‘Smart’ clinic, il format della flessibilità

Il gruppo San Donato innova con soluzioni veloci e ‘a portata di mano’ per chi ha poco tempo a disposizione

di Maurizio Maria Fossati

GRUPPO SAN DONATO: ben 18 ospedali in Lombardia e uno a Bologna. Tra questi l’IRCCS Ospedale San Ra aele di Milano, l’IRCCS Istituto Galeazzi, l’IRCCS Policlinico San Donato. Ma se i grandi reparti ad altissima specializzazione e complessità restano nelle sedi storiche degli ospedali, il Gruppo ha avviato in parallelo negli ultimi anni un servizio sanitario inedito: la “Smart clinic”, una soluzione che punta a soddisfare le esigenze della quotidianità di chi ha poco tempo, ma vuole prendersi cura della propria salute. Al momento sono quattro le Smart clinic attive, tutte all’interno di grandi centri commerciali: ‘Le Due Torri’ di Stezzano (Bergamo), ‘Oriocenter’ di Orio al Serio (Bergamo), ‘Cantù 2000’ di Cantù (Como) e ‘La Corte Lombarda’ di Bellinzago Lombardo (Milano). Il nuovo format o re un servizio sanitario di qualità ospedaliera, ma con modalità “walk-in”, cioè senza prenotazione e con orari ampi anche nel ine settimana (dalle 10 alle 20, 7 giorni su 7). Accesso diretto e tari e “smart”.
Accanto alle specialità mediche “tradizionali” (visite specialistiche di endocrinologia, dermatologia, ortopedia, neurologia, cardiologia, isiatria ecc.) e alla diagnostica per immagini, sono disponibili prestazioni di “medical wellness”: dalla medicina estetica, alla nutrizione, dalla dietologia, alla psicologia e ai corsi di rieducazione motoria individuale o a gruppi, con aree dedicate alla isioterapia, alle ginnastiche riabilitative e all’osteopatia.
In centro a Milano, nuove opportunità al “Raf First Clinic Respighi” che, insieme alla consueta attività di visite specialistiche e diagnostica targate San Ra aele, ha di recente messo a disposizione strumenti all’avanguardia per sviluppare programmi di riabilitazione per garantire la ripresa post-chirurgica e post-traumatica, e programmi di preparazione atletica di altissimo livello, per sportivi esperti e professionisti. Tra i servizi o erti: l’Antigravity Therapy, Alter-G con tecnologia NASA, il D-Wall, un percorso di allenamento tecnologico e personalizzato per la preparazione sportiva e la riabilitazione, e la Crioterapia, che impiega le proprietà terapeutiche del freddo per accelerare i processi di recupero.
In Brianza, Istituti Clinici Zucchi, storico ospedale del gruppo, ha avviato con successo un servizio domiciliare di visite specialistiche, esami, assistenza infermieristica e riabilitazione: “GSD a casa tua”, attivo in tutta la Brianza e nel nord Milano. Prestazioni o erte con con tari e ‘smart’.


Ricerca, investimenti e specializzazione

Gvm Care&Research, Gruppo Villa Maria, amplia l’offerta di servizi per la salute e il benessere della persona

