IL LINGUAGGIO DEGLI AMICI A QUATTRO ZAMPE PASSA ATTRAVERSO LE MOVENZE DEL CORPO

Occhi e coda, il nostro cane ci parla così

Anche la richiesta di coccole ha varianti molto personali: c’è chi sta pancia all’aria e chi ama i massaggi dorsali

di Gloria Ciabattoni

Anche i cani, come gli esseri umani, si esprimono con il linguaggio del corpo, senza segreti per chi vive con loro, ma non sempre facile da capire per chi non li conosce, ad esempio un amico in visita, o se si vuole adottare un «quattro zampe» da un canile. L’abbaio festoso con scodinzolio veloce è chiaro segno di gioia (poi seguono leccatine e «bacini»), per il cane la coda è il principale mezzo di comunicazione, quindi attenzione: se mossa a scatti, nervosamente, vuol dire che l’animale è in allerta, e se poi aggiunge un «brontolio » a denti stretti meglio stare alla larga prima che inizi a ringhiare. Anche guardare negli occhi un cane può venire preso come un gesto di sfida, cosa da evitare nei primi approcci, anche se poi quando entreremo in confidenza sarà lui a parlarci con gli occhi. Molti esperti di comportamento animale avvertono di non accarezzare il cane sulla testa: potrebbe pensare che volete sottometterlo e reagire male, meglio una grattatina dietro le orecchie o sotto il mento. Questo è vero in generale, ma ci sono cani che cercano quel tipo di carezza, mettendo il muso sotto il gomito del padrone, fino ad arrivare alla mano, come per dire «ora fammi delle coccole», che naturalmente non potremo rifiutare.
E a proposito di coccole, ciascun cane che vive in famiglia ha le preferite: c’è chi si mette a pancia all’aria e vuole i «grattini », chi li apprezza all’attaccatura della coda, e chi gradisce le carezze sul dorso, una sorta di massaggio digitale lungo la schiena, che serve anche a calmare in caso di agitazione.
E gli abbracci? Meglio evitarli con cani sconosciuti, che possono recepirli come tentativo di cattura, ma anche in questo caso i «pet» di casa possono gradirli, e molto. Tra gli atteggiamenti canini un po’ strani c’è il raspare sul pavimento di casa. Può essere un segno di nervosismo, di voglia di uscire (capita nelle razze esuberanti, ad esempio i terrier) o di accorciarsi le unghie, o se è caldo di trovare un luogo fresco dove sdraiarsi, ma anche di rivendicare il possesso di un territorio (infatti nelle zampe ci sono ghiandole che rilasciano tracce olfattive). Prima di sgridare Fido, cerchiamo di capire le ragioni del suo comportamento.
Più sgradevole è l’abitudine di marcare il territorio, tipico dei cani maschi, che spesso anche dopo una passeggiata e aver fatto i bisognini, alzano la zampa in casa. In questo modo rivendicano il loro dominio, soprattutto se ci sono altri cani. Perr riprenderli, bisogna «coglierli sul fatto» e dare un comando secco, come «No!». Poi occorre pulire la zona ma non con ammoniaca che incentiverebbe la minzione, ci sono in commercio prodotti repellenti ma non sempre servono, uno innocuo che dà qualche risultato è l’aceto di vino bianco. L’ultima spiaggia è la castrazione, ma è davvero il caso per un goccio di pipì? Prima è meglio rivolgersi a un educatore, che analizzando le dinamiche comportamentali del nostro amico potrà aiutare a trovare una convivenza equilibrata.


MEDICINA DEL FUTURO

Bombe di vitamina C per innalzare una barriera anti-cancro

Al momento è solo una speranza lontana, visto che i dati sono relativi agli animali da esperimento. Ma forse, in futuro, vere e proprie “bombe” di vitamina C per via endovenosa potrebbero diventare un alleato per l’immunoterapia, la strategia di cura che, attraverso i farmaci, mira a potenziare le difese dell’organismo nei confronti delle cellule neoplastiche. L’ipotesi affascinante viene da uno studio apparso su Science Translational Medicine e condotto dai ricercatori dell’Istituto Irccs di Candiolo. Ovviamente, anche nello studio sperimentale, il farmaco anticancro fa la parte del leone: unendo però l’azione di due medicinali con quella della vitamina C a dosaggi altissimi, tuttavia, si è riusciti a potenziare l’effetto dell’immunoterapia con gli inibitori di checkpoint (specifici farmaci che hanno questa azione), rallentando la crescita dei tumori e addirittura portando alla regressione completa in alcune forme. Per ora, in ogni caso, non si possono trarre conclusioni sui possibili sviluppi della ricerca: si spera, un domani, in nuovo possibilità di trattamento di alcuni tumori.


