Non tutti i batteri vengono per nuocere

Gli squilibri della flora intestinale si possono correggere con prebiotici e probiotici, per migliorare l’efficienza del sistema immunitario

di Gloria Ciabattoni

Può capitare di avvertire senso di pesantezza, una digestione difficoltosa, dolori addominali: molto spesso non si tratta di una malattia, ma può significare una disbiosi, ovvero un’alterazione del microbiota, dell’ecosistema presente nel nostro intestino. Il microbiota è anche detto flora batterica, e di questi batteri ne vivono, nel nostro intestino, dalle 400 alle 500 specie, per una «popolazione» di quasi diecimila miliardi, che ci aiutano nella digestione, rafforzano il sistema immunitario e ci proteggono da tante malattie. Quando c’è un’alterazione in questo ecosistema, per ripristinare la funzionalità è opportuno ricorrere ai probiotici, quei microrganismi che, ingeriti, sono esercitano funzioni benefiche per l’organismo (definizione del Ministero della Salute).

Gli alimenti/integratori con probiotici contengono, in numero elevato, microrganismi probiotici vivi e attivi, in grado di raggiungere l’intestino, moltiplicarsi ed esercitare un’azione di equilibrio sulla microflora intestinale mediante colonizzazione diretta. Migliorano le funzioni di equilibrio fisiologico dell’organismo in aggiunta alle normali attività nutrizionali. Da non confondersi coi prebiotici, sostanze non digeribili di origine alimentare che, assunte in quantità adeguata, favoriscono selettivamente la crescita e l’attività di uno o più batteri già presenti nel tratto intestinale o assunti insieme al prebiotico. Un alimento/integratore con simbiotico contiene sia probiotici che prebiotici.

I probiotici, in questo caso i fermenti lattici, hanno un ruolo importante quando si assumono antibiotici, per ripristinare la flora batterica. Ma non vanno assunti insieme all’antibiotico, che distrugge la flora intestinale (e quindi potrebbe azzerare l’effetto del probiotico), bensì al termine della terapia, quando occorre ristabilire il microbiota, indispensabile alla funzionalità del sistema immunitario. A questo proposito occorre specificare che i fermenti lattici, che fermentano il latte come nello yogurt, sono una cosa, mentre i probiotici sono un’altra, e sono dei batteri selezionati e registrati al Ministero della Salute, mirati al benessere intestinale, con ceppi specifici che prevengono l’insorgenza di ceppi dannosi e aiutano la salute dei batteri buoni. Ma per mantenere il microbiota efficiente, possiamo fare molto anche con gli stili di vita, a cominciare dal movimento (la sedentarietà non aiuta il nostro organismo in generale, tantomeno l’intestino) e dall’alimentazione.

I microbatteri in oggetto si nutrono di fibre vegetali, quindi un’alimentazione ricca di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, ci farà solo bene. In pratica, è la dieta mediterranea, che si conferma alleata del nostro benessere.


Liberare la mente aiuta a ripulire il corpo
Pensare positivo è la nuova frontiera del detox

Dire addio alle cattive abitudini, non solo a tavola, ha una funzione antidepressiva come pure la dieta mediterranea

Depurare l’organismo, ritrovare l’armonia del corpo e della mente in modo naturale: ce lo insegna il «Pure Thinking», la nuova frontiera della dieta detox, tanto importante in questi giorni di feste, quando si tende a esagerare un po’a tavola. Questa filosofia, che dopo ampi consensi negli USA ora sta diventando famosa anche in Italia, fonda i suoi principi nel disintossicarsi da ansie, cattive abitudini alimentari e non solo (fumo, sedentarietà, sregolatezza). «L’alimentazione equilibrata e bilanciata è alla base di qualsiasi beneficio per la persona, insieme al movimento fisico» afferma Sara Bianco, Consulente Nutrizionale ed Epigenetista presso il centro Polisalute di Cinisello Balsamo, e docente di Nutrizione e Dietetica e di Medicina Estetica all’Università LUMSA di Roma.

Cosa mangiare per un effetto detox? Verdure, frutta, legumi, noci, fagioli, cereali, pesce e grassi insaturi come l’olio d’oliva pare abbiano portato non solo a benefici fisici, ma anche a una riduzione degli stati depressivi tra coloro che hanno adottato questo regime alimentare, secondo uno studio pubblicato nel 2017 sul Nutritional Neuroscience. Insomma la nostra dieta mediterranea trova l’ennesima conferma scientifica, anzi diventa anche un antidepressivo. Mangiare bene, integrare con ciò di cui l’organismo necessita (cioè micro elementi e sali minerali che non sono non sono contenuti negli alimenti che consumiamo abitualmente), svolgere una corretta attività fisica, liberare la mente da pensieri negativi sono importanti, così come lo è vivere senza eccessi. Lo stare bene secondo il Pure Thinking passa anche da un’attività fisica (che non significa impegnarsi in sport faticosi, ma anzi può essere anche meditativa, come lo yoga) non solo per rimanere in forma in questo periodo nel quale siamo, più o meno controvoglia, indotti a una vita sedentaria, ma anche per raggiungere il benessere psicofisico.

Tra le regole del Pure thinking c’è in primo piano la corretta alimentazione, evitando gli eccessi e quello che non è essenziale per il benessere dell’organismo (ciò non solo allontana il rischio di sovrappeso o problemi cardiocircolatori, ma apporta benefici anche dal punto di vista mentale), poi bisogna allontanare i pensieri negativi ed eliminare le cattive abitudini (un minor consumo di sigarette, di bibite gassate, di alcol, oltre ad avere dei vantaggi per la salute, aiuta a trovare felicità e ad affermarsi nella vita).

G.C.


LO STUDIO USA

Yogurt sulla pelle contro l’acne

L’uso quotidiano di batteri probiotici, come i lactobacilli e bifidobacterium, applicati sulla pelle o assunti per via orale, riduce l’acne e sfiamma l’epidermide affetta da rosacea, sostiene l’American Academy of dermatology. Ha spiegato Whitney Bowe, docente di dermatologia alla State University di New York di Brooklyn: «Alcune ditte cosmeceutiche iniziano a produrre creme, maschere e detergenti con probiotici vivi, che possono ridurre l’infiammazione e l’arrossamento, comuni in patologie della pelle come la rosacea. I probiotici applicati ogni giorno sulla pelle, inoltre, prevengono lo sviluppo di altri batteri dannosi perché attivano una reazione immunitaria e contribuiscono alla comparsa dell’acne»