Uno smile o una fiamma
E le unghie sono da vip

La rivoluzione onicotecnica di Isabella Franchi, alias #unghiedellamadonna, che fa le mani ai Ferragnez, a Ghali e a Myss Keta

di Lorella Bolelli

L’arte in punta di dita ha il volto e le sembianze di Isabella #unghiedellamadonna Franchi, 32 anni, figlia di Oriano, barbiere della natìa Castel San Pietro in provincia di Bologna. «La parte artistica della famiglia». Anche se il percorso formativo della rivelazione in campo onicotecnico (tra i suoi clienti vip la coppia Chiara Ferragni-Fedez, Ghali, Myss Keta, lo street stylist Giuliano Calza) ha battuto strade del tutto estranee al mondo dell’estetica e del beauty. Dopo una laurea in Culture e tecniche del Costume e della Moda a Rimini, nel 2010 ha deciso di trasferirsi a Milano per specializzarsi in Visual Merchandising e intraprendere una carriera nell’allestimento di negozi d’abbigliamento. «Ho ben nove anni di esperienza retail alle spalle – spiega –, tre dei quali trascorsi a Londra». Ed è proprio nella capitale britannica che incontra il mondo della nail art. «Inizialmente come cliente, poi una volta tornata in Italia provando a ripetere i gesti memorizzati su me stessa e nella cerchia delle amicizie». Nel giugno di un anno fa il grande salto: la passione diventa professione con impegni fittissimi tra shooting fotografici, il sabato mattina in uno studio di tattoo e la clientela privata che visita a domicilio. Il miracolo del successo ha navigato su Instagram. «Sono stati i social a farmi conoscere anche tra i volti noti. Da parte mia ho cercato di identificarmi in maniera netta: io stendo smalto semipermanente che poi decoro con disegni che improvviso dopo che un lungo colloquio con la persona mi indica con chi ho a che fare e che cosa potrà indossare con disinvoltura». Senza distinzione tra i sessi: «Già negli anni ’90 in America i rapper facevano uso dello smalto nero. Siccome la moda procede a cicli, anche oggi colorarsi le unghie risponde a un’esigenza del look. La manicure maschile è l’equivalente di un accessorio». Il lavoro di Isabella tra pennellini e sticker si distingue da quello di un’estetista classica. «Intanto – sottolinea – perché la mia formazione esula dal background tradizionale e il gusto è guidato da uno spirito creativo che mi avvicina a un tatuatore». Il recente lockdown l’ha resa generosa verso i follower per i quali ha creato tutorial elementari che consentissero a chiunque di operare in casa distraendosi almeno per un attimo dal Covid. «Mentre per me ho iniziato a lavorare sulle unghie finte. Mi è venuto in mente che se le clienti non potevano muoversi, ero io che andavo da loro spedendo a domicilio le mie tips adesive. Tra l’altro in epoca di igiene esasperata delle mani, si può tenere l’unghia corta naturale e poi per un’occasione speciale applicare lo sticker in silicone. Ma non l’ho pubblicizzata tanto questa evoluzione professionale perché occorre un sacco di tempo per decorare un intero set e io ne ho poco». L’ispirazione nasce da un’innata curiosità per tutto quanto fa fashion: «M’informo in maniera maniacale sulle novità nel mondo dei tatuaggi, delle sfilate di moda, per non stereotipare mai il mio repertorio». Esistono però alcune regole di massima dalle quali non derogare: «Se l’unghia naturale è molto piccola evito i colori scuri che di per sé tendono a restringere ulteriormente e stendo un velo naturale che poi personalizzo magari con uno smile e non con miniature complicate. Poi se mi trovo di fronte una persona che veste colori neutri non propongo basi colorate giocando su decorazioni sobrie. Ma generalmente la creazione prende forma in corso d’opera incrociando il mio gusto con quello del cliente». Lo smalto semipermanente dura dalle due alle quattro settimane e vincola meno del gel che necessita di refill. «In ogni caso sfato il tabù che l’unghia debba respirare: la cheratina non si rovina con i materiali ma con l’uso che ne viene fatto»