Il bio fa bene alla salute e al pianeta

I vantaggi di cibi nutrizionalmente più ricchi e senza sostanze chimiche che possono influire sull’organismo

di Susanna Messaggio

Mangiare bene è l’elisir di lunga vita: meglio se bio perché giova alla salute. Oggi più che mai, gli specialisti scendono in campo per sottolineare l’importanza di un’alimentazione di qualità. Durante il lockdown, si è assistito ad un cambio di rotta nel consumo, con incremento di cibi più salutari e di pasti consumati in maniera meno frettolosa. Cattive abitudini alimentari e sedentarietà sono i due attori principali di insorgenza della maggior parte delle malattie del nostro secolo come diabete, osteoporosi, malattie cardio-vascolari e tumori. La parola d’ordine è qualità, riferita agli alimenti di cui ci nutriamo. Numerosi studi sui sistemi produttivi e sulla qualità dei prodotti di origine vegetale e animale suggeriscono di orientarsi verso prodotti biologici. In agricoltura biologica non si utilizzano sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi) né organismi geneticamente modificati (OGM). Il principale vantaggio dei prodotti biologici è senza dubbio questo: l’assenza di prodotti chimici aggiunti. L’alimentazione bio – spiega la dottoressa Federica Almondo, specialista in Scienza dell’Alimentazione e co-fondatrice del Centro di Nutrizione e Antiaging Cerva 16 di Milano – previene il deposito di tossine nel corpo e velocizza lo smaltimento di quelle eventualmente già presenti. Ciò fa sì che i composti tossici, molti dei quali potenzialmente cancerogeni, non vengano a contatto con i tessuti, provocando pericolose modificazioni cellulari. In questo modo i processi di detossificazione potranno concentrarsi verso le sostanze nocive che non possiamo controllare come per esempio l’inquinamento ambientale».

Ma non esiste solo il pericolo tumori: purtroppo gli studi mostrano con chiarezza che tanti additivi chimici si comportano da interferenti endocrini, impattando negativamente sul nostro delicatissimo equilibrio ormonale. La coltivazione intensiva, inoltre, utilizza spesso additivi chimici come i nitrati che possono diventare pericolosi, soprattutto in presenza di proteine, in quanto si possono formare le pericolose nitrosamine, sostanze cancerogene, senza contare che spesso queste sostanze impoveriscono il terreno e quindi gli alimenti di preziosi microelementi come calcio e fosforo.

Il bio, quindi ci protegge da carenze nutrizionali ed inoltre seguendo rigorosamente la stagionalità, ci offre cibo nutrizionalmente molto più ricco, un sapore molto più intenso e gradevole. Ricordiamo poi, che in caso di malattie degli animali, il regime biologico prevede l’utilizzo di cure fitoterapiche e omeopatiche e solo in casi eccezionali l’uso di sostanze antibiotiche. Al contrario negli allevamenti intensivi, l’uso di antibiotici è abusato, con il rischio sia di ritrovarli all’interno dell’alimento che di promuovere lo sviluppo di batteri resistenti, pericolosi per la salute. Le carni bio, hanno un profilo nutrizionale migliore: il contenuto di grassi totali diminuisce con un aumento di quelli insaturi e una diminuzione di quelli saturi. Spesso si è scettici sui controlli effettuati sulla produzione alimentare di tipo biologico, ma dobbiamo ricordare che esistono rigidi protocolli sulle modalità produttive a tutela del consumatore. Un’altra criticità del bio è il prezzo maggiore al consumatore abbinato al fatto che per esempio la frutta e la verdura bio hanno una durata inferiore. Ma ciò è ampiamente giustificato sia dal maggior lavoro che questo sistema agricolo comporta che dalla resa della coltivazione dal 25% al 50% ridotta rispetto a quella convenzionale. L’alimentazione biologica poi, cosa importantissima, rispetta l’ambiente e la biodiversità di piante e animali. Insomma il cibo biologico è vero, costa di più, ma sicuramente il guadagno è in salute!


