Settanta battiti al minuto
È il motore della nostra vita

Il cuore: come è fatto, come funziona e come mantenerlo sano

di FEDERICO MERETA

SEI ‘senza cuore’. Così definiamo una persona arida, incapace di provare sensazioni e di trasmetterle agli altri. Basta questa semplice frase per capire quanto è importante il muscolo cardiaco. E’ grande più o meno come il pugno del suo ‘proprietario’ e si contrae tutto il giorno, alla media di settanta volte al minuto, con un ritmo che dovrebbe essere regolare e alterarsi quando le richieste aumentano, come ad esempio durante uno sforzo fisico. Il tutto senza che ce ne accorgiamo. Nella parte destra del cuore l’atrio raccoglie il sangue di ritorno dall’organismo e poi lo sposta nel ventricolo sottostante, da cui ‘parte’ per i polmoni e si carica di ossigeno. Nella parte sinistra l’atrio accoglie il sangue ossigenato e lo invia nel ventricolo, collegato con l’arteria aorta da cui il sangue viene poi distribuito a tutto il corpo, oltre che ovviamente allo stesso cuore, che ha costante bisogno di nutrimento. Tutti questi flussi vengono regolati da una serie di valvole, che in modo del tutto sincronizzato si aprono e si chiudono per consentire il passaggio (ed evitare il reflusso) del liquido biologico. Ma come si regolano le contrazioni, in modo che non si verifichino intoppi? Il cuore è un muscolo che non regoliamo e c’è bisogno di un sistema che conduca i messaggi nella maniera corretta. Questa attività è assicurata da una rete di strutture che prendono gli ordini dal nodo del seno, punto chiave per la trasmissione dei segnali elettrici. Da lì, lungo una serie di vie definite, il segnale va alle diverse strutture. Così, giorno dopo giorno, il cuore lavora. Ma vista la complessità di un organo ‘chiave’ per il corpo, sono molti i nemici che possono metterne a repentaglio la salute. Sul fronte dell’irrorazione e del bisogno di sangue a far paura è l’aterosclerosi, una sorta di ‘killer’ invisibile che porta le arterie a ostruirsi creando grandi coaguli che ostruiscono il passaggio del sangue lasciando quindi senza ossigeno il cuore. Quando questo fenomeno è particolarmente significativo si possono manifestare l’angina e, nei casi più gravi, l’infarto. La prevenzione è fondamentale per ridurre i rischi, sia prima che si sia manifestato un evento cardiaco sia dopo la sua comparsa e le cure in urgenza. Per ottenere questo risultato, bisogna innanzitutto modificare le abitudini sbagliate: in primo luogo l’alimentazione non equilibrata con conseguente sovrappeso, fumo, sedentarietà, stress, oltre ovviamente all’eccesso di colesterolo nel sangue. Ovviamente poi bisogna mettere in atto un valido controllo della pressione e la lotta al diabete, due patologie che possono peggiorare la salute dei vasi. Queste strategie sono utili anche per chi soffre di scompenso cardiaco, condizione che porta il cuore a perdere progressivamente la sua forza propulsiva e a sfiancarsi. Altrettanto importante, insieme alla salute delle valvole, è fare in modo che il sistema elettrico del cuore continui a funzionare a dovere. Il che significa prestare attenzione al ritmo cardiaco, abituandosi a percepire regolarmente il battito e a fare riferimento al medico appena questo si fa irregolare o particolarmente veloce.

LE ARITMIE sono un nemico che deve essere conosciuto, sia perché direttamente possono causare problemi e risultare addirittura mortali (basti pensare solamente alla fibrillazione ventricolare che mette il cuore in condizione di non riuscire a pompare il sangue necessario all’organismo), sia perché aumentano il rischio di andare incontro a lesioni in altri distretti. Capita in caso di fibrillazione atriale, la più comune aritmia diffusa soprattutto nelle persone anziane, che induce una serie di alterazioni nella circolazione facilitando la formazione di coaguli. Questi possono poi portarsi verso il cervello, tanto che questa aritmia aumenta anche di cinque colte il rischio di ictus cerebrale.