di Lorenzo Pedrini

OSPEDALI, poliambulatori e centri clinici specialistici sparsi, con punte di assoluta eccellenza, dentro e fuori ai conini nazionali, poli di formazione e ricerca all’avanguardia, tre strutture dedicate speciicamente alla terza età e, da qualche settimana, pure le acque curative e la Spa dello storico complesso termale di Castrocaro. È sempre più articolata la proposta di Gvm Care&Research in fatto di salute e benessere della persona, con la moltiplicazione inarrestabile dei servizi o erti dal Gruppo Villa Maria che continua a tradurre in pratica, da quasi cinquant’anni, la visione imprenditoriale del fondatore, presidente e amministratore delegato, Ettore Sansavini. Se il primo passo, infatti, fu l’inaugurazione a Cotignola, nel 1973, di quella Casa di Cura Villa Maria trasformatasi poi nel Maria Cecilia Hospital, il gruppo da allora non ha più smesso di crescere, con i recenti investimenti nel comparto termale a fare del quartier generale di Lugo il cuore pulsante di un network della salute che ha pochi uguali nel Paese. A tenerlo in piedi, materialmente, è il lavoro quotidiano profuso da quasi 8.800 addetti, 3.500 dei quali medici, sia sui territori di Emilia-Romagna, Toscana, Liguria, Piemonte, Puglia e Sicilia che in nazioni straniere come Francia, Polonia, Russia e Albania.
Tra un’incessante attività di ricerca e sviluppo tecnologico e un altrettanto considerevole sforzo volto all’aggiornamento dei suoi professionisti, così, l’anima ospedaliera di Gvm continua a porsi, come fatto in dalle origini, in qualità di partner di iducia del Sistema Sanitario Nazionale, in particolare quando si tratta di Alta specialità Cardiologica, Interventistica ed Endovascolare, o di Cardiochirurgia. I conseguimenti ottenuti in questi campi, del resto, hanno posto i reparti in questione nel novero dei migliori del mondo, ma il livello delle prestazioni non cala nemmeno nelle altre branche specialistiche di interesse, da Aritmologia ed Elettroisiologia a Neurochirurgia e da Ortopedia e Traumatologia a Oncologia. A legare l’anima nosocomiale di Gvm e le strutture dedicate agli anziani e alla promozione di stili di vita sani, oltre alla qualità delle attività di cura, è certamente il livello dei servizi o erti, da una pulizia e una saniicazione condotta nel rispetto dell’ambiente a all’automazione assicurata dai ritrovati di una speciica Divisione IT.


«Dai bisogni per la salute al sociale
Diamo risposte veloci ai nostri pazienti»

Il Consorzio Colibrì ha una rete di ventuno strutture, dal ricovero all’assistenza domiciliare

di Donatella Barbetta

OLTRE 22MILA ricoverati in un anno, 320 milioni di fatturato, 3.319 posti letto autorizzati, un milione e 675mila utenti serviti: sono alcuni numeri del Consorzio Colibrì, una rete di ventuno strutture attive nel settore della sanità e dei servizi sociali.

Quando è nato Colibrì?

«Dieci anni fa. Inizialmente è stato fondato da cinque strutture per ottenere economie di scala su acquisti e qualità – risponde l’amministratore delegato Averardo Orta (nella foto) – con l’obiettivo di uniformare le buone pratiche dei nostri professionisti. Successivamente ci siamo aperti ad altre strutture. Oggi siamo in ventuno, i consorziati si trovano per la maggior parte in Emilia-Romagna, mentre due strutture operano anche al di fuori del territorio regionale».

Avete scelto un nome originale.

«Sì, abbiamo pensato al colibrì, utilizzandolo anche per il logo, perché ci ricordasse di rimanere leggeri e di rispondere in maniera veloce alle esigenze dei consorziati e ai bisogni di salute dei cittadini ».

Quali prestazioni o rite?

«Partiamo dagli asili nido per arrivare a tutte le esigenze di salute: ricoveri ospedalieri per acuti, chirurgia, psichiatria, assistenza domiciliare, procreazione assistita, strutture per anziani, riabilitazione e benessere. Quindi siamo in grado di venire incontro a bisogni di salute e sociali».

Come si accede alle vostre strutture?

«Sono tutte accreditate, tranne una, quindi i cittadini possono prenotare tramite il Cup o il medico di base, oppure, se si tratta di strutture del sociale, si entra attraverso le liste cittadine».

Come sono cambiati nel tempo i vantaggi per i consorziati?

«Oggi o riamo tanti servizi in più, ma soprattutto da due anni stiamo lavorando, insieme alla Bocconi, a un progetto di ricerca per creare percorsi diagnostici terapeutici assistenziali interni al consorzio».