DA SAPERE

Vero o falso?

Scopriamo ciò che a tavola giova o danneggia

Luoghi comuni e leggende popolari da sfatare: ecco una carrellata di ciò che è vero e ciò che è falso quando si parla di alimentazione (non solo bio)

VERO: Il cibo bio marcisce prima. In effetti il cibo naturale ha una durata inferiore rispetto a quello trattato e spesso è meno allettante: magari sul frutto troviamo piccole ammaccature, ma è la durata della natura!

VERO: è importante scegliere frutta e verdura biologiche quando si consuma anche la buccia, poiché in questa si concentrano i contaminanti.

VERO: Se in eccesso, i due “bianchi” sale e zucchero sono nocivi per la salute, è buona abitudine ridurli al minimo nella propria dieta.

VERO E FALSO: Un moderato consumo di carne rossa fa bene. Un moderato consumo (una volta a settimana) di carne rossa è accettabile nei soggetti a basso rischio. Se al contrario un soggetto presenta familiarità per tumori del colon retto, dovrebbe diminuire il consumo di carne rossa, sostituendola con valide alternative. La World Cancer Research Fund (WCRF) sconsiglia, invece totalmente, il consumo di carni lavorate.

FALSO: la carne bianca contiene ormoni. Sono ormai moltissimi anni, che in Europa è severamente vietato somministrare agli animali ormoni.

FALSO: La carne alla griglia fa bene. A causa delle alte temperature, grigliatura e frittura innescano processi di glicazione che portano inevitabilmente alla formazione di composti chimici pericolosi e cancerogeni.

FALSO: più di 2 uova a settimana fanno male. Recenti studi hanno dimostrato che la percentuale di colesterolo “alimentare” sul colesterolo totale che misuriamo nel sangue è molto più bassa di quello che si pensava (10-25%). Le uova sono un preziosissimo alleato di una corretta alimentazione.

FALSO: le uova sono tutte uguali. Ciò che conta sono le categorie: 1 indica che l’uovo proviene da galline allevate all’aperto; 2 che l’uovo proviene da un allevamento a terra; 3 che l’uovo proviene da allevamento in gabbia. S.M. 


Anche la pelle ama la natura: la cosmetica diventa sostenibile

Ingredienti che derivano da estratti vegetali e produzioni certificate

I cosmetici naturali sono quelli formulati con ingredienti derivati da estratti vegetali; quelli ecobio sono formulati sempre con materie vegetali, provenienti da agricoltura biologica, estratti con metodi non inquinanti, e ricavati da fonti rinnovabili. «I prodotti bio – spiega Il dott. Giuseppe Montalto – fitocosmetologosono privi di siliconi, parabeni e petrolati, sono fatti con ingredienti naturali, contengono concentrazioni di oli naturali che hanno un’azione protettiva ed emolliente. Derivano da un uso ’sostenibile’ delle risorse naturali». E se negli anni abbiamo imparato a leggere le etichette dei prodotti alimentari, ora stiamo imparando a leggere anche gli INCI, ossia la lista degli ingredienti contenuti nei prodotti beauty, scegliendo prodotti green e bio, perché i primi a giovarne saremo noi e il pianeta. La certificazione è indispensabile e fatta da enti specializzati. La differenza consiste quindi nel metodo di lavorazione e produzione. Anche il packaging è attento all’ecologia perché è realizzato con materiali riciclati e biodegradabili. Oltre ai vantaggi ambientali utilizzare cosmetici bio è una scelta di salute. La maggior parte dei prodotti che ci applichiamo sulla pelle entrano nel nostro organismo. Attraverso la pelle, quindi, è come se nutrissimo il nostro corpo, ed è per questo che non possiamo sottovalutare le proprietà contenute nei cosmetici. S.M.