Assicurazioni

Medici e farmacisti battono il web

La ricerca Salute 4.0 di Bnp Paribas Cardif: ci si assicura per sentirsi tutelati

di ACHILLE PEREGO

L’INNOVAZIONE tecnologica e l’aumento delle aspettative di vita hanno cambiato profondamente il rapporto degli italiani con la propria salute e l’approccio alle cure. Se fino a pochi decenni fa il rapporto medico-paziente era molto più diretto, oggi alla presenza dei primi sintomi di una malattia Il web è diventato il vero punto di riferimento. Ma curarsi costa sempre di più e per questo stanno aumentando gli italiani che sottoscrivono una polizza salute. Sono gli aspetti principali emersi dalla ricerca Salute 4.0: curarsi nell’era digitale, generazioni a confronto, commissionata da Bnp Paribas Cardif, e condotta dall’istituto di ricerca Eumetra MR. A livello generale, una buona quota degli intervistati dichiara di sentirsi in ottima salute (42%) ma non in perfetta forma (30%). Contrariamente a quanto ci si aspetti, spiega Fabrizio Fornezza, presidente di Eumetra MR sono i senior a dichiarare un migliore stato di benessere percepito (40%). Se in occasione di un problema di salute accertato ci si rivolge principalmente al proprio medico, di fronte ai primi sintomi, invece, ci si informa prima online per farsi un’idea. Pur consultando Internet, molti reputano questo strumento poco attendibile e pensano di saper distinguere una fake news anche se il 29% del campione è caduto, almeno una volta, in una bufala del web. Di chi ci si fida quindi? Di medici e farmacisti, al primo posto con il 91%. Negli ultimi 12 mesi, l’88% ha speso in media circa 268 euro per curarsi e il 58% ha dovuto rinunciare almeno una volta nella vita alle cure per questioni economiche, soprattutto alle prestazioni più costose come quelle del dentista. Il giudizio sul Ssn è moderatamente positivo. L’insoddisfazione è legata principalmente ai tempi di attesa e al costo dei ticket. Questo ha spinto negli ultimi 12 mesi molti consumatori (44%) a rivolgersi alle assicurazioni per tutelarsi sulle spese per la salute. Se da un lato quindi restano tanti gli italiani che non hanno mai attivato una polizza, dall’altro ben due terzi mostrano un interesse verso i prodotti di nuova generazione. «Negli ultimi anni abbiamo avviato un percorso di analisi per interpretare i nuovi trend dei consumatori e per capire come le nuove tecnologie influenzino e cambino costantemente le loro abitudini – sottolinea Isabella Fumagalli (foto sopra), head of territory for insurance in Italia di Bnp Paribas Cardif –. L’obiettivo è quello di anticipare le esigenze dei clienti partendo dai fenomeni sociali, capirne i bisogni anche in base alle fasce d’età e costruire insieme a loro prodotti di nuova generazione con servizi innovativi e completi. Si tratta, quindi, di una sfida anche etica per tutto il settore assicurativo, in cui le compagnie devono riappropriarsi del loro ruolo sociale».


Anticipare i bisogni del futuro con le coperture ‘a lungo termine’

Le proposte di UniSalute, compagnia del gruppo Unipol

DALLE POLIZZE individuali a quelle collettive, dai fondi sanitari di categoria alle casse professionali, è cresciuta sempre di più l’esigenza di coprire il rischio salute sia per le famiglie, sia per le aziende. Con una protezione che riguarda anche il più ampio mercato del welfare privato destinato oggi e in futuro a occupare lo spazio che quello pubblico non riesce più a garantire. Comprese le esigenze – vedi le polizze LTC, Long Term Care – di chi, con l’aumento dell’età, può vivere la difficoltà fisica ed economica della non autosufficienza. Leader di questo settore è UniSalute, compagnia del gruppo Unipol, prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti (oltre 7 milioni) e una raccolta premi che nel 2017 ha toccato i 430 milioni di euro. UniSalute si dedica da oltre vent’anni esclusivamente alla protezione della salute e offre piani sanitari personalizzati e integrati con un’ampia gamma di servizi comprese le polizze individuali acquistabili online che, in base al tipo di copertura (fisioterapia, dentista, ricoveri, visite) hanno costi variabili tra 80 e 200 euro all’anno. In più UniSalute garantisce ai propri assistiti l’accesso in tempi rapidi alle migliori strutture sanitarie in Italia e all’estero. Nel 2016 la compagnia ha anche fondato UniSalute Servizi a cui fanno capo due divisioni: Centri Medici UniSalute, un poliambulatorio con sede a Bologna e SiSalute che si occupa dell’offerta di servizi sanitari non assicurativi per rispondere alle nuove esigenze di welfare aziendale. Un occhio di riguardo è rivolto anche al tema della non autosufficienza. L’obiettivo è quello di offrire nuove forme di tutela derivanti da un mix pubblico-privato per l’offerta di servizi assistenziali, oggi ancora insufficiente o lasciata all’assistenza delle famiglie. «Fondamentalmente – spiega Fiammetta Fabris, AD di UniSalute (nella foto) – ci sono due tipi di copertura LTC che si rifanno a un modello ‘ad accumulazione’ o a quello ‘a ripartizione’. Nel primo caso, le polizze, collegate al ramo vita, consentono di accumulare dei risparmi in un fondo speciale che, al verificarsi dell’evento, pagherà un capitale una tantum, oppure una somma prefissata per tutto il periodo nel quale si verifica la condizione di non autosufficienza (anche tutta la vita). Naturalmente tale indennità non sarà necessariamente sufficiente per pagare integralmente le spese: la rendita sarà in funzione di quanto versato e per quanto tempo, anche se, in generale, si cerca di costruire un’indennità fra i 500 e i 3.000 euro al mese che sono quasi sufficienti a pagare integralmente la retta in una Rsa, o coprono le spese per un’assistenza domiciliare di alcune ore al giorno. Nel secondo caso, modello ‘a ripartizione’, le polizze sono legate al ramo malattia. Non vi è nessuna accumulazione e il premio pagato quell’anno serve a far fronte al rischio di quell’anno. Nel caso si verifichi la condizione di non autosufficienza, la Compagnia si impegna a pagare tutte le spese socioassistenziali fino a una cifra massima mensile, per tutto il periodo nel quale si verifica la condizione di non autosufficienza o ad erogare il servizio».

Achille Perego

2019-01-02T12:16:37+00:00 Argomento: DONNA|Speciale |