Di che cosa si tratta?

«L’obiettivo è dare risposte a problemi complessi e diversi. Entro l’anno presenteremo tre percorsi: su cronicità, anziani e riabilitazione. Per fare un esempio, quando viene operato un paziente, poi al ritorno a casa può avere bisogno di riabilitazione, di un pasto se la moglie è tutto il giorno fuori casa o di essere accompagnato a una visita di controllo. Da una parte il paziente avrà un unico referente che lo guiderà e dall’altra ogni struttura metterà a disposizione una parte del percorso, garantendo appropriatezza clinica e continuità nell’assistenza».


IN EMILIA ROMAGNA

Binomio perfetto fra sinergie e autonomia

Nel Consorzio Colibrì le strutture lavorano in sinergia per acquisti, formazione e ricerca, ma le rimangono autonome. Ecco l’elenco dei ventuno consorziati. A Bologna troviamo Ai Colli, Fondazione Ant Italia Onlus, Casa di Cura “M. F. Toniolo”, Clinicadomicilio, Istituto Sant’Anna e Santa Caterina; Ospedale Santa Viola, Poliambulatorio Descovich, Società Dolce, Villa Bellombra, Villa Giulia, Villa Ranuzzi e Villa Serena. Ci sono poi Circuito della Salute + (Bologna, Ferrara, Venezia); Casa Sacra Famiglia (Pianoro, in provincia di Bologna); Ospedale Maria Luigia (Monticelli Terme, in provincia di Parma); Ospedale Domus Nova (Ravenna); Ospedali Privati Forlì; Poliambulatorio Dalla Rosa Prati (Parma); Villa Igea (Modena); Villa Pineta (Pavullo nel Frignano in provincia di Modena); Villa Sorriso (Marano sul Panaro in provincia di Modena).


«Il paziente è sempre al centro»

Strumentazione d’avanguardia, e professionisti di chiara fama alla Casa di cura San Rossore, a Pisa

di Gabriele Masiero

IMMERSA nel pregiato contesto del parco di San Rossore, la casa di cura omonima è molto più che un presidio di sanità privata: come spiega il presidente Andrea Madonna, è «un piccolo ospedale al servizio della comunità pisana, toscana in generale con un bacino di utenza che va oltre i conini della nostra regione grazie anche alla presenza di eccellenti professionisti in campo medico, chirurgico e diagnostico». Il principio fondante sul quale si basa l’assistenza fornita dalla Casa di Cura San Rossore è quello della «centralità del paziente», garantendo una corretta informazione sull’organizzazione e sull’accesso ai servizi e sugli interventi diagnostici, terapeutici e riabilitativi necessari. La clinica pisana è all’avanguardia ed è tra le poche realtà italiane ad avere un acceleratore lineare top di gamma per la cura radioterapica dei tumori. «Ha solo tre anni di vita – sottolinea Madonna – e ha subito un upgrade lo scorso mese che lo rende una macchina tra le più performanti sul mercato e che abbiamo messo a disposizione, in convenzione, anche dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana. In un mondo dove è di icile investire, noi sulla macchina True Beam con il collimatore ad alta deinizione abbiamo speso 5 milioni di euro tre anni fa e un altro milione per il recente upgrade: questo ci permette di eseguire trattamenti ad altissima precisione nella cura radioterapica dei tumori. Crediamo che siano investimenti necessari e che qualiicano una struttura che ha scelto di mettere il paziente al centro del nostro progetto».

In questo contesto si inserisce anche la Breast Unit che avete realizzato recentemente.

«È un progetto di cui andiamo orgogliosi. Un percorso costruito insieme al professor Alberto Luini, ex primario dello Ieo. Nella Breast Unit proponiamo un approccio chirurgico oncoplastico, diventato un centro di riferimento nazionale grazie anche al dottor Claudio Calabrese e multidisciplinare con oncologia, senologia, anatomia patologica, radioterapia, psichiatria, chirurgia plastica, anestesiologia e sono attivi, inoltre, quattro posti letto di terapia intensiva».

