La nostra salute

Un aiuto per il sistema immunitario
I vaccini servono a tutte le età

Particolare attenzione per le categorie più a rischio, come gli anziani

SI PARLA SPESSO delle vaccinazioni per i bambini: obbligatorietà, possibilità di scelta, immunità di gregge che possa proteggere anche i piccoli che non possono essere vaccinati. Ma ci si dimentica che poi, quando si è adulti o anziani, l’immunizzazione rappresenta una strategia per evitare i rischi di molte malattie o almeno di ridurne l’impatto. Anche se ce ne dimentichiamo. La profilassi per l’influenza, in corso in questo periodo, ne è un esempio: anche se il vaccino a volte non protegge totalmente, riesce in ogni caso a limitare durata e sintomi dell’infezione più classica dell’inverno, oltre che a contrastarne le complicanze che rappresentano spesso il motivo del ricovero in ospedale, soprattutto per le persone che soffrono di malattie croniche e per gli anziani. Quello anti-influenzale, tuttavia, è solamente uno dei vaccini che abbiamo a disposizione. La vaccinazione per gli adulti è infatti uno strumento importante di sanità pubblica, e per diversi motivi. Da un lato si rischia di non essere più protetti, o esserlo solo in parte, nei confronti di batteri e virus per i quali ci si è vaccinati da bambini: inoltre nel corso della vita, ai vaccini precedentemente disponibili se ne aggiungono altri, che possono aumentare ancora il livello di immunizzazione. Dall’altro esistono patologie per la cui prevenzione occorre dare al sistema immunitario il tempo per sviluppare un sufficiente quantitativo di anticorpi specifici, visto che il periodo di incubazione è particolarmente breve. Per questo è importante ‘richiamare’ alla memoria del sistema immunitario i nemici da cui ci si è protetti, specie per le malattie in cui le difese sono assicurate da un elevato livello di anticorpi neutralizzanti nel sangue, come accade per il tetano. Ovviamente gli anziani sono i più esposti ai rischi legati alle malattie e per loro, ma non solo per loro, l’appuntamento con la prevenzione è fondamentale. Gli anziani sono esposti, più di alte categorie di persone, alla minaccia delle malattie infettive, che talvolta si associano alla presenza di malattie croniche, con un impatto importante sulla loro salute, aspettativa e qualità di vita. «Tra le patologie infettive più diffuse tra gli over 65 ci sono l’influenza, le malattie da pneumococco, in particolare la polmonite pneumococcica e l’herpes zoster e la sua complicanza più dolorosa, la nevralgia post-erpetica – spiega Michele Conversano, direttore del dipartimento di prevenzione della ASL di Taranto e Presidente di HappyAgeing – . La mancata vaccinazione genera costi che gravano sul sistema sanitario, sui pazienti e sulla spesa sociale in generale: uno studio (Altems) dell’Università Cattolica stima in circa un miliardo di euro il costo annuo complessivo e l’impatto fiscale della mancata vaccinazione contro lo pneumococco, le polmoniti batteriche, l’herpes zoster e la conseguente malattia della popolazione attiva in Italia.

L’OBIETTIVO di copertura vaccinale inserito nel Piano Nazionale Prevenzione Nazionale 2017- 2019 prevede per la categoria degli anziani per lo pneumococco il raggiungimento di un obiettivo di copertura del 55 per cento nel 2018 e del 75 per cento nel 2019. Per quanto riguarda l’herpes zoster l’obiettivo è del 35 per cento nel 2018 e del 50 per cento nel 2019. Inoltre, si punta al raggiungimento di coperture per la vaccinazione antinfluenzale del 75 per cento, come obiettivo minimo perseguibile, e del 95 per cento, come obiettivo ottimale, negli ultrasessantacinquenni e nei gruppi a rischio».


PER LE DONNE PRECAUZIONI PER MAMME E BEBÈ

Prima e dopo la gravidanza

CI SONO vaccinazioni che la donna giovane dovrebbe sempre tenere presenti, a aprtire da quella nei confronti di morbillo- parotite-rosolia e della varicella: esiste infatti il rischio per il nascituro di infezioni contratte durante la gravidanza, specie nelle prime settimane di gestazione. Rischi significativi per la madre, oltre che per il nascituro in caso di varicella contratta nell’immediato periodo pre-parto. Bisogna ricordare comunque che le vaccinazioni con vaccini vivi attenuati non sono indicate se la donna è in gravidanza. Nel caso una donna non risulti immune contro la rosolia o la varicella (o entrambe) durante la gravidanza, è importante che sia immunizzata prima della dimissione dal reparto maternità, nell’immediato post-partum. Anche nei confronti dell’influenza è importante che la donna sia immunizzata durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza. Infatti l’influenza stagionale aumenta il rischio di ospedalizzazione, di prematurità e basso peso del nascituro e di interruzione di gravidanza. Infine, durante la gravidanza va offerta la vaccinazione nei confronti di difterite, tetano, pertosse: quest’ultima patologia, in particolare può rappresentare un problema per il bimbo nei primi mesi di vita. Infine è consigliata, oltre che per ragazzi e ragazze, la vaccinazione delle donne di 25 anni di età con vaccino nei confronti del papilloma virus (Hpv), sfruttando la chiamata al primo screening per il controllo del Pap-test.


