Le creme per cantare ‘O sole mio’

La pelle esposta va sempre protetta. Il fattore 50 è il più alto, lo schermo totale è una bufala

di Maurizio Maria Fossati

O SOLE MIO… Quanto benessere. Ma anche quante attenzioni dobbiamo mettere in campo per evitare problemi alla pelle. Oltre alla protezione data dall’abbigliamento, possiamo ricorrere alle creme solari sulle quali, negli ultimi anni, la ricerca ha fatto passi da gigante. L’’obiettivo di una crema solare è aiutare la pelle nel suo processo di difesa contro i raggi del sole evitando la comparsa di eritemi e scottature. Qual è il principio col quale agisce un protettivo solare? «Dobbiamo innanzitutto distinguere tra fi ltri naturali minerali e non minerali – spiega Antonino Di Pietro, professore a.c. Università San Raffaele di Milano e direttore Dermoclinico Vita Cutis -. Il fi ltro minerale è costituito da polveri fi – nissime (in genere ossidi di titanio o di zinco) che creano una barriera meccanica sulla pelle respingendo i raggi solari. Se usati in eccesso, i fi ltri minerali possono accumularsi nei pori sebacei e favorire la formazione di comedoni in chi ha la pelle grassa o acneica. I fi ltri non minerali (impropriamente defi niti chimici) agiscono ‘frenando’ e togliendo potenza ai raggi ultravioletti. Molti dermatologi li preferiscono a quelli minerali. Ricordiamo, infatti, che la melanina prodotta dalla pelle e l’acqua (che frena i danni degli infrarossi) sono in realtà dei fi ltri chimici». Quali sono le ultime novità frutto della ricerca? «I solari più recenti contengono plusolina, un complesso dall’’azione antiaging a base di oli naturali booster, di fi ltri solari non minerali (olio di crusca di riso, olio di karanja, olio di cotone) e vitamina E. Questo complesso oltre a proteggere effi cacemente la pelle dalle radiazioni solari, favorisce l’’abbronzatura e previene i danni da photoaging». Cosa signifi cano i diversi fattori di protezione che troviamo stampati sulle confezioni? «L’Spf (sun protection factor) è un indice del livello di protezione di un prodotto solare contro i raggi Uvb e della sua capacità di ritardare l’’insorgere dell’’eritema. Le linee guida europee impongono un Spf 50 come valore massimo ‘dichiarabile’. Non esiste una crema solare Spf 100 che offre una protezione totale. Diffi date perciò dei prodotti che riportano tra le diciture ‘schermo totale o protezione totale’. Le persone con pelle chiara devono usare fattore di protezione alto (50), mentre i fattori di protezione medi e bassi, sotto Spf 30, possono essere usati da fototipi scuri o da chi ha la pelle già abbronzata». Ma come viene effettuato il test per stabilire l’’Spf? «Vengono impiegati dei volontari, ai quali (su una zona cutanea ben defi nita) viene applicato il prodotto solare di cui si vuole determinare l’’Spf. La zona cutanea a cui è stato applicato il prodotto solare e la zona adiacente non trattata vengono esposte contemporaneamente a una luce artifi ciale, che mima la luce solare, fi no all’’insorgenza di un eritema che, ovviamente, comparirà prima nella zona non protetta e poi nella zona protetta. A questo punto si può calcolare matematicamente l’’Spfi videndo il tempo impiegato per l’’insorgenza dell’’eritema sulla cute protetta per il tempo impiegato per l’’insorgenza dell’’eritema sulla cute non protetta. Per esempio, se durante il test il volontario presenta un eritema sulla cute non protetta dopo 12 minuti, mentre sulla cute protetta l’’eritema insorge dopo 6 ore (360 minuti), dividendo 360 minuti per 12 minuti otterremo come risultato 30 che corrisponde al valore di Spf del prodotto testato. Ragionando coerentemente, lo stesso volontario a cui venisse applicato un prodotto solare con un ipotetico Spf 100, dovrebbe protrarre il test clinico per 20 ore, il che è impensabile».