San Rossore vanta anche una lunga e consolidata tradizione di successi nella cura delle malattie della tiroide

«Presso la nostra struttura un luminare endocrinologo come Adolfo Pinchera costituì la base della sua attività libero-professionale e della conseguente attività chirurgica. Noi abbiamo perpetuato i suoi insegnamenti anche grazie al lavoro di endocrino-chirurghi come il professor Paolo Miccoli e la sua équipe che ancora oggi fanno della Casa di Cura di San Rossore un centro di riferimento per il trattamento e la cura delle patologie della tiroide».

Le nuove side invece quali sono?

«Innanzi tutto confermarci ai livelli raggiunti anche negli anni a venire. Siamo privati puri e per continuare ad esistere raccogliendo successi non dobbiamo smarrire la nostra mission: la centralità del paziente, appunto. Questo lo si fa, restando competitivi sul mercato, o rendo prestazioni al top, garantite da professionisti eccellenti e da apparecchiature all’avanguardia, ma anche continuando ad andare incontro a una domanda esistente anche in un territorio dove la sanità pubblica è di altissimo livello. Abbiamo stretto rapporti con tutti i principali gruppi assicurativi e questo permette ai nostri pazienti-utenti che hanno un’assicurazione di usufruire gratuitamente in tempi rapidi di prestazioni di straordinaria qualità».


OSPEDALI

La gestione integrata in ‘PPP’

Sono operative le prime convenzioni di partenariato pubblico privato stipulate in Italia nel settore delle tecnologie ospedaliere. L’Ospedale Maggiore di Novara e la ASL di Torino3 hanno infatti recentemente inaugurato dei nuovi reparti grazie alla fornitura di tecnologie mediche all’avanguardia e dei relativi servizi di manutenzione da parte del Gruppo Althea, leader mondiale specializzato nella gestione integrata dei servizi di ingegneria clinica per le strutture sanitarie pubbliche e private. Una delle particolarità degli accordi innovativi in PPP (partenariato pubblico privato) inalizzati da Althea consiste nel fatto che gli investimenti in tecnologie sono a carico del partner privato. «La formula dei PPP rappresenta un sistema virtuoso in cui crediamo fortemente. Siamo convinti che in questo modo il Gruppo Althea possa contribuire a rispondere alla domanda di salute del cittadino e all’esigenza della sanità pubblica di reperire risorse per il funzionamento e il miglioramento del SSN. Crediamo che le nostre competenze nella gestione delle tecnologie siano utili per permettere agli operatori pubblici di governare al meglio il processo clinico, ridurre le liste di attesa e o rire prestazioni sempre più performanti» – commenta Alessandro Dogliani, CEO del Gruppo Althea.

G.C.