LA PROFILASSI PER GLI ADULTI

TRA I 19 E I 64 ANNI

IL PIANO NAZIONALE Prevenzione Vaccinale prevede una serie di vaccinazioni che possono aiutare a mantenersi in salute. ogni dieci anni sarebbe da ripetere la somministrazione periodica della vaccinazione nei confronti di difterite-tetano-pertosse. Per le persone suscettibili, ovvero che non hanno contratto l’infezione, viene inoltre consigliata la vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia. Per quanto riguarda l’influenza, il vaccino sarebbe da effettuare in presenza di specifiche condizioni di rischio, quindi nei casi in cui siano presenti patologie croniche, ad esempio a carico di cuore, reni e polmoni. Infine esistono particolari situazioni a rischio che rendono necessarie le vaccinazioni nei confronti di specifici virus e batteri: nel primo caso si parla soprattutto dell’epatite A, infezioni che pone a rischio chi spesso viaggia in aree dalla non elevata copertura igienica e per lo pneumococco. Infine, nei soggetti a rischio a partire dai cinquant’anni sono consigliabili la vaccinazione contro Herpes Zoster e quella con il vaccino quadrivalente per il meningococco

SOPRA I 65 ANNI

MOLTE VACCINAZIONI sono di cruciale importanza per la prevenzione di gravi malattie nella popolazione anziana, pur considerando le differenze che esistono tra le persone e la presenza o meno di patologie. Secondo il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, in primo luogo in chi ha computo i 65 anni o ha un’età maggiore raccomandata la vaccinazione anti-influenzale, a prescindere dalla situazione di salute e dalla concomitanza di malattie. Se esistono particolari condizioni di rischio sono raccomandate le vaccinazioni contro meningococco, epatite A o epatite B e occorre valutare se esiste una sufficiente risposta di anticorpi nei confronti di morbillo, parotite, rosolia e varicella. In caso negativo la vaccinazione andrebbe offerta in queste persone. Infine, a tutti le persone che hanno compiuto i 65 anni è inoltre necessario offrire attivamente la vaccinazione anti-pneumococco e la vaccinazione contro l’herpes zoster. La prima è fondamentale per ridurre il rischio di olpomoniti legate a questo batterio, che possono far precipitare lo stato di salute e la seconda per limitare i rischi legati alla “riaccensione” del virus e alle sue complicanze

NON DIMENTICHIAMO L’INFLUENZA

QUESTA MALATTIA dovrebbe essere prevenuta ad ogni età perché si può complicare anche in persone giovani ma soprattutto può alterare l’equilibrio in chi soffre di diverse patologie o nelle donne in gravidanza, oltre ovviamente a rappresentare un pericolo per gli anziani. Sono a disposizione diversi vaccini tra cui quello quadrivalente che protegge contro tutti i virus potenzialmente circolanti ed è indicato dai sei mesi di vita fino ai 75 anni e quello trivalente adiuvato, che è invece da consigliare a chi ha bisogno di una risposta immunitaria più forte come chi ha superato i 75 anni. I virus dell’influenza umana sono di due tipi: il virus A e il virus B, causa di quasi un quarto dei casi circa dei casi su scala mondiale. I vaccini per la stagione 2018-2019 sono diretti verso il ceppo A/Michigan/45/2015 (H1N1), ceppo A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016 (H3N2), ceppo B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria) e ceppo B/Phuket/3073/2013-like (lineaggio B/Yamagata). Nei vaccini trivalenti è stato incluso per i ceppi influenzali di tipo B, il B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria).

L’IMMUNOSENESCENZA

ANCHE IL SISTEMA immunitario invecchia. Come il cuore, il cervello, i reni, così le difese da virus e batteri calano, in quello che viene definito processo di immunosenescenza. A causare il fenomeno è una serie di fattori concomitanti, come la ridotta capacità di rigenerazione delle cellule immunitarie, la loro mutata capacità di differenziazione e la perdita progressiva della capacità di memoria immunologica in caso di successivo contatto con l’agente patogeno e accumulo di errori nelle cellule. Esistono due tipi di cellule che fondamentalmente si attivano in caso di infezione: sono particolari globuli bianchi, chiamati linfociti T (ne esistono di diversi tipi e con funzioni diverse) e linfociti B. Progressivamente, il numero dei linfociti T e B tende a calare, anche in condizioni di perfetta salute, perché l’organismo non è in grado di produrli con la stessa velocità della prima infanzia e della giovinezza. A questo si deve aggiungere che i linfociti B, che sono cellule che producono gli anticorpi, riducono la loro capacità di produrre anticorpi efficaci.

2018-11-23T13:47:06+00:00 Categories: FAMIGLIA|Tags: |