IL TIMING A TAVOLA NEMICO DELL’OBESITÀ

La crononutrizione aiuta ad assecondare, nell’introduzione dei pasti, i nostri ritmi interiori. I consigli del gastroenterologo Luca Piretta

di Lorella Bolelli

Dentro il nostro cervello si muovono le lancette di un Master Clock che, in diretto collegamento con la retina, danno i tempi a tutte le nostre funzioni corporali (dalla pressione arteriosa che è più alta al risveglio alla produzione endogena di cortisone che ha due picchi alle 7 del mattino e alle 3 del pomeriggio). Ma esistono anche orologi localizzati in altri organi del nostro corpo, come quelli contenuti tra le pareti intestinali che sono preposti ad attendere l’arrivo del pasto esercitando, tramite la loro Food anticipatory activity, la gestione ottimale del nutriente in entrata. Sapere come funzionano i ritmi interiori (‘circadiani’) e assecondarli è garanzia non solo di ottimizzazione della nostra ‘macchina’ fisica ma anche di corretta alimentazione e di più agevole mantenimento del peso. Nel suo ultimo libro ‘Mangiare italiano per stare meglio e vivere più a lungo. I segreti della dieta mediterranea’ (Rizzoli), il gastroenterologo, nutrizionista e docente di Allergie e Intolleranze alimentari al Campus Biomedico di Roma, Luca Piretta, dedica un capitolo proprio alla cronobiologia e all’importanza di capire quando e come introdurre alimenti a seconda delle ore del giorno.
Perché così importante regolare i pasti sulla lunghezza d’onda del nostro orologio?
«Perché è come se arrivasse un camion di legna in una falegnameria in piena notte. Difficilmente ci sarà qualcuno che la utilizzerà subito. Idem se introduciamo calorie quando gli enzimi preposti ad assorbire, metabolizzare, utilizzare i nutrienti non sono al top dell’efficienza». Le conseguenze quali sono? «Uno studio ha suddiviso due gruppi di obesi nutrendoli con le stesse calorie in orari diversi. Chi mangiava entro le 15 ha perso chili con più facilità».
Quindi vanno concentrate le quantità maggiori di cibo nelle prime ore del giorno?
«Esattamente. In particolare al mattino e a pranzo. Ma il pasto decisamente più importante è la prima colazione perché veniamo dal digiuno più lungo, eppure il 33% della popolazione la fa male o non la fa proprio».
L’ideale qual è?
«I carboidrati sono la benzina del nostro corpo e vanno introdotti sotto forma di cereali, biscotti, ciambellone, fette biscottate. Poi un frutto, latte o suoi derivati».
Pranzo e cena, invece?
«A pranzo una portata sola con pasta o riso in quantità medioscarsa e verdura. La sera un secondo con contorno e poco pane, più frutta. La suddivisione ideale prevede un 20-30% di calorie a colazione e a pranzo, un 15-20% a cena e un 10% nei due spuntini di metà giornata».
Chi fa molta attività fisica ha un orologio che batte un tempo più rapido?
«Normalmente anche lo sportivo si allena di giorno e non di notte per cui la fonte energetica principale restano i carboidrati da consumare prima dello sforzo. E non è vero che debba aumentare esageratamente la quantità di proteine che possono aumentare da 7 grammi per chilo al giorno a un massimo di 1-1,2. Un eccesso determina un loro ruolo di benzina, al posto dei carboidrati, che causa però affaticamente di fegato e reni».
La forza delle abitudini può in qualche modo provocare adattamenti anche al nostro orologio interno?
«Guardando ai grandi numeri, l’organismo fatica molto ad adeguarsi e chi lo forza costantemente va incontro a obesità, diabete, disturbi cardiovascolari e intestinali».
Quanto incide la qualità di ciò che ingurgitiamo pur nel rispetto degli orari migliori?
«Alimenti proibiti non ne esistono, ma le ultime linee guida Crea (Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione) dicono no a zuccheri raffinati e carne rossa tutti i giorni. Poi sono centrali la stagionalità e la modalità di cottura ».


DIETA MEDITERRANEA

Frugalità e convivialità sono un modello di vita

A differenza degli animali che si nutrono solo per sopravvivere, noi umani introduciamo nel comportamento alimentare anche fondamentali aspetti psicologici. Per questo risulta fondamentale un’educazione alla dieta mediterranea che coniughi frugalità e convivialità

1
IL VADEMECUM
Il libro che dà i principi generali

2
LA TERZA ETÀ
Ammesso qualche utile ‘strappo’

3
GESTIONE DEL DIABETE
No agli zuccheri la sera


Effetto lifting?
Basta la mano dell’esperta

Al posto del bisturi un massaggio: meno invasività e risultati lusinghieri per Gua Sha e Kobido

