Quella puntura maledetta che fa male a Fido

Con il caldo arriva il rischio pappataci, che possono portare il contagio da lesmaniosi

di Gloria Ciabattoni

SONO PICCOLISSIMI, arrivano silenti volando al tramonto e come minimi vampiri succhiano il sangue, quello dei nostri amici a quattro zampe: i cani. Sono i pappataci, che con il loro pungiglione insanguinato diffondono (preferibilmente di notte) il contagio delle leishmanie da un organismo infetto a un altro sano. Una malattia che può essere trasmessa anche all’uomo, con un’incubazione di diversi mesi prima di manifestarsi con sintomi come mal di testa, febbre molto alta, tremore. Nell’uomo ci sono due tipologie di leishmaniosi, quella cutanea che può guarire da sola, mentre quella viscerale, che coinvolge gli organi interni, può portare complicanze gravi. Una patologia frequente nel sud Europa, ma anche in Italia i pappataci imperversano parecchio: in Liguria, in tutte le regioni del Centro-Sud, nelle isole. E anche al Nord, in aree un tempo considerate indenni come le zone collinari di Piemonte, Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna, Toscana. Le meno colpite sono le città. Come ci si accorge se Fido è stato punto? In primo luogo osservare la zona attorno agli occhi: se si presenta arrossata e con piccole lesioni non è buon segno. Anche l’alterazione del colore delle gengive non va bene. Già a questo punto, prima che i sintomi si facciano più evidenti, è bene portare l’animale a un controllo veterinario per specifi ci esami di laboratorio, ad esempio quelli che ricercano gli anticorpi (elettroforesi, IFI immunofl uorescenza indiretta e i cosiddetti test rapidi) e quelli che ricercano il parassita (gli esami citologici e la PCR, Polymerase Chain Reaction). La prevenzione è indispensabile, a cominciare da elementari accorgimenti come non lasciare Fido all’aperto di notte e farlo dormire in un luogo con fi tte zanzariere. Può non bastare, ma oggi ci sono in commercio prodotti appositi (e anche collari impregnati di deltametrina, a lento rilascio, per assicurare una protezione per 5 mesi) che hanno un’azione insetticida per allontanare pulci e zecche ma anche i pappataci. Poi è anche importante proteggere i cani già malati, per ridurre il rischio che i fl ebotomi (o pappataci), pungendolo per nutrirsi, possano infettarsi e di conseguenza trasmettere l’infezione ad altri cani o all’uomo. Ci sono anche i vaccini, comunque è bene consultare prima il veterinario. Cosa succede se si trascura questa malattia nel cane? È una patologia grave dalla quale non si guarisce e può portare alla morte, ma se la si prende in tempo l’animale può avere una buona qualità della vita e campare a lungo. La cura prevede un ciclo iniziale di iniezioni, seguite per tutta la vita da pastiglie (costano poco) e l’animale va seguito costantemente dal veterinario, per evitare degenerazioni e tarare, in caso, i farmaci.


PER I BAMBINI

Vitalmina D, aiuto contro le allergie

La vitamina D non è solo utile allo sviluppo osseo e nella prevenzione di malattie come il rachitismo o l’osteoporosi in età adulta, ma sembra giocare un ruolo anche nella prevenzione delle malattie allergiche, in crescita costante da decenni, tanto da coinvolgere circa il 25 per cento della popolazione pediatrica. Questo è uno dei temi discussi al congresso nazionale della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (Siaip), dove è stata presentata e discussa una revisione degli studi più recenti sulle conseguenze della carenza di vitamina D in età pediatrica. Studi dai quali emerge l’importanza di questa vitamina già durante la gravidanza e poi nel neonato per la prevenzione delle malattie allergiche. La vitamina D sembra svolgere un ruolo importante anche nel bambino più grande nella prevenzione e nella terapia dell’asma e delle infezioni respiratorie ricorrenti.


RICERCA AMERICANA

Tanti amici e una bella famiglia
Ecco la chiave della longevità

Essere isolati influisce sulla salute

AMICI E PARENTI potrebbero essere uno dei segreti della longevità degli italiani: una fi tta rete sociale, godere di una buona compagnia, sentire il supporto o la percezione di avere qualcuno che si prenda cura di noi, questo sembra infatti essere fondamentale per invecchiare in salute, oltre che la dieta e la predisposizione genetica alla longevità. Le persone con poche connessioni sociali hanno un rischio di morte del 50% maggiore di chi ha più relazioni, secondo una meta- analisi dei dati di ben 148 studi già pubblicati, si legge sulla CNN Health. Essere isolati ha un maggiore effetto sul rischio di avere la pressione alta di che non soffrire di diabete. «Essere isolati si associa allo stesso rischio di morte di noti fattori quali il fumo» – sostiene Lisa Berkman, epidemiologa presso la prestigiosa Harvard T.H. Chan School of Public Health a Boston.


AVÈNE EAU THERMALE COL PATROCINIO SIDEMAST

Salute e bellezza viaggiano ad
Alta Velocità dal 3 al 29 giugno

Consulenza e controllo dei nei sui Frecciarossa

Un viaggio in treno può essere un incontro con la salute e la bellezza: Avène Eau Thermale, oltre a proporre trattamenti solari ad alta tollerabilità, è a disposizione per illustrare l’importanza della prevenzione. Dal 3 al 29 giugno su 30 treni Frecciarossa che percorreranno 4 tratte diverse si potranno ricevere un controllo gratuito dei nei e una consulenza dermatologica sulla corretta esposizione al sole: nei salottini un dermatologo effettuerà un controllo a chi si prenoterà. L’iniziativa è frutto di un progetto col patrocinio di SIDeMaSt, società italiana di dermatologia. Spiega Piergiacomo Calzavara-Pinton, Direttore Clinica Dermatologica, Spedali Civili di Brescia: «I tumori della pelle, come carcinomi e melanomi, sono i più frequenti e sono in crescita. Se trascurati possono anche costare la vita, ma sono sempre visibili e possono essere asportati in fase iniziale. E’ quindi molto importante che, se una persona nota una lesione nuova sulla pelle, o vede modifi carsi una lesione esistente, si rivolga al proprio medico che, nel caso, richiederà una visita dermatologica ».


DOPO UN INFARTO

Super staminali per il cuore

Nuove virtù delle ‘cellule bambine’. Ricercatori Usa dell’Icahn School of Medicine del Mount Sinai Hospital hanno dimostrato che alcune cellule staminali derivate dalla placenta – note come cellule Cdx2 – possono generare cellule cardiache sane dopo un infarto. Lo studio, pubblicato su ‘Pnas’, è stato condotto su modelli animali e potrebbe aprire la strada a un nuovo trattamento di medicina rigenerativa per il cuore, e anche altri organi. Al centro dello studio un gruppo di cellule che possono bersagliare il sito di una lesione e raggiungerlo attraverso il sistema circolatorio. Inoltre sono in grado di evitare il rigetto da parte del sistema immunitario. Lo studio è stato condotto nei topi e il team è stato in grado di dimostrare che a tre mesi di distanza dalla somministrazione, queste staminali hanno formato nuovi vasi e nuovi cardiomiociti. A colpire i ricercatori non è solo il potere ‘rigenerativo’ di queste particolari staminali, ma anche la loro capacità di andare esattamente dove c’è bisogno di loro.