Erbe medicinali nei periodi bui
«No al fai da te»

Freddo e poca luce inducono alla depressione
I fitoterapici funzionano nei casi lievi ma possono interferire con altri farmaci

di Loredana Del Ninno

LA STAGIONE AUTUNNALE e i primi freddi possono favorire la comparsa di lievi sindromi depressive, complici anche i cambiamenti della luce naturale. La medicina dolce è d’aiuto, con una imprescindibile premessa: evitare il ‘fai da te’. Ne parliamo con Adelia Lucattini, psichiatra e psicoanalista a Roma.
Dottoressa, qual è la prima cautela?
«Stare alla larga dalle autoprescrizioni. I preparati a base di erbe e gli integratori vanno assunti sempre sotto il controllo di uno specialista, esattamente come accade per i farmaci tradizionali. I principi attivi contenuti possono interferire e ostacolare l’attività di alcuni medicinali o stimolare la comparsa di e etti indesiderati sull’organismo. Quindi la valutazione del medico per prendere in esame le associazioni è essenziale».
Le terapie dolci funziono per tutte le forme depressive?
«No, soltanto su quelle lievi. In presenza di forme più severe, che clinicamente si deiniscono ‘maggiori’, i itoterapici possono essere utilizzati come coadiuvanti dei farmaci tradizionali. La diagnosi è quindi il presupposto per orientarsi».
Fitoterapici e itofarmaci. Sono la stessa cosa?
«Esiste una distinzione: i itoterapici sono preparati a base di piante e utilizzati nella cura degli esseri umani, i itofarmaci o itosanitari sono impiegati in agricoltura».
Qual è il primo rimedio per contrastare le depressioni stagionali?
«L’iperico, noto anche come l’erba di San Giovanni, con molte precauzioni. Il principio attivo infatti può inibire l’e etto dei farmaci anticoagulanti, delle ciclosporine, dei contraccettivi orali e di alcuni psicofarmaci che agiscono sui livelli di serotonina. Non mi stancherò mai di ripetere che, prima di qualunque assunzione, è doveroso confrontarsi con il medico. Sono e icaci anche i preparati a base di gri onia, adatta a contrastare il calo d’umore causato da troppi impegni, eccesso di studio o lavoro. L’escolzia è sedativa ma non deve essere assunta in gravidanza o durante l’allattamento perché abbassa la pressione e potrebbe creare problemi ai nascituri e ai neonati».
Il magnesio serve?
«Sì, quello pidolato, ad esempio, con tre somministrazioni quotidiane è un vero e proprio farmaco contro l’ansia depressiva lieve, privo di controindicazioni. Il magnesio non produce sonnolenza, quindi non altera la capacità di guidare mezzi o l’attenzione».
Spesso le sindromi depressive legate al cambio di stagione si accompagnano all’insonnia.
«Si può ricorrere alla melatonina, concordando il dosaggio con il medico, alla passilora e al biancospino. Occhio alla valeriana che in alcuni pazienti ha un e etto paradosso, cioè agita di più. Il consiglio è di testarla di giorno per veri icare e icacia e eventuali e etti negativi».
Come si assumono i itoterapici?
«Gli adulti possono utilizzare la tintura madre, i bambini, ancora sprovvisti dell’enzima per metabolizzare l’alcol, il macerato glicerico ».
L’omeopatia serve?
«Ci sono pochissimi studi sull’ef- icacia dei farmaci omeopatici sulla depressione in fase acuta; nella prevenzione e come integrazione delle terapie tradizionali, citiamo: sepia, silicea, aurum metallicum, thuya, ignatia amara, arnica montana nell’ansia traumatica e luesinum nel trattamento delle cefalee tensive, utilizzato alla 200ch».


L’ALTERNATIVA

Percorsi brevi di psicoterapia

Le terapie dolci non hanno particolari controindicazioni. I pazienti con problemi renali – avverte la dottoressa Lucattini – devono avere una particolare attenzione, come per i farmaci tradizionali, ma lo specialista li guiderà al meglio’. Anche nelle forme depressive lievi, il ruolo della psicoterapia analitica è importante. ‘In tempo di crisi molti si lasciano scoraggiare dai costi. Ma è importante sottolineare che molte problematiche sono risolvibili anche con percorsi psicoanalitici brevi di 12 incontri’.


Passeggiare nel bosco fa passare lo stress

Il contatto con la natura allontana la tristezza, migliora il sonno e aumenta l’attenzione

SI CHIAMA ‘forest bathing’ (bagno nei boschi), arriva dal Giappone (dove è popolare dagli anni ‘80) ed è molto apprezzato anche da noi. Passeggiare tra gli alberi allontana malinconie, tristezza, depressione, stress. In Giappone è parte del programma di salute pubblica nazionale, negli Usa è sempre più di uso, e in Australia c’è chi ne sostiene i vantaggi economici. Lo fa uno studio pubblicato su ‘Nature Communications’ da Ralf Buckley della Grif- ith University australiana, secondo il quale sarebbero i parchi nazionali dei potenti antistress che potrebbero assicurare un valore economico di circa 6 trilioni di dollari l’anno a livello globale. È uno studio pilota, che ha calcolato i costi economici di una cattiva salute mentale tra cure, ricoveri e ridotta produttività sul lavoro. Tra i beneici delle passeggiate fra i boschi, lo studioso sottolinea l’aumento delle capacità di attenzione e di concentrazione, il miglioramento del sonno e un prezioso recupero dallo stress.

