Tac e analisi per diecimila forti fumatori

Per individuare precocemente il tumore nasce la Rete italiana di screening polmonare, che coinvolge anche i medici di base

di Alessandro Malpelo

HA PRESO IL VIA la Rete Italiana di Screening Polmonare. Oncologi e medici di famiglia porteranno avanti uno straordinario programma coordinato dall’Istituto Nazionale Tumori di Milano, cui aderisce la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG). L’obiettivo è quello di promuovere la diagnosi tempestiva del cancro al polmone tra i forti fumatori attraverso esami speciici come la TAC spirale a basso dosaggio e la ricerca di marcatori nel sangue, reclutando almeno 10mila partecipanti su scala nazionale. La Rete Italiana di Screening Polmonare gode di un inanziamento dell’Unione Europea, ha il sostegno del Ministero della Salute, ed è stata presentata nella sede della Regione Lombardia. «Si calcola che in tutta Italia siano oltre 600mila i forti fumatori sopra i 55 anni potenziali candidati allo screening polmonare – ha a ermato il prof. Ugo Pastorino, direttore della Chirurgia toracica, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano –. Si è dimostrato come l’utilizzo della TAC spirale a basso dosaggio possa aprire la strada alla diagnosi precoce, e con un trattamento tempestivo sarà possibile ottenere una riduzione della mortalità del 50 per cento». Ancora oggi il carcinoma polmonare rappresenta uno dei big killer nel nostro Paese, seconda neoplasia più frequente tra gli uomini (la terza tra le donne, dove risulta in forte crescita). «L’oncologia toracica è un’eccellenza che la Sanità lombarda può vantare e siamo orgogliosi che l’Istituto milanese sia in prima linea nel promuovere una così importante ricerca internazionale – ha dichiarato da parte sua Giulio Gallera, assessore al welfare della Lombardia –. La prevenzione del cancro sia primaria che secondaria deve essere sempre promossa sia nell’interesse del singolo paziente che dei sistemi sanitari. Come Regione Lombardia sosteniamo il progetto incentivando il reclutamento dei partecipanti». Giovanni Apolone, direttore scientiico dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, considera di fondamentale importanza la cooperazione che sarà instaurata con gli altri nove centri di eccellenza coordinati in questa ricerca. Tra gli obiettivi che si pone la Rete Italiana di Screening Polmonare c’è anche quello di combattere il fumo, uno dei principali fattori di rischio. La scelta di coinvolgere i medici di famiglia assume molteplici signi- icati: la TAC spirale a basso dosaggio, ad esempio, non si limita a segnalare la presenza di eventuali neoplasie, ma può mostrare anche il danno coronarico e il conseguente rischio di infarto, è quindi utile anche per la prevenzione di patologie cardiovascolari o respiratorie tra cui la BPCO. Ma il punto cruciale della ricerca riguarda la possibilità di scovare e trattare il tumore del polmone in fase iniziale, poiché ancora oggi otto casi su dieci vengono individuati troppo tardi. Grazie ai progressi delle scienze, uniti alla volontà politica di fare prevenzione attraverso progetti di largo respiro, si punta a dimezzare l’incidenza dei tumori polmonari, che hanno colpito in Italia 42.500 persone negli ultimi 12 mesi.


Antibiotici e uso responsabile
Confronto tra regioni e ospedali

Il Progetto Icarete e le strategie contro infezioni resistenti e superbatteri

LE INFEZIONI correlate all’assistenza preoccupano il Ministero della Salute, che ha lanciato da tempo un piano di contrasto. In Italia si contano dalle 450mila alle 700 mila infezioni contratte durante la degenza in ospedale, un dato tra i peggiori d’Europa. Fa eccezione la Regione Emilia Romagna, dove un programma a più livelli ha limitato il fenomeno. Da queste premesse si è dipanato un progetto itinerante di comunicazione sociale denominato Icarete, che ha sposato i punti di forza del modello emiliano romagnolo. Molto potrebbe essere fatto anche rendendo disponibili nuove terapie antibiotiche. «La nostra Regione ha attivato da vent’anni interventi atti a promuovere l’uso responsabile di antibiotici e rigorose misure di igiene nei nosocomi», ha dichiarato Maria Luisa Moro, direttore dell’Agenzia Sanitaria e Sociale dell’Emilia Romagna, in occasione della tappa di dicembre di Icarete, iniziativa di Motore Sanità. I dati citati parlano chiaro: i consumi di antibiotici calano in età pediatrica del 35% nell’arco di 8 anni, cala nettamente l’impiego tra gli adulti di antibiotici a largo spettro che causano resistenze. Diminuisce di conseguenza a livello regionale la resistenza di alcuni batteri tra i più di icili. «Purtroppo, a fronte di una necessità impellente di antibiotici, il clinico assiste a lunghi tempi di registrazione del farmaco per via di un circolo vizioso che ne preclude l’utilizzo. È necessaria una rilessione tra sanitari, amministratori, enti regolatori e industria farmaceutica per cambiare i paradigmi decisionali», ha precisato da parte sua Pierluigi Viale, direttore Malattie Infettive Policlinico S. Orsola Malpighi di Bologna, auspicio condiviso da Claudio Zanon, direttore scientiico Motore Sanità.

A. M.