Riabilitazione, il percorso integrato è vincente

Il team di specialisti della Blue Clinic di Bagno a Ripoli

SI CHIAMA «Medical Fitness» ed è una forma di allenamento isico di tipo medicale: applicato dal 2009 al centro di riabilitazione isico- motoria e medicina dello sport Blue Clinic, sulla collina di Bagno a Ripoli, consiste in un’attività isica personalizzata e su misura con obiettivi la salute e la cura della persona. Viene svolta all’interno della struttura sanitaria con un team di professionisti (medici, isioterapisti e laureati in scienze motorie) che coopera il progetto. L‘allenamento può svolgersi in continuità a trattamenti isioterapici, a percorsi metabolici o semplicemente come percorso allenante. Dal 2006 il centro Blue Clinic, accreditato con la Regione Toscana e convenzionato con la Asl Toscana Centro, in sinergia tra pubblico e privato, punta proprio sulla collaborazione tra medici, isiatri, isioterapisti e laureati in scienze motorie per proporre interventi in ambiti diversi, ma tra loro integrati. Si a iancano a ambulatori di medicina specialistica e attività di riabilitazione altamente specializzate come isiokinesiterapia,idrokinesiterapia, terapie manuali, terapie strumentali per patologie vertebrali, neurologiche, ortopediche, post-chirurgiche realizzate nelle aree attrezzate come le palestre, la piscina e gli spazi all’aperto. Dal 2014 è in corso una convenzione con la Facoltà di Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Firenze che, nel suo laboratorio creato all’interno di Blue Clinic, tiene il corso su «teoria e metodologie dell’allenamento», svolge attività di ricerca e prevede per gli studenti il tirocinio. È in fase di costruzione anche una struttura sanitaria residenziale di 20 camere per degenze a bassa intensità di cura: sono destinate a pazienti provenienti dai livelli più elevati di assistenza per erogare servizi integrati e supportare la dimissione ospedaliera, favorire il recupero isico- motorio dopo un evento acuto in un arco temporale breve, prima del rientro al proprio domicilio.

Manuela Plastina


Percorso completo fino alla riabilitazione

Il Policlinico di Monza: formazione universitaria e una esperienza esportata in Piemonte e all’estero

di Cristina Bertolini

IL POLICLINICO DI MONZA è una struttura sanitaria ad alta specializzazione, privata e accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale, che si caratterizza per un’o erta di servizi sanitari completa rispetto alle specialità chirurgiche e mediche ivi eseguite. Sin dalla nascita negli anni ‘90 si conigura come ospedale tecnologico data la presenza di apparecchiature diagnostiche di ultima generazione. Nei decenni scorsi era meno radicato sul territorio, quando mancava di Pronto soccorso, che invece è stato inserito e collaudato a tutti gli e etti da sei anni a questa parte. L’azienda ha esportato la sua esperienza in Piemonte, con strutture a Novara, Vercelli, Ivrea, Biella, de ad Alessandria, Aosta, Torino e persino in Romania, a Bucarest. «Il Policlinico di Monza si caratterizza altresì per o rire al paziente un iter di diagnosi-cura-riabilitazione completo» dice il direttore sanitario Alfredo Lamastra. È una vera e propria azienda che impiega una forza lavoro di 792 unità tra dipendenti e liberi professionisti ed è dotata di 238 posti letto di degenza. Ha sviluppato una forte vocazione universitaria, convenzionato con le Università degli Studi di Milano Bicocca e Pavia per alcune Scuole di Specialità e Corsi di Laurea. Chi arriva da fuori trova una vera e propria città della salute: la struttura si estende su un’area di 33.500 metri quadrati dove trovano posto quattro ediici («Tigli», «Faggi», «Amministrazione », «Villa»), di cui tre destinati ad attività clinico-sanitarie ed uno ad attività amministrative. I tempi d’attesa sono in media con quelli issati dalla Regione Lombardia e le prestazioni sono rese sia in regime di accreditamento al Servizio Sanitario Nazionale, sia in regime di solvenza. Per alcune prestazioni i tempi sono decisamente lunghi: dermatologia 130 giorni (mentre sul territorio si trova nel giro di una settimana), luorangiograia 102 giorni, otorino 130 (nel raggio di 10 chilometri dal centro cittadino si trova in pochi giorni. Fonte: servizio di prenotazione on line, Regione Lombardia); stesso discorso per una visita oculistica (199 giorni). Va meglio per odontoiatria (12 giorni) e Oncologia (19). Nel corso del 2016 sono stati e ettuati: 9.407 ricoveri, 816.144 prestazioni ambulatoriali. Dispone di tutte le specialità mediche, oltre a cardio e neurochirurgia, chirurgia plastica, Oncologia «Centro cuore» per tutte le patologie cardiache e un servizio di dimissioni protette in collegamento con i servizi territoriali.


