Federico Caligaris Cappio
«Puntiamo sui giovani ricercatori»

Il direttore scientifico Fondazione AIRC:
«Approccio globale nella lotta ai tumori.
Obiettivo: terapie personalizzate e più efficaci»

di Alessandro Malpelo

CI SONO BATTAGLIE che si combattono insieme. Questo il messaggio, forte e chiaro, che campeggia sui media grazie alla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro. Ogni giorno cinquemila ricercatori, ventimila volontari e quattro milioni e mezzo di sostenitori, con la loro passione e il loro coraggio, combattono insieme la stessa battaglia. Una partita per la vita che quotidianamente segna punti a favore, apre inediti scenari di indagine, si traduce in cure concrete. Parliamo dei prossimi impegni con il direttore scientiico AIRC, Federico Caligaris Cappio.
Professore, per contrastare la complessità del cancro la ricerca deve innovare senza sosta, essere creativa, mettere le nuove tecnologie al servizio delle idee. In che modo riuscite a perseguire questi traguardi?
«Mettiamo il paziente al centro con l’obiettivo di arrivare a diagnosi precoci, terapie personalizzate, più e icaci e meglio tollerate. Per questo AIRC e la sua Fondazione promuovono un approccio globale basato su strategie lungimiranti, modalità di inanziamento trasparenti e centrate sui risultati, coniugando tecnologia e inventiva».
L’Italia si conferma una eccellenza internazionale nell’ambito della ricerca oncologica come testimoniano le pubblicazioni dei nostri scienziati e anche il dato per numero di guarigioni che ci pone al vertice in Europa. Tradotto in cifre?
«La sopravvivenza a cinque anni è aumentata, sia per gli uomini (54% vs 51%) che per le donne (63% vs 60%), rispetto al quinquennio precedente. Nel nostro Paese, attualmente, ci sono quasi 3,5 milioni di persone che hanno superato una diagnosi di cancro e in molti casi (dati Airtum Aiom) hanno un’aspettativa di vita paragonabile a quella di chi non si è mai ammalato».
I passi avanti sono venuti grazie ai progressi nella chirurgia, radioterapia, immunologia e farmaceutica, ma sappiamo che è necessario continuare a investire nel lavoro degli scienziati per riuscire a trovare le giuste risposte per curare tutti i tumori. Un esempio tra i tanti?
«Abbiamo due nuovi Programmi Speciali sostenuti dal 5×1000, della durata di sette anni e dedicati allo studio delle metastasi, ancora oggi causa del 90% delle morti per cancro. Abbiamo incrementato l’investimento annuo complessivo su questo fronte superando i venti milioni di euro. Uno dei criteri chiave per tagliare il traguardo DAL 3 AL 10 NOVEMBRE Otto giorni di iniziative per raccogliere fondi E arrivano anche I Cioccolatini della Ricerca Dal 3 al 10 novembre Fondazione AIRC accende i rilettori sull’universo cancro con una serie di appuntamenti per raccogliere risorse da destinare al lavoro dei ricercatori e per informare il pubblico sui progressi recenti, e i programmi futuri, nell’ambito della ricerca, della prevenzione, della diagnosi, della cura del cancro, e per presentare tutte le nuove side che AIRC e la comunità scientiica si trovano ad a rontare. Sarà un percorso lungo otto giorni che coinvolgerà le trasmissioni televisive e radiofoniche della RAI, gli studenti delle scuole superiori, i campi di calcio della Serie A, migliaia di piazze dove, sabato 9 novembre, i volontari AIRC distribuiranno I Cioccolatini della Ricerca (da lunedì 11 novembre i Cioccolatini della Ricerca saranno disponibili anche presso 1.728 iliali di Banco BPM, partner istituzionale di AIRC). Per trovare i Cioccolatini della Ricerca nelle diverse città d’Italia e altre info: www.airc.it. Numero speciale 840 001 001(attivo 24 ore su 24). ©RIPRODUZIONE RISERVATA si chiama traslazionalità, ovvero la possibilità di portare rapidamente le scoperte della ricerca di base alle cure per i pazienti».
Nel mare dei ricercatori possiamo citare qualche personalità trainante?
«I nuovi programmi 5xmille sono coordinati da Maria Chiara Bonini, Università Vita-Salute San Ra aele e Ospedale San Ra aele, Milano, Stefano Piccolo, Università degli Studi di Padova e IFOM Milano, Maria Rescigno, IRCCS Istituto Clinico Humanitas, Rozzano (Milano). Si concentrano sullo studio delle metastasi da tumore soprattutto al seno, melanoma, sarcoma e osteosarcoma. Vogliamo individuare nuove cure basate sulla comprensione dei meccanismi che le cellule tumorali utilizzano per disseminarsi».
Quanto conta il fattore anagraico? Si dice che occorre esperienza, e al tempo stesso puntare sui talenti emergenti…
«Appunto. I programmi citati, ad esempio, possono contare su tre principal investigator che hanno compiuto da poco cinquant’anni, e anche questo è un segnale positivo. Ci conferma che nel nostro Paese sta avvenendo un ricambio generazionale, con scienziati di grande valore che portano nuove idee e nuovi approcci alla ricerca oncologica».
Quindi i giovani ricercatori faranno la di erenza, in che modo?
«Finanziando, attraverso AIRC, un percorso che prevede per loro esperienze formative presso grandi istituti di ricerca, prima in Italia e poi all’estero, per confrontarsi con la migliore ricerca sul cancro nel mondo. La vera forza degli investimenti sarà poi quella di creare le condizioni in Italia per incoraggiare il loro rientro, con bandi studiati ad hoc, perché mettano a frutto il bagaglio di conoscenze acquisite. Agli scienziati di maggior valore sono poi dedicati programmi che o rono un sostegno sicuro e continuativo, supportando il lungo procedere che porta ai grandi risultati scientiici».
Quanto conta la dimensione internazionale della ricerca?
«La ricerca oncologica deve innovare senza sosta per capire e affrontare la complessità del cancro, ciò richiede sempre maggiori investimenti, ricerche coordinate interdisciplinari e collaborazioni internazionali perché, se il cancro non conosce conini, neppure la ricerca li deve conoscere. La partnership con charities inglesi e spagnole, ad esempio, ha permesso di inanziare progetti collaborativi che promuovono lo sviluppo di reti sovranazionali e accelerano la creazione di risorse di alta qualità che non potrebbero essere sviluppate in maniera autonoma a livello nazionale»