Rughe e macchie, tutta colpa dei raggi Uva
Largo agli antiossidanti per correre ai ripari

Contro i radicali liberiagiscono integratori a base di zeaxantina, rame e pino marittimo

LA LUCE SOLARE arriva con lunghezze d’onda diverse a seconda della diffrazione in atmosfera e dell’inclinazione dei raggi incidenti. Gli ultravioletti (Uv) vengono distinti in Uvc (lunghezza d’’onda tra 100 e 280 nanometri), Uvb (280- 320 nm) e Uva (320-400 nm). Gli Uvc sono i più pericolosi, ma vengono bloccati dallo strato d’’ozono. Gli Uvb (circa il 5% degli Uv), più energetici degli Uva, sono i principali responsabili dell’’abbronzatura e, in caso di esposizione prolungata, di eritemi, scottature, rossori e ustioni. Le radiazioni Uva (95% degli Uv) sono presenti tutto l’’anno. «Contribuiscono in maniera minore all’’abbronzatura – spiega il professor Di Pietro -, tuttavia accelerano il processo di invecchiamento cutaneo, alterando le fi bre di sostegno del derma, elastina e collagene, e contribuendo alla formazione di radicali liberi. Consiglio un trattamento antiossidante con un integratore alimentare a base di rame (utile anche per le macchie cutanee), pino marittimo (picnogenolo) e zeaxantina, sostanze che contribuiscono alla naturale pigmentazione della pelle con azione antiossidante contro i radicali liberi».

M.M.F


SOLARI ECO

Estratti di vite
Difendono tutto,anche l’ambiente

Del disastro ambientale soffrono anche mari e oceani, che nel nostro immaginario rappresentano i paradisi del mondo: invasi dalla plastica (oltre 150 milioni di tonnellate e nel 2025 se ne potrebbe contare una ogni tre di pesce). Inoltre, i mari sono inquinati dalle sostanze con le quali anche inconsapevolmente li invadiamo: i fi ltri solari ad esempio. Ogni anno, 14mila tonnellate di creme solari si riversano sulle barriere coralline. Umberto Borellini, cosmetologo, spiega che “i fi ltri più insidiosi per l’ambiente sono quelli in versione ‘nano’ – le nanoparticelle sono componenti da segnalare nelle etichette dei prodotti -. I più sicuri sono gli schermi non chimici ma fi sici: i minerali come ossido di zinco e di titanio”. I fi ltri fi sici sono ad oggi gli unici solari ammessi da certifi catori del bioeco come Icea e Aiab. “Ma attenzione ad altri elementi nocivi, in vacanza al mare – specifi ca Borellini -. Grande inquinante è la nafta rilasciata dai giri in gommone!”. Tuttavia, proteggersi dai raggi Uv è essenziale per la salute. Tra le nuove gamme di solari a tutela dell’ambiente marino, con formule Ocean protect, Caudalie – azienda nata tra i vigneti Smith Haut Lafi tte nel Bordeaux e membro dell’associazione 1% for the Planet – ha sviluppato solari sicuri per la pelle e per la natura con ingredienti estratti dalla vite. Ha eliminato – dopo l’analisi delle 25 molecole autorizzate in Europa – i fi ltri chimici sospettati di essere perturbatori endocrini, quelli sotto forma di nanoparticelle, e i nocivi che uccidono ogni anno migliaia di coralli.

C.B.


Dottor sole
L’arte di curare senza pillole anche la mente

L’elioterapia, praticata già nell’antichità, è indicata per pelle, ossa e alcuni tumori. E stimola il prezioso ormone del buonumore

