DIAMO UN CALCIO ALLA STANCHEZZA

Le strategie utili per chi si sente sempre affaticato. E se il problema persiste, meglio consultare il medico per trovare una soluzione

di Alessandro Malpelo

Un po’ tutti ci sentiamo a volte giù di corda, svogliati, a corto di iniziativa. Ma se scopriamo di essere esausti anche dopo un congruo numero di ore di riposo, incapaci di sbrigare una cosa dopo l’altra con la consueta efficienza, può essere segno che nel nostro organismo si è alterato qualche equilibrio. Per gli specialisti dell’Harvard Medical School di Boston occorre distinguere il grande capitolo dell’affaticamento, per così dire, fisiologico, da tutto il resto. Si pone l’esigenza di capire se la stanchezza sia cronica oppure sinonimo di astenia (la sofferenza che cova un campanello d’allarme). L’inerzia è pure un fattore psicologico legato a fasi depressive, per questo, nel dubbio, occorre evitare le diagnosi fai da te e rivolgersi allo specialista. Fermo restando che la stanchezza, come dicevamo, è il più delle volte una sensazione transitoria, superabile. Vediamo qui i rimedi per rimettersi in carreggiata, per quanti non hanno bisogno di correre dal medico. I principi del benessere sono validi a tutte le latitudini, quindi i consigli degli esperti americani sono sovrapponibili a quelli condivisi da autori europei. L’insonnia è la prima variabile da prendere in considerazione. A volte la stanchezza che ci affligge già al mattino, la difficoltà a partire, può essere legata a un problema di riposo inadeguato. Per esempio non ci accorgiamo di russare, eppure le apnee notturne ci svegliano molte volte, oppure si fa fatica a prendere sonno. Trascorrere diverse ore alla sera nel dormiveglia significa, di giorno, ritrovarsi alle prese con sbadigli e calo di concentrazione. «In casi relativamente rari – spiega il professor Giuseppe Plazzi, docente di Neurologia all’Università di Bologna, e presidente dell’Associazione italiana medicina del sonno (Aims) – si parla di vera e propria narcolessia, con addormentamenti improvvisi, inattesi, in pieno giorno, accompagnati da disattenzione o irritabilità con perdita del tono muscolare. In questi casi si rende necessaria la visita ambulatoriale e una terapia adeguata, messa a punto in ambiente ospedaliero». Wellness è la parolina magica per stare in forma, offerta indistintamente a quanti sperimentano una stanchezza lieve, passeggera. Gli specialisti dell’Harvard Medical School indicano una serie di comportamenti, in primis la raccomandazione di andare a letto a orari regolari la sera, evitando gli stimoli visivi o mentali prolungati, ad esempio attardarsi a guardare la televisione e il tablet o chattare al telefono facendo le ore piccole. Esistono poi gli stili di vita da adottare di giorno, a livello alimentare: scegliere cibi digeribili, evitare di appensantirsi la sera, eliminare cattive abitudini prese a tavola. Altre volte la stanchezza dipende da inconvenienti ineluttabili: lutti, separazioni, precariato, licenziamenti o stacchi pensionistici repentini. In questi casi l’incoraggiamento del medico di famiglia, unito ai giusti nutrienti, farmaci e integratori, può dare una spinta ai propri livelli di energia. Trascorrere più tempo all’aria aperta con gli amici, fare salotto o partecipare a giochi di società, vale come toccasana e costa poco. Massaggi, chiropratica, yoga, agopuntura, omeopatici, meditazione e tai chi sono altri antidoti alla stanchezza. L’asso nella manica può consistere nel regalarsi una vacanza alle terme, in crociera, in agriturismo, nella beauty farm, tra un tuffo in piscina e passeggiae tra i boschi, poi andare a ballare, a teatro, ai concerti, recuperando interessi per sentirsi un pochino più giovani. Infine ci sono accortezze che investono la sfera degli stili di vita: circondarsi di colori radiosi a casa e al lavoro, prendersi cura del proprio corpo, indossare capi di vestiario alla moda, espedienti che migliorano l’autostima e combattono l’apatia. Da provare.