DAL 3 AL 10 NOVEMBRE

Otto giorni di iniziative per raccogliere fondi
E arrivano anche I Cioccolatini della Ricerca

Dal 3 al 10 novembre Fondazione AIRC accende i rilettori sull’universo cancro con una serie di appuntamenti per raccogliere risorse da destinare al lavoro dei ricercatori e per informare il pubblico sui progressi recenti, e i programmi futuri, nell’ambito della ricerca, della prevenzione, della diagnosi, della cura del cancro, e per presentare tutte le nuove side che AIRC e la comunità scientiica si trovano ad a rontare. Sarà un percorso lungo otto giorni che coinvolgerà le trasmissioni televisive e radiofoniche della RAI, gli studenti delle scuole superiori, i campi di calcio della Serie A, migliaia di piazze dove, sabato 9 novembre, i volontari AIRC distribuiranno I Cioccolatini della Ricerca (da lunedì 11 novembre i Cioccolatini della Ricerca saranno disponibili anche presso 1.728 iliali di Banco BPM, partner istituzionale di AIRC). Per trovare i Cioccolatini della Ricerca nelle diverse città d’Italia e altre info: www.airc.it.
Numero speciale 840 001 001(attivo 24 ore su 24).


IL PROFILO

Federico Caligaris Cappio, direttore scientiico Fondazione AIRC, ha dedicato la vita allo studio e alla cura del cancro. Professore ordinario di medicina interna dal 1990, dal 2003 è stato titolare della cattedra di clinica medica all’Università Vita- Salute San Ra aele, ha diretto il Dipartimento oncoematologia presso l’Istituto San Ra aele di Milano.