L’ANGOLO DEL VETERINARIO

Controlli da cani quando arriva la terza età

Analisi del sangue e vaccini evitano problemi di vecchiaia dei nostri amici a quattrozampe

di Gloria Ciabattoni

QUANDO si può considerare anziano il nostro cane? Dipende dalla razza e dalla taglia: più l’animale è piccolo, più è longevo. Così, se un pastore tedesco a 10 anni può essere un “vecchietto”, un chihuahua è ancora iperattivo. Anche la vita che la bestiola ha condotto incide molto: se ha trascorso un’esistenza serena e ricca di coccole invecchierà meglio di chi è stato trascurato o ha avuto problemi di salute.
Insomma, come per l’uomo, la vecchiaia è soggettiva. Ma poiché la terza età è inevitabile, molto si può fare a inché il nostro amico l’a ronti nella maniera migliore. I primi sintomi ci possono anche sfuggire: magari non ci accorgiamo se compare qualche pelo bianco attorno al muso, o se fa fatica a salire le scale di casa. Segnali da non sottovalutare. Costanti controlli veterinari, analisi del sangue e vaccinazioni aiuteranno a tenere sotto controllo la situazione. E, a proposito di vaccini, c’è chi sostiene che dopo una certa età non sono più indispensabili: non è vero perché invecchiando calano le difese immunitarie, come nell’uomo. Tra i sintomi più frequenti ed evidenti ci può essere la di icoltà di masticare, che può essere dovuta a gengive iniammate o a denti guasti: la detartrasi andrebbe iniziata quando il cane è ancora giovane, ma anche nella mezza età è consigliabile. L’animale ci segue passo dopo passo? Può avere problemi di vista e di udito, e vicino a noi si sente più sicuro. Quindi coccoliamolo, e facciamo attenzione se ha problemi di deambulazione (fa fatica ad alzarsi o a salire le scale): potrebbe essere un’artrosi, e in questo caso alcuni integratori (ad esempio l’arnica) sono molto utili. Così come lo è la prevenzione: se il cane beve molto può avere il diabete, se accarezzandolo sentiamo dei noduli sotto la pelle è il momento di andare dal veterinario: possono essere lipomi ma anche piccoli tumori da asportare. Nei casi di interventi chirurgici valutiamo bene (sempre con il veterinario) se il beneicio vale la pena, perché un’anestesia per un animale anziano può essere pericolosa. Molto importante è l’alimentazione. Una regola empirica è: se mangia sta bene, se diventa inappetente non va bene. Però se l’età porta a una vita sedentaria ma l’appetito è da lupi, è il caso di ricorrere agli appositi prodotti dietetici in commercio per i cani anziani. Inine, quando il nostro cane “perde colpi” l’importante è la motivazione: non lasciamolo dormire troppe ore e impigrirsi. Manteniamo la buona abitudine delle passeggiate, magari non troppo lunghe e se è freddo con il cappotto (se ci è abituato). Faranno bene a lui ma anche a noi.


LUOGHI COMUNI DA SFATARE

Al dente e con condimenti light:
la pasta va bene anche a cena

È importante evitare i cibi grassi che rallentano la digestione

GLI ITALIANI, ma non solo, amano la pasta e la mangiano abitualmente. Si pensa però che spaghetti, penne & co siano un cibo particolarmente ingrassante da evitare la sera. Luoghi comuni sfatati sul portale anti–bufale ‘Dottore, ma è vero che…?’ della federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), dove si cerca di fare chiarezza analizzando gli studi scientiici e le conclusioni di esperti. Il nutrizionista Marcello Ticca, sottolinea che «la pasta, preferibilmente al dente, si digerisce molto più facilmente e rapidamente della carne: quindi favorisce anche una migliore qualità del sonno. Al contrario, cibi ricchi di grassi nel pasto serale peggiorano nettamente il riposo notturno e aumentare considerevolmente le probabilità della comparsa di apnee notturne, l’aumento della sonnolenza diurna e del rischio di ipertensione, di infarti e di ictus».


