COSA METTO SOTTO LA MASCHERINA

Come prevenire e curare arrossamenti, irritazioni, impurità e piccole lesioni della pelle. Fondamentale la scelta della crema

di Loredana Del Ninno

Saranno le irrinunciabili compagne di viaggio per i prossimi mesi. Cosa succederà alla pelle coperta buona parte della giornata dalle mascherine? «Da quando è iniziata la Fase 2 – spiega Maria Pia De Padova, dermatologa a Bologna – sappiamo che è vivamente raccomandato indossare la protezione per tutelare se stessi e gli altri dal contagio. La pelle potrebbe quindi diventare più incline ad arrossamenti e secchezza, legati all’occlusione e ai materiali con cui è fatta la mascherina». Esistono però accorgimenti per contrastare la maggiore sensibilizzazione. «Gli effetti irritanti – prosegue l’esperta – possono essere combattuti con l’applicazione di creme che riducono la perdita di acqua trans-epidermica, apportando un’idratazione a rilascio continuo, senza privarsi della funzione barriera, indispensabile a evitare danni cutanei». L’arrivo della bella stagione e il rialzo delle temperature possono acuire le problematiche, in particolare in presenza di un certo tipo di protezione. «Le mascherine più occlusive (ffp2/ffp3) – precisa De Padova – provocano più facilmente lesioni da sfregamento, un rischio proporzionale alla durata dell’utilizzo. Si tratta di lesioni definite ‘da pressione’, accompagnate spesso da un’accentuazione dell’edema periorbitale – le cosidette borse per chi abitualmente ne soffre – a vere e proprie dermatiti e solchi al dorso del naso. Inoltre l’umidità generata dal sudore nella zona occlusa, crea e accentua alcune patologie cutanee come la dermatite atopica, l’acne, le follicoliti, le dermatite da contatto irritativa o allergica». Chi soffre già di patologie dermatologiche dovrà quindi osservare qualche precauzione in più. «Bisogna fare in modo di riuscire a togliersi la mascherina ogni una o due ore – suggerisce la specialista –, lavando il viso con un detergente non aggressivo e idratando la cute con creme adatte al tipo di disturbo preesistente». Idratare bene la pelle resta comunque la regola numero uno. Per tutti. «La raccomandazione – ribadisce la dermatologa – è mantenere la pelle idratata e pulita prima di indossare e dopo avere tolto la protezione. Nei soggetti predisposti, l’occlusione dovuta alla mascherina potrebbe accentuare e favorire punti neri, papule e pustole, quindi un’acne infiammatoria. Il consiglio è utilizzare prodotti astringenti, a base di acido piruvico e salicilico, che riducono la seborrea, associando uno scrub detergente delicato con microgranuli, per purificare la pelle in profondità senza seccarla, liberando i pori e riducendo i punti neri». Il rito della detersione ai tempi del Covid-19 si affida in generale a prodotti su base lipidica, più delicati, che non alterano la barriera cutanea. «Lavando più spesso viso e mani – sottolinea De Padova – è bene ricorrere a detergenti non aggressivi. È importante scegliere la crema adatta al tipo di pelle. Per quelle grasse, impure e acneiche puntare su texture leggere, meno occlusive. Chi ha una cute secca che tende a screpolarsi si affidi invece a una crema più nutriente, che aiuta l’epidermide a mantenere uno stato di idratazione costante. Per le pelli più sensibili consiglierei un cosmetico antiarrossamento e lenitivo». Estate fa rima con abbronzatura. Solari e mascherine, un binomio possibile? «L’utilizzo dei solari resta indispensabile – raccomanda la dottoressa–. La pelle va protetta adeguatamente dal sole sempre! Si deve porre molta attenzione alla scelta del prodotto a seconda del tipo di pelle, del fototipo e dell’attività svolta, ma soprattutto eviterei di abbassare la guardia. Le mascherine vanno indossate anche se spesso ci manca l’aria. Il virus si combatte così e dobbiamo continuare a essere responsabili per superare definitivamente la pandemia».