di Maria Cristina Righi

Il massaggio al viso è l’ultima tendenza per quanto riguarda i risultati anti-age, soprattutto per l’effetto lifting e sta sempre più rubando spazio a scelte più invasive, come quelle della chirurgia estetica. E anche gli istituti di bellezza parigini delle grandi maison hanno un massaggio al viso ultrapersonalizzato al centro dei loro trattamenti top. Le varianti sono tantissime, dallo shiatsu allo yoga, dallo yu yan di origine cinese che unisce la digitopressione nei punti dell’agopuntura al movimento impastante classico e a pizzicamenti della pelle del viso per rendere più tonici i tratti, all’holifitness, una sintesi di 140 diversi movimenti derivati da tecniche di massaggio da più parti del mondo, fino allo Jacquet, messo a punto dal medico omonimo negli anni Trenta per accelerare la cicatrizzazione dei tessuti. I due più nuovi, gua sha e kobido, riscoprono tecniche molto antiche. Il gua sha arriva dalla medicina cinese. Ha un effetto liftante immediato (tanto da definirlo botox naturale) migliora la circolazione, favorisce il drenaggio linfatico, aiuta ad attenuare visibilmente rughe, borse e occhiaie e a contrastare il cedimento cutaneo. «È adatto anche per le pelli problematiche, con acne, rosacea, dermatite – spiega Anna Boiardi, tra le prime a presentare il gua sha in Italia –. Ed è utile anche per ridurre infiammazioni e tensioni, stimolare il sistema linfatico, incanalare l’energia vitale (Qi), allevia i gonfiori. Prevede movimenti di sfregamento con pietre naturali come il quarzo rosa e la giada avventurina (gua è strofinare, sha è arrossamento, che deriva dallo strofinamento della pietra). Rimodella il volto liftando gli zigomi, alzando le palpebre, aprendo gli occhi. Illumina la pelle e la distende, diminuendo le rughe di espressione. In circa 15 minuti porta un cambiamento radicale al viso». Il kobido è una vera e propria arte tradizionale giapponese. Si tratta di un massaggio profondo che agisce a livello muscolare e si utilizza una crema anziché un olio per mantenere un contatto più stretto con il tessuto. È perfetto per le pelli più mature e affaticate, per il suo grande effetto lifting, e quindi non è consigliato a chi ha meo di 30 anni. I movimenti di chi pratica il massaggio (che comprendono anche percussioni e vibrazioni rapide) coinvolgono tutta la parte alta del corpo, comprese le spalle e le braccia. Come tutti i massaggi di origine orientale, anche il kobido lavora sull’equilibrio del Qi, l’energia vitale. Stimola la microcircolazione e il flusso linfatico, per migliorare l’apporto nutritivo alle cellule e un drenaggio dei rifiuti metabolici e delle tossine. Alla fine del massaggio il viso appare più tonico e rassodato, i muscoli sono più tesi, l’ovale è ridisegnato. Il lavoro in profondità sui tessuti porta anche a ridurre molto le rughe, soprattutto quelle d’espressione. I muscoli del viso sono in stretto contatto con la pelle quindi un massaggio profondo che interessi questi muscoli non può che avere un buon risultato sulla qualità dei tessuti e sul volume del viso.


IL METODO EVERFRESH

«Ogni mattina ravvivate la pelle esattamente come usate lavare i denti»

Everfresh è un automassaggio al viso per il mattino ispirato dalle pressioni digitali e dai gesti orientali di risveglio della pelle creato da Aline Faucheur (nella foto) di Decléor. «Il viso è la zona del corpo dove è presente il più alto numero di muscoli – spiega -. Durante la mia presenza in Asia sono rimasta impressionata da quanto sia comune l’automassaggio al viso. Massaggiare il proprio viso è come usare lo spazzolino da denti: deve essere una pratica mattutina irrinunciabile. Ho sviluppato i gesti Everfresh insieme a mia figlia per capire meglio come poterli inserire nel vissuto quotidiano delle donne». L’automassaggio per la zona occhi prevede quattro fasi: scorrere, picchiettare, liftare e reset. Quello per il viso altre quattro: ravvivare, modellare, il movimento del serpente e il sorriso.

M. C. R.


Bespoke rassoda i muscoli e rimodella l’ovale del visto

La facialist Nichola Joss ha studiato una tecnica che evita o ferma i cedimenti dovuti allì’età

La tendenza arrivata da Londra negli ultimi anni è quella dei facial, speciali protocolli di trattamento per il viso, studiati dalle diverse facialist con almeno mezz’ora di massaggio al viso. Uno dei più efficaci e originali è il Bespoke Sculpting Inner Facial, creato dalla facialist Nichola Joss. Molto personalizzato (Bespoke), si indirizza ai muscoli che hanno bisogno di essere rassodati con un massaggio linfatico profondo e tecniche di rimodellamento. Comprende anche una parte di massaggio dall’interno della bocca per rilassare il tessuto muscolare, migliorare il tono e il rassodamento dei muscoli del viso. Il risultato è un aspetto più giovane e vitale. Questo massaggio aiuta i muscoli a rimanere fermi nella loro naturale posizione, onde evitare o fermare i cedimenti dovuti alla gravità e al passare del tempo. Sculpture e Buccal sono simili al Bespoke Sculpting Inner Facial e altrettanto amati dalle star. Il primo agisce scollando i muscoli dalla parete ossea per un rimodellamento duraturo. Il secondo stimola con un doppio massaggio (dall’interno e dall’esterno) i muscoli della parte bassa del viso che tendono facilmente a perdere tono.

M. C. R.