di Roberto Baldi

IL CIELO è quella bella pergamena in cui il sole e la luna scrivono il loro diario sentenziava Alfred Kreymborg, poeta e romanziere americano. Come tutti i poeti vedeva gli aspetti più romantici del vivere, senza coglierne i rifl essi anche negativi. Resta il fatto che il sole è un fondamento della nostra esistenza e costituisce un fondamento anche elioterapico (l’elioterapia è appunto la scienza terapeutica che si basa sull’esposizione ai raggi solari a cui si sono rivolte tutte le generazioni. Gira il tuo viso verso il sole e le ombre cadranno dietro di te, diceva un proverbio Maori. Anche i greci e gli antichi romani si avvalevano di questa tecnica naturale per curare varie malattie della pelle. Ai nostri tempi, per non andare molto lontano, l’elioterapia ha costituito una componente importante dell’offerta terapeutica nei sanatori antitubercolari. Restano a tutt’oggi alcune indicazioni fondamentali per il metabolismo di calcio e vitamina D nella cura di rachitismo, osteocoporosi, artrosi, fragilità ossea, psoriasi, vitiligine, acne, eczemi, asma bronchiale, anemie, linfatismo. Secondo alcuni studi americani, una vita al sole riduceil rischio di alcunitipi di tumore, in particolare al seno, al colon, all’utero, allo stomaco e all’esofago. Anche sotto l’aspetto psicologico i raggi solarihanno infl uenza positiva sul tono dell’umore, in quantoil sole stimola la serotonina, meglio conosciuta come ormone del buonumore. Se si uniscono giornate di sole all’esercizio fi sico all’aperto, i benefi ci sull’umore sono quasi immediati, in quanto il sole funziona da energizzante e costituisce l’alleato più naturale contro la depressione stagionale, di cui soffre soprattutto chi abita nei paesi nordici in cui l’inverno è caratterizzato da giornate brevi e grigie. Ci sono regole precise per non ricavare danni dall’esposizione solare, di cui devono tenere conto anche i “forzati” dell’abbronzatura, ebbri di sole: inizio graduale di chi vi si appresta dopo il periodo invernale; evitare l’esposizione diretta dalle ore 12 alle 16 soprattutto per i piccoli; l’altitudine rende più intensa l’azione dei raggi solari; i colpi di sole possono presentarsi non solo sulla spiaggia, ma anche durante una passeggiata in bicicletta o una gita in montagna; aumentare il consumo di frutta e verdura, in particolare carote, naturale elemento di protezione; bere oltre la sete per evitare disidratazione; non usare deodoranti o profumi che contengono alcool e potrebbero interferire con i raggi solari. Tutto ciò premesso, godiamoci l’estate secondo le giuste esigenze. In altra parte del giornale illustriamo i danni oltre ai benefi ci della vacanza al mare, ma fondamento di tutto resta la consapevolezza che il sole è fonte di energia e che ciò nonostante non vuole confi denze, soprattutto per i soggetti che hanno passato l’inverno in regime di naturale protezione e per i più piccoli la cui pelle non tollera gli affronti climatici bruschi.


RAGGI UVA E UVB

La cute invecchia e gli occhi rischiano

Accanto ai benefi ci, ci sono anche danni prodotti dai raggi Uva e Uvb. Tra questi, oltre a scottature solari e invecchiamento cutaneo prematuro possono esserci le congiuntiviti, la cataratta, l’indebolimento del sistema immunitario, le reazioni fotoallergiche e fototossiche. Senza considerare che più del 90% dei casi di cancro della pelle sono il risultato dell’esposizione al sole.


Acne e forfora fanno disperare gli adolescenti allo specchio

Gli antiestetici brufoli colpiscono viso e tronco shampoo specifi ci per capelli ‘malati’

L’ACNE è una delle più comuni malattie dermatologiche che affl igge adolescenti e talora adulti. Si stima che in Italia siano circa 4 milioni gli adolescenti colpiti. I fattori che concorrono allo sviluppo dell’’acne possono essere numerosi: iperplasia delle ghiandole pilo-sebacee accompagnata da seborrea, alterazione della crescita follicolare, coporosi lonizzazione dei follicoli da parte del batterio Propionibacterium acnes, infi ammazione e conseguente risposta immunitaria. L’acne colpisce principalmente il volto e la parte alta del tronco e si manifesta con lesioni non infi ammatorie e infi ammatorie come papule e pustole. Nei casi più gravi, cisti e noduli. Poiché è una patologia cronica che richiede un trattamento a lungo termine, il paziente va adeguatamente istruito dal dermatologo su cure e modalità igienico-cosmetiche da adottare. Le linee guida dell’’American Academy of dermatology raccomandano per molte forme di acne l’’associazione di retinoide topico (come l’adapalene o la tretinoina) e il benzoile perossido come terapia di attacco. L’antibiotico orale rappresenta, invece, la prima scelta per il trattamento delle forme moderate e severe. Va evitato l’utilizzo di antibiotici topici per periodi prolungati. Maschi adolescenti e adulti possono essere soggetti anche a dermatite seborroica. “Quella del cuoio capelluto – precisa il dottor Gnecchi – è certamente la più conosciuta e frequente. Crea la cosiddetta forfora, che può essere grassa o secca e accompagnata da prurito. Nelle forme lievi può essere gestita facilmente con l’impiego di shampoo specifi ci che contengono prodotti cheratolitici (per facilitare la rimozione delle squame) e antimicotici (per ridurre l’attività della Malassezia furfur, un lievito normalmente presente nella fl ora cutanea che favorisce i processi infi ammatori). Chi soffre di questa malattia può trarre giovamento dall’esposizione al sole. Nei casi più gravi possono essere impiegati per brevi periodi prodotti topici steroidei”.

M.M.F.