Le vacanze richiedono una programmazione attenta per non incappare in sgradite sorprese

In viaggio con Fido e Miao in tutta sicurezza

Il nostro amico a quattro zampe ci può accompagnare dovunque a patto di osservare le regole di bordo

di Gloria Ciabattoni

In vacanza con il cane, o con il gatto, in questa estate 2020 con tanta voglia di dimenticare il lockdown dovuto al Covid-19. Secondo Codacons, la maggior parte degli italiani sceglierà un soggiorno nel Belpaese, usando l’auto come mezzo di trasporto, e molti alloggeranno in appartamenti, agriturismi, B&B e naturalmente anche in alberghi. Se si è in vacanza con il «pet», bisognerà avvisare in anticipo la struttura ricettiva: alcune vogliono un supplemento, c’è chi mette a disposizione kit specifici, e chi chiede al proprietario di portarsi copertine, ciotole e cibo. Quando si affitta un appartamento o una casa, occorrerà chiedere se è ammesso un animale domestico. Se si parte in macchina, è importante che Fido o Micio non soffrano di mal d’auto, in ogni caso è bene farli viaggiare a stomaco vuoto, e sarà opportuno fermarsi ogni due o tre ore per consentir loro di bere e di fare i ‘bisognini’. Se si devono lasciare in auto, che sia per poco tempo e all’ombra, con i finestrini semi-aperti e una ciotola di acqua fresca a disposizione. In viaggio, è utile usare la cintura di sicurezza per i cani, che comunque possono stare sui sedili posteriori ma separati da una rete: vietato tenerli in braccio o liberi, altrimenti si incorre in una multa e nella decurtazione di un punto dalla patente. Fido in viaggio deve avere i documenti (libretto sanitario compilato e aggiornato dal veterinario) ed essere microchippato, e per il micio è anche obbligatorio il trasportino. Cani, gatti e furetti che viaggiano nei paesi dell’UE devono avere anche il passaporto europeo per animali domestici che riporti le vaccinazioni e che viene rilasciato dalle Asl (naturalmente sono richiesti anche il tatuaggio o il microchip). Tutti i dettagli si trovano sul sito del Ministero della Salute. Chi viaggerà in aereo dovrà informarsi con le compagnie all’atto dell’acquisto del biglietto, soprattutto in questo periodo di «fase 3» post Coronavirus: ci sono compagnie che non vogliono neppure cani piccoli nel trasportino, altre che invece li accettano, mentre quelli grossi dovranno viaggiare in stiva. Ma è bene accertarsi della reale possibilità di portare il pet, chiedendo anche garanzie in caso di annullamento del viaggio. E chi va in traghetto? All’acquisto del biglietto bisognerà dichiarare il pet (alcune compagnie chiedono un importo, altre no) che dovrà avere anche in questo caso i suoi documenti (libretto d’iscrizione all’anagrafe canina, per l’Italia, e per le tratte internazionali il passaporto sanitario). Attenzione, alcuni Paesi richiedono anche la vaccinazione antirabbica. Se la tratta è breve e si viaggia di giorno, il cane starà, con guinzaglio e museruola, con il proprietario nelle aree comuni. Se il viaggio è lungo molte compagnie hanno cabine che permettono l’accesso degli animali, ma vanno prenotate perché di solito sono poche. Altrimenti si può sistemare il pet nel canile o gattile di bordo: se la nave dispone di questo servizio, ne va prenotato il posto.