Chirurgia dell’obesità e studio della tiroide

«Nessuna competizione con l’ospedale pubblico, siamo complementari»

IL POLICLINICO DI MONZA – come spiega il direttore sanitario dottor Alfredo Lamastra – è una struttura privata accreditata, un operatore privato che eroga servizio pubblico, rispondendo ai criteri strutturali e organizzativi che sono sanciti dal legislatore/ regolatore, Regione Lombardia. La struttura mantiene tali requisiti controllati periodicamente dalla Regione, attraverso i suoi organi di controllo.
Fra questi parametri troviamo le indicazioni dei tempi di attesa sulle prestazioni, cui la struttura è chiamata ad ottemperare, nello svolgimento delle sue attività».
Confronto e gara di e icacia ed eficienza rispetto all’ospedale pubblico storico della città? «Niente di tutto questo – sottolinea il direttore sanitario – lo spirito con cui noi portiamo avanti la nostra attività istituzionale e clinica è la complementarietà con l’ospedale pubblico del territorio».
Tra i iori all’occhiello del Policlinico di Monza, il dipartimento di Cardiochirurgia, con due unità operative e il centro per la Cardiomiopatia ipertroica e le cardiopatie valvolari.
Fra le ultraspecialità: chirurgia dell’obesità, senologia e breast unit, Centro studio e cura della tiroide.

C.B.


«Dalla diagnosi alla cura in day hospital»

Il Centro Diagnostico Italiano segue circa 400mila pazienti all’anno con ambulatori a Milano e in diverse città della Lombardia

di Maurizio Maria Fossati

NOI VOGLIAMO occuparci del ‘prima’, ‘durante’ e ‘dopo’ quello che riguarda la salute di una persona ». Lo a erma Andrea Casasco, direttore sanitario del Centro Diagnostico Italiano (CDI), un network di 24 strutture sanitarie, tra poliambulatori e punti prelievo, collocati a Milano e in Lombardia. «I nostri obiettivi principali – spiega il direttore – mirano alla prevenzione e all’integrazione delle varie specialità in modo da o rire al paziente il più completo ventaglio di servizi possibile. Non siamo un ospedale, ma puntiamo alla diagnosi e alla cura con una completa presa in carico della persona in regime di day hospital».
Al CDI, sono oltre mille le persone (tra medici specialisti, tecnici sanitari, infermieri e impiegati) che ruotano attorno a circa 400mila pazienti all’anno. La sede centrale di via Saint Bon, a Milano, attiva dal 1975, è stata accreditata nel 2006 dalla Joint Commission International, un riconoscimento che a ine 2018 è stato esteso a tutte le altre sedi poliambulatoriali e al Centro di Fisioterapia e Riabilitazione. «In Lombardia abbiamo sviluppato ambulatori qua e là – dice il professor Casasco – perché se vuoi seguire bene un paziente, devi anche stargli vicino cercando di evitargli spostamenti lunghi e di icoltosi».
Il CDI è accreditato con il Sistema Sanitario Nazionale per le prestazioni di laboratorio, imaging, medicina nucleare, radioterapia e per le specialistiche ambulatoriali. Dispone di un’area privata e in convenzione con i maggiori fondi assicurativi e di un’area dedicata alle aziende. Attualmente, sono 50 i servizi riguardanti numerose aree terapeutiche, day surgery e check up personalizzati che, grazie all’alta professionalità dei suoi medici, CDI mette a disposizione per la prevenzione, la diagnosi e la cura, per un totale di oltre mezzo milione di prestazioni annue. Il laboratorio del CDI si avvale di una catena automatizzata che permette di elaborare 5 milioni di analisi all’anno e di o rire indagini genetiche all’avanguardia. La diagnostica per immagini e la medicina nucleare dispongono di strumentazioni innovative che, grazie all’esperienza di ottimi specialisti o rono prestazioni d’eccellenza. TAC a 64 strati dual source, PET/ TC, 4 risonanze magnetiche (di cui due aperte) per un totale di oltre 200mila esami refertati all’anno. Ma non solo. Il CDI dispone anche di due apparecchiature Cyberknife, il modernissimo robot per radioterapia e radiochirurgia. Ultima nata, la clinica Dental & Face, una nuova struttura dedicata alla cura del sorriso che unisce i servizi di odontoiatria e ortodonzia alla medicina estetica.