SPERIMENTAZIONE TRA IMOLA E BOLOGNA

Rivoluzione in 3D per la spalla
Protesi costruita ‘virtualmente’

Il team esegue l’intervento al computer prima di entrare in sala operatoria e sul lettino segue la simulazione-guida

L’ultima frontiera della chirurgia per la spalla che prevede l’utilizzo di software specifici e stampanti 3D è stata sperimentata con successo all’azienda Ausl di Imola in sinergia con l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. In pratica, l’unità operativa di Ortopedia diretta da Carlo Impallomeni (nella foto insieme a Tamara Mingazzini del team di Chirurgia della Spalla) è intervenuta su due pazienti di 77 e 80 anni, affetti da grave artrosi deformante utilizzando per la prima in Italia il sistema Trumatch, con risultati che dai test clinico-funzionali possono definirsi ottimi. Tamara Mingazzini e Antonio Vilardi, affiancati da Enrico Guerra hanno elaborato le immagini computerizzate uscite dalla Tac eseguita in prossimità dell’intervento ricostruendo l’anatomia dei pazienti in realtà virtuale e su di essa hanno realizzato l’intervento. La scelta delle migliori componenti protesiche e il loro posizionamento sono poi stati trasferiti in vivo tramite guide anch’esse 3D


RICERCA DELL’UNIVERSITÀ DELL’ARIZONA

L’antica arte orientale del Tai Chi aiuta il cuore
Maggiore controllo su pressione e colesterolo

Volete aiutare il vostro cuore e le arterie a lavorare al meglio? Imparate a combattere. Attenzione, non stiamo consigliando strategie di guerra e di scontro fisico, quanto piuttosto di imparare i movimenti lenti e flessuosi dell’antica arte marziale del Tai Chi Chuan, ormai nota come Tai Chi. Qualche tempo fa una ricerca pubblicata sul Journal of American Heart Association, prendendo in esame più di trenta diversi studi pubblicati sui rapporti tra questa forma di movimento e la prevenzione cardiovascolare, ha mostrato che chi pratica regolarmente il Tai Chi potrebbe essere in grado di controllare al meglio gli innalzamento della pressione arteriosa, oltre che di combattere il colesterolo LDL, quello “cattivo” che tende ad accumularsi nei vasi. Ma “combattere” solamente in modo figurativo potrebbe anche favorire nella lotta alla depressione e ai problemi dell’umore che possono colpire che ha già avuto un infarto o un ictus. A sottolineare questa ipotesi è una ricerca portata avanti all’Università dell’Arizona, pubblicata su European Journal of Cardiovascular Nursing, e coordinata da Ruth Taylor-Piliae. Le persone seguite che aggiungevano ai necessari percorsi riabilitativi anche il Tai Chi miglioravano il loro benessere psicologico . Ma perché il Tai Chi sia utile conviene sfruttare l’azione rilassante sul fisico e sulla respirazione, combinando al meglio la concentrazione e la posizione da tenere e modificare con il corpo.


INDAGINE SU CENTO STUDENTI

Diecimila passi contro il colon irritabile

Fate diecimila passi al giorno. E non solo per cuore, arterie, muscoli e articolazioni. Il movimento regolare potrebbe ridurre i sintomi dell’intestino irritabile nei giovani, stando a quanto riporta una ricerca pubblicata su Plos One e condotta su un centinaio di studenti. Dalla ricerca emerge chiaramente come in relazione al movimento si riducano anche i disturbi, almeno nella loro gravità: più i giovani camminavano, meno intensi erano i problemi, probabilmente perché l’attività fisica aiuta ad eliminare i gas dall’intestino e a limitare il gonfiore, oltre ovviamente a stimolare anche il tempo di transito dei residui fecali nel colon. Infine, non bisogna dimenticare che il movimento aiuta a controllare anche l’infiammazione, con un effetto che si attiva anche nell’intestino.