ALOPECIA DA CHEMIO

Protesi, capelli naturali nelle donne in cura: accrescono l’autostima

Oltre il 65% delle donne in cura con chemioterapia considera la caduta dei capelli (alopecia) come l’aspetto più mortificante dell’esperienza. Un innovativo sistema protesico con capelli veri invece della parrucca sintetica ha segnato una svolta per restituire autostima nelle donne sotto terapia. Sono positive le evidenze emerse dallo studio promosso da Salute Donna Onlus che in collaborazione con l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha realizzato uno studio pilota condotto per valutare l’impatto psicologico del sistema 100% italiano sviluppato da CRLab nelle pazienti con recidiva di carcinoma della mammella ovvero con alopecia recidivante indotta dalla chemio. Elevato il grado di soddisfazione emerso per le peculiarità del dispositivo (capelli naturali a contatto) rispetto alle soluzioni posticce (toupet) in quanto la protesi saldamente ancorata, viene ben tollerata, si integra nel cuoio capelluto con buona qualità dei capelli, possibilità di recarsi dal parrucchiere.


IN TAVOLETTA, MUFFIN O COME GELATO

Gli italiani amano il cioccolato
Undici grammi al giorno di felicità

Oltre ai sapori tradizionali, si apprezzano aromatizzazioni al peperoncino, all’arancio, al sale, al rhum e alla menta

È pura passione quella degli italiani per il cioccolato, dal muffin al gelato alla tavoletta tout court, con consumi di poco più di 4 kg a testa l’anno, in pratica 11 grammi al giorno. Un ‘amore’ dimostrato durante il lockdown: nelle prime quattro settimane di quarantena, secondo i dati del rapporto Ismea, i consumi degli italiani tra tavolette e barrette sono schizzati del 21,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sul fronte dei gusti, la scelta degli italiani per il fondente è sempre in cima agli acquisti con oltre il 40% delle preferenze, seguito a distanza da quello al latte; perdono posizioni, invece, il cioccolato bianco come anche la semplice barretta. Un mercato di sapori tradizionali dove però trova sempre più spazio l’innovazione, dal prodotto aromatizzato al peperoncino, all’arancia, al rum, alla menta o, nelle versioni al sale dell’Himalaya, passando dal vegan e dal biologico e naturalmente a quello senza glutine.


PERCORSO EUROPEO DI TRASPARENZA

Salame, prosciutto, mortadella, culatello: arriva l’etichetta che certifica il ’made in Italy’

Ora anche i salumi avranno etichetta ‘100% italiano’: via libera dell’Unione europea all’etichetta ‘Made in Italy’ su salami, mortadella, prosciutti, culatello e altri salumi. Un modo per smascherare l’inganno della carne straniera spacciata per italiana come chiede il 93% dei cittadini che ritiene importante conoscere l’origine degli alimenti. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria le quotazioni dei maiali italiani, secondo Coldiretti, sarebbero quasi dimezzate, scendendo a poco più di un euro al chilo e mettendo a rischio le imprese. Il ‘decreto sui salumi’ «prevede – spiega il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini– che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a: paese di nascita, di allevamento e di macellazione degli animali». La dicitura ‘100% italiano’ dunque si potrà usare solo quando la carne proviene da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia. A livello europeo, il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza ‘mucca pazza’ nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varieta’, qualita’ e provenienza anche per l’ortofrutta fresca. Dall’1 gennaio 2014 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dall’1 agosto 2004, l’obbligo vale anche per il miele.


TELEMEDICINA E DIABETE

La presa in carico si può fare a distanza

L’Istituto Superiore di Sanità nell’ultimo Rapporto ISS ha dedicato grande attenzione alle soluzioni di teleconsulto monitoraggio in remoto mostrando come garantire la continuità di cura a distanza nelle cronicità. L’innovacione, ha dichiarato Francesco Gabbrielli, direttore del Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali nel webinar di Motore Sanità, deve avvalersi delle migliori opportunità operative. Inoltre anche i limiti pratici vanno considerati nel mettere a disposizione sistemi di Telemedicina. Quindi in sintesi, non basta disporre di tecnologie e non è detto che esse, anche se di eccellente fattura, siano anche efficaci. Fondamentale strutturare servizi a distanza in base alle necessità di fruizione delle persone, come sperimentato dal professor Francesco Giorgino, presidente Società italiana di endocronologia, nei moderni modelli di presa in carico del paziente diabetico.