Oggi avere un bel sorriso
è ‘a portata di mano’

Il gruppo Dentalpro, in cui è conluita I.denticoop, o re 165 centri dentistici specializzati in 13 regioni

di Lorenzo Pedrini

IL TIMORE più o meno grande che tutti provano, almeno una volta, prima di sedersi sulla poltrona del dentista, la di icoltà nel reperire professionisti capaci e comodi da raggiungere, gli orari delle visite accavallati con quelli del nostro lavoro e cachet che richiedono, spesso, sacriici e rinunce. È per porre rimedio a tutti questi problemi, o rendo un servizio specialistico capillare e a misura di socio, che nel 2013 nacque la cooperativa di dentisti I.denticoop, con Coop Alleanza 3.0 a fare la parte del socio sovventore. Per ampliare la rete degli 11 studi odontoiatrici di Bologna, Imola, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini e San Benedetto del Tronto, posti nelle immediate vicinanze dei punti vendita a marchio Coop e capaci, condividendone gli orari, di fornire un’assistenza conveniente e di qualità anche nei weekend e ino alle prime ore della sera, meno di un mese fa I. denticoop è poi conluita, dopo la trasformazione in Srl, nel gruppo DentalPro. Una società, questa, leader nazionale assoluta nel settore delle cure dentistiche, che permetterà agli studi di mantenere la propria insegna e le inalità sociali per le quali sono nati, integrandoli però in un sistema che arriva a contare, così, 165 centri specializzati distribuiti in 13 regioni e 51 province.
«I.denticoop è un’esperienza cooperativa che abbiamo sostenuto in da subito, nel contesto dell’allora Coop Adriatica, in ragione di una propensione all’innovazione del servizio che la rendeva, ai nostri occhi, quasi rivoluzionaria», ha dichiarato in proposito il company director del mondo delle partecipate di Coop Alleanza 3.0, Stefano Dall’Ara. «Parliamo, infatti, della possibilità di o rire cure dentistiche di alta qualità a prezzi agevolati e, soprattutto, sette giorni su sette – ha proseguito Dall’Ara -, fatto ancor più importante nei contesti privi di un pronto soccorso odontoiatrico raggiungibile velocemente». La crescita costante del progetto e il gradimento dell’utenza, poi, hanno fatto sì che sorgesse il bisogno di un ulstruteriore piano di sviluppo, assicurato dall’esperienza ormai decennale incarnata da DentalPro. «Gli 11 centri targati I.denticoop avevano raggiunto un livello qualitativo e tecnologico del tutto in linea con i nostri standard – ha spiegato il fondatore e amministratore delegato di DentalPro, Michel Cohen –, bilanciando caratteristiche di alta a idabilità e professionalità con dotazioni all’avanguardia e una vocazione che parla la nostra stessa lingua».
Molteplici punti di forza, dunque, che pongono rimedio ai limiti logistici degli studi tradizionali senza derogare, secondo Cohen, «nè sull’ampiezza delle prestazioni o erte, che spaziano dall’igiene all’implantologia e agli apparecchi ortodontici di nuova generazione per giovani e meno giovani, né sulla disponibilità di macchinari come la Tac, spesso assente in molti studi privati». In più, sempre nelle parole di Cohen, «tutte le nostre strutture si giovano di un apparato amministrativo gestito separatamente e della possibilità di studiare piani di inanziamento personalizzati, facendo dell’ambiente di lavoro un contesto piacevole, dal quale i dentisti si allontanano raramente e che favorisce, quindi, la continuità del rapporto fra il professionista e un paziente che può accedere alle cure con convenienza e comodità»