IL RICONOSCIMENTO DELL’UNESCO

Il massaggio tradizionale thai diventa patrimonio dell’umanità

I terapisti usano anche avambracci e ginocchia per esercitare pressione

Il tradizionale massaggio thailandese è stato aggiunto alla prestigiosa lista del ‘patrimonio culturale immateriale’ dell’umanità dell’Unesco: il ‘Nuad Thai’, che presenta tradizioni e pratiche trasmesse attraverso le generazioni, è stato riconosciuto come un elemento da preservare. L’elenco del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, che è l’agenzia dell’Onu per l’educazione, la cultura e la scienza, è separato dall’elenco del patrimonio mondiale, che riconosce ediici e siti di rilievo. Ci sono 550 voci nell’elenco del patrimonio culturale – suddivise in tre categorie – da 127 Paesi. A di erenza dei massaggi convenzionali, i massaggi thailandesi comportano molto movimento e in genere vedono le persone assumere una serie di posizioni diverse. I terapisti usano non solo le mani ma a volte gli avambracci e le ginocchia per esercitare pressione. Inoltre, non vi è alcun olio coinvolto nel massaggio Nuad Thai. Secondo l’Unesco, la pratica ha le sue «radici nella cura di sé nella società contadina thailandese del passato dove ogni villaggio aveva massaggiatori/ guaritori a cui si rivolgevano gli abitanti dei villaggi quando accusavano dolori muscolari dopo aver lavorato nei campi».


UNIVERSITÀ DI CAMERINO

Da Cleopatra a oggi, tutte le virtù del latte d’asina

Le qualità nutrizionali e cosmetiche del latte d’asina, conosciute in dall’epoca egizia e romana, sono state u icialmente certiicate dai ricercatori dell’Università di Camerino in un volume pubblicato dalla Cambridge Scholar Press: «The Therapeutic, Nutritional and Cosmetic Properties of Donkey Milk». La produzione e il consumo del latte d’asina costituiscono una antica tradizione alimentare in buona parte del bacino Mediterraneo, soprattutto nelle regioni dell’Italia meridionale. L’uso di questo alimento è da sempre stato rivolto principalmente ai bambini a etti da allergia alle proteine del latte vaccino. «Numerosi studi condotti presso i nostri laboratori, pubblicati in numerose riviste internazionali – spiegano i docenti della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria di Unicam, Paolo Polidori e Silvia Vincenzetti – hanno ampiamente dimostrato gli e etti beneici di questo latte ipoallergenico e nutraceutico. I risultati conseguiti hanno un impatto su tre aree strategiche come il settore primario agricolo, l’industria agroalimentare e la sanità umana». Il libro spiega anche le qualità cosmetiche del latte di asina, rinomate sin dai tempi di Cleopatra e Poppea e basate su composti antiossidanti.


A TAVOLA

Gli spinaci battono il malumore da freddo

Pioggia, vento, freddo e neve fanno cambiare le abitudini alimentari a un italiano su quattro. Crescono del 15–20% i pasti caldi con zuppe di verdure o di pesce e le centrifughe. Il cibo, oltre che per il isico, può essere un toccasana anche per l’umore: le verdure a foglia scura, come gli spinaci, sono ricchi di vitamina C e di magnesio, sostanze importanti per trasformare il triptofano e la tiroxina in serotonina e dopamina, i neurotrasmettitori responsabili di felicità e benessere. Ottimo il cacao crudo, ricco di antiossidanti e di sostanze che permettono il rilascio di endorine, gli ormoni del benessere. Noci, mandorle, nocciole, ma anche semi di girasole e semi di lino, di zucca sono una buona fonte di sostanze beneiche per il buonumore a partire dal loro contenuto di acidi grassi omega 3. E per questo non devono mancare, pesci, molluschi e crostacei.