G. C.


È la stagione degli integratori

Malesseri, fiacca, sbalzi di umore: ecco la mappa dei prodotti da banco se la dieta non basta

di Gloria Ciabattoni

TOSSE, RAFFREDDORE, mal di testa, senso di spossatezza: anche se non si tratta di inluenza vera e propria, molti italiani, in questo periodo, accusano fastidiosi malesseri. Ed è sempre più frequente il ricorso agli integratori alimentari: per potenziare le difese immunitarie (e quindi tenere lontano virus e batteri), per ritrovare un po’ di energia, ma anche per tenere sotto controllo, ad esempio, colesterolo e pressione sanguigna. Questo è il momento dei prodotti a base di vitamine e sali minerali: le vitamine più importanti sono la E, la A (e betacarotene, suo precursore), la C, la D, la B6 e B12 (aiutano a contrastare la stanchezza) e poi ferro e zinco, magnesio e potassio. Una dieta a base di frutta e verdura di stagione apporta questi oligoelementi, ma quando non sono su icienti possiamo ricorrere agli integratori in commercio. In inverno, tra i più di usi ci sono quelli con vitamina C e i complessi polivitaminici per rinforzare le difese immunitarie. In particolare il magnesio è molto importante, in quanto aiuta a combattere iacca, stanchezza, a aticamento, e contribuisce a mantenere una normale funzione muscolare. Magnesio, potassio, vitamine del gruppo B aiutano anche a tenere sotto controllo sbalzi di umore, stress, di icoltà di concentrazione che interessano molte persone in inverno. Sono modiiche nel comportamento normali in questo periodo: diminuiscono le ore di luce, le giornate sono fredde e grigie, la temperatura ha sbalzi repentini, e l’adattamento dell’organismo può inluire anche sull’umore, per questo l’impiego di integratori appositi aiuta ad ovviare a questi inconvenienti.
Chi apprezza i rimedi naturali troverà, nel mondo delle piante, numerosi integratori contro i malesseri di stagione. L’echinacea è una pianta che ha un e etto antivirale, antibatterico e antibiotico quindi è indicata a chi è soggetto alla febbre; l’aloe potenzia le difese immunitarie essendo ricca di vitamine, in particolare del gruppo B; il mirtillo aiuta la vista, ha proprietà antiossidanti e migliora la funzionalità del microcircolo quindi aiuta in caso di gambe pesanti, ma è utile anche se si so re di capillari o di couperose, quelle antiestetiche venuzze che compaiono sul viso e che peggiorano con il freddo.
L’inverno comporta anche una cambio nell’alimentazione e chi non è vegetariano può tendere a consumare maggiormente cibi grassi, salumi, insaccati, e questo può provocare un aumento del colesterolo nel sangue. Sostituire questi cibi con pesce e verdure è molto importante, ma se ciò non basta ci sono numerosi integratori: si va dai più tradizionali a base di Omega 3, ricavati dall’olio di pesce, a quelli con riso rosso fermentato che contiene una statina naturale, la monacolina K, a quelli a base di estratti vegetali.
E l’eccesso di peso? Anche qui la scelta è vastissima. Un ingrediente utilizzato in molti prodotti è il chitosano (ricavato dai crostacei): assorbe i grassi, che poi vengono eliminati per via naturale.


LA PROPOLI

Api farmaciste
L’antibiotico è nella natura

È un rimedio consolidato e tra i più utilizzati come antivirale e antibiotico naturale: è la propoli, che viene impiegata come rimedio naturale, anche preventivo, contro l’inluenza, e per contrastare iniammazioni del sistema respiratorio. La troviamo grezza, sotto forma di compresse, gocce, sciroppi. La propoli viene prodotta dalle api, che la prendono dalle gemme e dalla corteccia delle piante, e che la elaborano poi con l‘aggiunta di cera, polline ed enzimi prodotti dalle api stesse.


USO CORRETTO

Il decalogo del Ministero detta le regole

Il ministero della Salute ha pubblicato poco tempo fa un decalogo per il corretto uso degli integratori: vanno assunti con consapevolezza, per avere dei veri beneici. «Non hanno una inalità di cura, prerogativa esclusiva dei farmaci, perché sono ideati e proposti per favorire nell‘organismo il regolare svolgimento di speciiche funzioni o la normalità di speci ici parametri funzionali o per ridurre i fattori di rischio di malattia » a erma il ministero della Salute, e prosegue: «L‘impiego di integratori, per risultare sicuro e adatto alle speciiche esigenze individuali, deve avvenire in modo consapevole e informato sulla loro funzione e sulla valenza degli e etti svolti, senza entrare in contrasto con l‘esigenza di salvaguardare abitudini alimentari e comportamenti corretti nell‘ambito di uno stile di vita sano e attivo». Insomma, sono sostanze atte ad integrare e non a sostituire. Quindi, ad esempio, se se ne assume uno per perdere peso non si dovrà né digiunare perché «tanto l’integratore mi fornisce ciò che mi serve a star bene», ma neppure abbuffarsi perché «tanto l’integratore mi aiuta a bruciare le calorie». Buon senso anche nell’impiego di integratori alimentari in ambito sportivo: si deve tenere conto del tipo di sport praticato, della sua intensità e durata, e delle speciiche condizioni individuali. Ed ancora: «Leggi sempre per intero l‘etichetta e presta particolare attenzione alle modalità d‘uso, alle modalità di conservazione e agli ingredienti presenti, anche in considerazione di eventuali allergie o intolleranze » e naturalmente è consigliato consultare sempre il proprio medico curante prima di assumere un integratore, soprattutto se si prendono dei farmaci. Sul portale del ministero ci sono informazioni sui costituenti ammessi all‘impiego negli integratori e il registro dei prodotti regolarmente noti- icati per l‘immissione sul mercato italiano.

G. C.