fda (l’ente americano di regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici), è sufficiente inserire quest’ultima nello Smart Meter che in pochi minuti analizza e invia i risultati via bluetooth all’app dello smartphone. L’applicazione registra e archivia i risultati del test, condivisibili con un medico professionista per ottenere una diagnosi.


CERTEZZE. I NUOVI CONTRATTI PER ILWELFARE FISSANO GIÀ ALLA FIRMA L’ENTITÀ DEI RIMBORSI

Infortuni e malattie senza amare sorprese
La protezione diventa Semplice con Alleanza

QUINDICI EURO al mese per avere un capitale assicurato di 100mila. La nuova frontiera di Alleanza Assicurazioni (gruppo Generali) è rappresentata dalla Protezione salute. Nel suo centoventesimo anniversario Alleanza, già leader nel risparmio e nella previdenza (con quote di mercato rispettivamente del 10 e del 15%) e forte dell’esperienza nell’ambito della Protezione Vita – con oltre 80 milioni di euro di raccolta nel 2017 – ha deciso di puntare sull’eccellenza commerciale con una rete che aderisce già alla direttiva europea Idd sulla distribuzione dei prodotti assicurativi e, appunto, sul nuovo mercato salute lanciando «Semplice con Alleanza», il nuovo piano di protezione infortuni e malattie dedicato alle famiglie, un business ad altro valore sociale.

IL PIANO è stato pensato per far fronte agli imprevisti e garantire stabilità economica alle famiglie in caso, appunto, di infortuni e malattie che impediscano di lavorare, in via temporanea o permanente, o per affrontare una spesa sanitaria non prevista. «Semplice con Alleanza» prevede quattro soluzioni di protezione: lesioni da infortuni o malattie, interventi chirurgici, salute dei minori, stabilizzazione del reddito. La nuova polizza della compagnia del gruppo Generali offre un’ampia accessibilità (con il premio mensile da 15 euro) e la certezza del rimborso: alla firma del contratto si stabilisce infatti l’importo esatto per ciascun tipo di evento. Infine prevede una serie di servizi tra cui fisioterapista e infermiere a domicilio, consulenza medico/pediatrica telefonica, baby sitter in caso di ricovero del genitore. La nuova offerta di Alleanza rientra nella sempre più forte attenzione della compagnia del Leone di Trieste nel campo della salute, dei servizi e dell’innovazione. Offrendo quindi più prevenzione e più tecnologia e prodotti sempre più mirati sui bisogni dei clienti e proposti con il valore aggiunto della consulenza della rete di agenti.

IN QUESTO ambito Generali Italia ha lanciato Immagina con Generali e Immagina Benessere con servizi come la consulenza medica telefonica a disposizione 24 ore su 24, compresi i giorni festivi, la guida sanitaria telefonica sempre disponibile a fornire informazioni utili sull’assistenza sanitaria in Italia e all’estero e la «second option» che permette di avere un secondo parere da parte di specialisti su una diagnosi o su un percorso terapeutico, senza l’onere di spostarsi, ma semplicemente con una telefonata. All’interno di Immagina Benessere sono previsti anche i servizi di MyClinic , accessibili dall’area clienti MyGenerali da app e desktop. Servizi che comprendono la valutazione dei sintomi di malessere con un percorso guidato (virtual check-up) al termine del quale è possibile conoscere un parere, avere consigli utili ma anche consultare un medico o chiamare il 112.

È INOLTRE è possibile personalizzare l’offerta con nuove prestazioni create su misura in base allo stile di vita delle persone: famiglia, viaggiatore, senior, professionista, imprenditore e sportivo. Per esempio, chi rientra in quest’ultima categoria, può usufruire della consulenza telefonica di un nutrizionista, di uno specialista per la prevenzione degli infortuni e di un ortopedico e anche il fisioterapista a casa per favorire la ripresa dell’attività sportiva.

Achille Perego

2019-01-29T12:13:35+00:00 Categories: DONNA|Tags: |