L’ESAME PUÒ ESSERE FATTO A RIPOSO, SOTTO SFORZO O PER 24 ORE

L’elettrocardiogramma è il controllo-base

STUDIARE le onde del cuore. Questo l’obiettivo dell’elettrocardiogramma, che ha la capacità di registrare gli impulsi elettrici delle cellule cardiache partendo dal presupposto che in caso di sofferenza o di vera e propria patologia questo generano curve elettriche normali, da interpretare anche in base alla zona da cui provengono. L’esame consente di individuare eventuali problemi già presenti. Sempre l’elettrocardiogramma è il protagonista della prova da sforzo, che si fa pedalando oppure camminando a velocità crescente su un tapis roulant. L’esame si pratica per valutare come risponde il cuore sottoposto all’attività fisica e, oltre alle onde elettriche, monitora anche i valori pressori. Per questo è molto utile anche per valutare la capacità di resistenza del cuore, ad esempio dopo un infarto. Può durare alcuni minuti e si interrompe quando il malato riferisce dolori anginosi o è molto affaticato (in questo caso il risultato è positivo) o può proseguire fino a quando viene raggiunta la massima frequenza cardiaca tollerabile senza problemi. Infine, in alcuni casi, lo specialista può richiedere l’esame Holter. Si tratta di una specie di elettrocardiogramma che va avanti per 24 ore e quindi offre uno spaccato più ampio nel tempo dell’attività elettrica del cuore. Si fa in modo molto semplice: la persona porta addosso un dispositivo che registra ciò che avviene al cuore e deve segnalare, in caso di comparsa, eventuali sintomi.

LE PAROLE DEL CUORE

Angina

È un insieme di sintomi, dal dolore con senso di oppressione al petto fino alla sudorazione e alla nausea, legati alla carente irrorazione del cuore. In genere inizialmente si manifesta sotto sforzo, ma nelle forme gravi può comparire anche a riposo

Angioplastica

La dilatazione di un’arteria ostruita da un coagulo di sangue attraverso una sonda che viene inserita nella circolazione periferica e da lì spinta al cuore. Un palloncino viene “aperto” in corrispondenza della lesione, liberando il vaso

By-pass

È un intervento chirurgico che consente di superare attraverso un “ponte” creato dal chirurgo, una zona in cui il flusso di sangue risulta ostruito da un trombo. Si pratica con un “vaso” che diventa il tramite per il flusso del sangue

Coronarografia

Esame radiografico che permette di disegnare con estrema precisione la conformazione delle arterie coronarie e quindi di valutare l’irrorazione del cuore. Prevede l’iniezione di un mezzo di contrasto per “disegnare” il percorso dei vasi coronarici

Ecocardiogramma

È un esame non invasivo particolarmente importante per studiare le valvole e anche per comprendere la capacità di contrazione delle diverse aree del miocardio e quindi verificare un eventuale danno, oltre a mettere in luce gravi lesioni delle arterie

Fibrillazione ventricolare

La condizione in cui il ventricolo sinistro si contrae anche centinaia di volte al minuto in maniera del tutto autonoma rispetto all’atrio soprastante. Porta ad insufficiente apporto di sangue all’organismo, e al cuore. Può essere mortale

Fibrillazione atriale

Questa aritmia è legata all’alterato ritmo della contrazione dell’atrio, che crea una modificazione del normale flusso di sangue. È molto comune e può essere correlata ad un maggior rischio di ictus cerebrale per le alterazioni che provoca

Holter

È un esame di controllo che monitora l’elettrocardiogramma, ma può anche considerare esclusivamente la pressione, per un periodo prolungato. Quanto avviene viene registrato in un dispositivo che viene poi letto dal medico

Infarto

È legato alla carenza prolungata di sangue in un’area cardiaca. Le cellule miocardiche senza ossigeno muoiono e quindi lasciano spazio ad una cicatrice. Il danno dell’infarto è legato alla parte di cuore che va incontro all’ischemia e ai vasi interessati dal blocco circolatorio

Ipertensione

Uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare e spesso non dà sintomi. Si ha quando la pressione sale oltre i valori consigliati: il numero più alto indica la pressione sistolica e il secondo la pressione diastolica, quando il cuore si rilascia

Pacemaker

Altrimenti detto segnapassi, è un dispositivo estremamente importante per rilevare e correggere eventuali alterazioni del ritmo cardiaco. Viene impiantato in circostanze particolari e ne esistono diversi modelli, da utilizzare in base alle indicazioni del medico

Scompenso cardiaco

Questa condizione porta il cuore contrarsi in maniera sempre meno efficace e quindi a non supportare le richieste dell’organismo. Si manifesta con affanno, gonfiore ai piedi e altri problemi: può seguire un infarto, ipertensione non trattata e altre patologie

Scintigrafia

L’esame va effettuato in centri specializzati e si basa sulla capacità dei composti radioattivi di legarsi con cellule specifiche. Aiuta a identificare e a comprendere quali aree del miocardio sono alterate e a valutare la circolazione

Stent

È una reticella che viene spesso applicata dopo un’angioplastica, allo scopo di mantenere dilatato il vaso che ha subito il trattamento e quindi ridurre il rischio che questo si richiuda. In pratica è un “dilatatore” interno per mantenere aperto il vaso

Trombolisi

È una particolare strategia farmacologica che mira a sciogliere il trombo che occlude un vaso e può essere praticata in alternativa all’angioplastica. Attualmente viene impiegata non solo per il cuore ma anche, in casi specifici, dopo un ictus