Prendiamoci cura dello stomaco

Alimentazione scorretta, fumo, stress alterano le mucose. La gastrite può essere acuta o cronica

di Maurizio Maria Fossati

Il mal di stomaco può rovinare la vita. Dolori, bruciori, acidità, gonfiori addominali, senso di pesantezza, fatica a digerire sono alcuni dei sintomi più comuni legati ai disturbi allo stomaco. Spesso chi soffre di mal di stomaco è disorientato, non sa a chi rivolgersi oppure sottovaluta il problema, ricorrendo ai farmaci da banco per tamponare la sua sofferenza. Cerchiamo allora di mettere un po’ di ordine e chiarirci le idee con Marco Antonio Zappa, direttore di Chirurgia Generale all’ospedale Fatebenefratelli di Milano, professore a.c. all’Università degli Studi del capoluogo lombardo e presidente eletto della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle malattie metaboliche (Sicob).

Professor Zappa, quali sono le patologie più comuni che generano mal di stomaco?

«A oggi molte delle patologie dello stomaco sono correlate a fattori di stress o abitudini alimentari e stili di vita dannosi. Tutto ciò può portarci a osservare varie forme di gastrite che possono poi trasformarsi in ulcere o degenerare in tumori».

Gastrite è una parola sulla bocca di molte persone, ma di cosa si tratta esattamente?

«La gastrite è l’infiammazione della parete interna dello stomaco. Può essere acuta, cioè i suoi sintomi compaiono all’improvviso, o cronica. In quest’ultimo caso l’infiammazione si sviluppa lentamente e perdura nel tempo. Se i sintomi non migliorano nonostante i trattamenti o se non vengono curati in modo adeguato la situazione può peggiorare, per esempio con lo sviluppo di ulcere».

Come si ‘matura’ una gastrite?

«In genere la gastrite compare quando la barriera difensiva dello stomaco si indebolisce, permettendo così agli acidi dei succhi gastrici di raggiungere la sua parete e infiammarla».

E quali sono le cause di questo indebolimento? Possono essere diverse tra loro?

«Certamente. Oltre all’invecchiamento fisiologico delle pareti dello stomaco, le cause possono essere molteplici anche se spesso nello stesso individuo risultano associate. Si va dall’alimentazione con cibi speziati e piccanti, all’abuso di alcoolici, all’uso di droghe, all’abitudine al fumo di sigaretta, all’assunzione di farmaci particolarmente irritanti per la mucosa gastrica come i fans, cioè farmaci antiinfiammatori non steroidei assunti spesso per il dolore articolare, all’aspirina e ai farmaci cortisonici. Un’altra causa importante è la presenza di Helicobacter pylori, un batterio in grado di determinare alterazione della mucosa gastrica. Influenze negative potrebbero arrivare anche da reazioni autoimmuni, dal reflusso biliare o da altre malattie come per esempio il morbo di Crohn».

Lo stress influisce?

«Sì. Un cenno importante poi va sempre riservato ai fattori somatici di stress psico-fisico, un problema da non sottovalutare specie in questo periodo di pandemia Covid-19».

In generale, quali possono essere i rimedi?

«I farmaci in nostro possesso sono certamente molto efficaci nel determinare la guarigione delle gastriti a patto di associarli a uno stile di vita corretto. Anche la chirurgia nel caso di tumori dello stomaco permette oggi, con l’utilizzo di tecniche eccezionali, interventi chirurgici in grado di ottenere la risoluzione della neoplasia anche in laparoscopia (cioè con piccoli fori praticati nell’addome). A me piace definirla ‘chirurgia gentile’. Al Fatebenefratelli di Milano pratichiamo la metodica laparoscopica in 4k con verde di indocianina: una tecnica rivoluzionaria che permette di garantire al chirurgo, e quindi al paziente, la ricerca di linfonodi e una perfetta vascolarizzazione».

Ci sono persone predisposte ai disturbi allo stomaco? Si può fare prevenzione? Come?

«Lo stile di vita e la familiarità sono i fattori predisponenti. Fare prevenzione significa osservare un sano stile di vita e sottoporsi a esami endoscopici frequenti nel caso di familiarità».

Dopo una terapia o un intervento chirurgico, il paziente dovrà osservare comportamenti adeguati?

«Il paziente in terapia e nei periodi successivi dovrà sempre mantenere un’attenzione particolare sui comportamenti alimentari. Dopo un intervento chirurgico sarà anche necessario sottoporsi ai controlli di routine standardizzati. Tuttavia, ci tengo a sottolineare che, oggi, la tecnica laparoscopica, proprio per il minor impatto, il minor dolore, la precoce ripresa post-intervento, permette al paziente di riprendere la propria normalità di vita rapidamente, nel minor tempo possibile».


PREVENZIONE

Lo stile di vita è essenziale contro reflusso ed esofagite

Chi soffre di reflusso solitamente ha una sgradevole sensazione di acido che sale dalla gola fino in bocca. Ma da cosa dipende? «La causa primaria – spiega il professor Marco Antonio Zappa – deriva da una mancata continenza dello sfintere esofageo inferiore, che a sua volta può dipendere da diversi fattori come un rallentato svuotamento gastrico, l’obesità, l’alimentazione, l’alcool, il fumo, lo stress o la presenza di un’ernia del diaframma». La cura dipende dalla gravità: «Un modesto reflusso può determinare una modesta esofagite (infiammazione dell’esofago determinata da acidi gastrici che risalgono) che può essere curata con farmaci che inibiscono la formazione dell’acido gastrico, cioè farmaci che ‘rivestono e proteggono’ la mucosa esofagea». Può servire il rialzo della testata del letto e l’attenzione allo stile di vita (alimentazione, no alcol e fumo). In casi importanti si interviene chirurgicamente in laparoscopia».

M.M.F.