Un bagno di luce e m’illumino di salute

Mezz’ora di esposizione al sole previene tumori e depressione, allontana il rischio infarto e cura anche la pelle

di Loredana Del Ninno

ESTATE EQUIVALE a sentirsi bene e in forma. Merito della luce, che ha e etti positivi sull’umore e sulla salute. Secondo una ricerca condotta dall’Università di Londra alcuni virus che aggrediscono la pelle vengono neutralizzati dai raggi solari. Ed è scienti- icamente provato che nei Paesi con meno ore di luce la depressione è più di usa. Quali sono i meccanismi che regolano il bagno di benessere indotto dalla stagione estiva? «La luce colpisce speciiche aree del cervello che regolano la produzione di serotonina e cortisolo, gli ormoni del buon umore – spiega Stefano Giordani, oncologo e direttore scientiico dell’Associazione Onconauti che promuove corretti stili di vita –. Non a caso molte persone in autunno e inverno so rono della Sindrome a ective disorder, conosciuta come disturbo a ettivo stagionale, una forma di depressione correlata alla presenza o meno di luce. Grazie ai raggi solari, potenti d’estate, il sistema neuroendocrino si equilibra regolando tempi e meccanismi isiologici sul fronte appetito. Inoltre la luce inluenza anche la produzione di melatonina che ha un e etto positivo sul ritmo sonno- veglia, che giova alla psiche e all’apparato cardiovascolare. Il sole stimola anche la produzione di vitamina D, particolarmente preziosa per le donne in menopausa perché aiuta a prevenire patologie degenerative come osteoporosi e artrite. Nei soggetti più giovani la vitamina D, il cui fabbisogno giornaliero varia a seconda dell’età, contribuisce alla issazione del calcio. Bastano 10 minuti di esposizione al giorno – illustra l’esperto – per vedere aumentare i livelli. Stare all’aria aperta stimola il metabolismo ed è utile a combattere lo stress. Sotto il sole le difese immunitarie aumentano. «Ricerche americane – sottolinea Giordani – dimostrano che l’esposizione ai raggi UV contribuisce ad incrementare l’attività dei linfociti T, le ‘sentinelle’ che ci proteggono da numerose malattie, cancro compreso, migliorando anche la resistenza alle infezioni. Inoltre, numerosi studi epidemiologici hanno confermato che livelli insu icienti di vitamina D, più diffusi nei Paesi nordeuropei e nelle donne anziane, costituiscono anche un fattore di rischio per molti tumori, tra cui quello al seno. Per le over 70 uscire di casa nella buona stagione è una pratica salutare, in quanto aumenta l’esposizione alla luce e migliora il tono dell’umore. Fare una passeggiata all’aperto di 30 minuti ogni giorno si può tradurre in una vera e propria cura preventiva contro il cancro e la depressione. La luce è un toccasana per diverse patologie della pelle. «La psoriasi migliora proprio grazie all’esposizione ai raggi solari positivi anche per la pressione sanguigna perché provocano una dilatazione dei vasi. La pressione così si abbassa e il rilascio di ossido nitrico concorre a proteggere l’apparato cardiovascolare, allontanando il rischio di infarti ed ictus, conclude l’esperto. Anche l’attività sessuale trae giovamento. Lo conferma un’indagine di gruppo di ricercatori dell’università di Graz: grazie alla luce solare e all’aumento delle temperature si attivano ormoni responsabili dell’eccitamento sessuale, incrementando la capacità riproduttiva.


MINDFULNESS ALL’APERTO

I piedi intercettano e aiutano la mente
Ecco la meditazione e la danza solare

Sono passati alcuni decenni da quando il medico Jon Kabat- Zinn ha riformulato la meditazione mindfulness pensandola per gli occidentali. La mindfulness estiva si pratica all’aperto, sposandosi con il trekkking, in una variante pensata proprio per la bella stagione e le vacanze. «Abbiamo voluto coniugare la mindfulness con il trekking – racconta Pier Luigi Rizzini, formatore esperto di mindfulness couseling -. L’esperimento quest’anno ci porterà in Liguria. La mindfulness trekking è una pratica di attenzione consapevole e meditazione, unita al camminare negli scenari naturali. Le onde e i suoni del mare, il vento e la luce del sole hanno e etti salutari e inducono relax e benessere». Altra variante della mindfulness è la danza. «Una danza meditazione – conclude l’esperto – che tutti possono facilmente praticare anche all’aperto, magari al tramonto, divertente, dolce, energetica».


Una pellicola per proteggere le cicatrici

Per chi ha lesioni cutanee recenti, è fondamentale evitare in ogni modo l’esposizione diretta alla luce solare

di Olga Mugnaini

LA PELLE va sempre protetta dal sole, ma ci sono situazioni in cui è assolutamente indispensabile evitare l’esposizione diretta. Come nel caso di cicatrici recenti, siano esse di origine post-traumatica o conseguenza di interventi chirurgici. A spiegare quali siano le precauzioni da prendere, specialmente in estate, è la professoressa Cristina Magnoni, responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Chirurgia Dermatologica del Policlinico di Modena. Professoressa Magnoni, come si deve comportare chi va la mare e ha cicatrici recenti? «Dobbiamo ricordare che il sole aggrava l’aspetto clinico della cicatrice, in particolar modo causando iper pigmentazioni. Quindi, durante il periodo di guarigione e maturazione deinitiva della cicatrice, che normalmente va dai 3 ai 6 mesi, sarebbe meglio evitare l’esposizione al sole. Chi ha comunque programmato una vacanza al mare, deve usare una protezione solare con fattore altissimo, 50 +, da applicare almeno ogni due ore durante la giornata, e non solo una volta al mattino». Può essere una soluzione coprire la ferita con un cerotto? «Sì, ma il cerotto potrebbe creare fenomeni irritativi. Meglio applicare un stick “zone fragili”, che è anche comodo da trasportare. Eventualmente coprirsi con un indumento ». Come accorgersi che una cicatrice non sta guarendo nel modo giusto? «La cicatrice ha un suo tempo di maturazione e nel corso di qualche mese da rossa e lievemente elevata, diventa piana e del colore della cute. Purtroppo ci possono essere dei processi patologici. Ad esempio la cicatrice può diventare ipertroica o cheloidea». Ossia, che di erenza c’è? «La prima è pruriginosa e dopo qualche settimana dall’intervento può cominciare ad aumentare di volume ma dopo si stabilizza e tende e regredire autonomamente, ovviamente con gli adeguati trattamenti. Il cheloide invece, oltre che pruriginoso in da subito, si può manifestare anche a distanza di un anno. La cicatrice si presenta di consistenza notevolmente aumentata, eritematosa ed il fenomeno non presenta regressione spontanea». Cosa fare in un caso e nell’altro? «Innanzi tutto la prevenzione: se sappiamo che un paziente è a rischio di sviluppare un cheloide, si può ad esempio ricorrere sin dalla fase post-operatoria a medicazioni al silicone. Diverso è poi il trattamento: una volta che si siano veriicate queste lesioni c’è tutto un algoritmo speciico di cure in crescendo. A seconda della gravità sono previsti non solo “fogli” o prodotti topici a base di silicone, ma anche l’uso, sotto controllo medico, di steroidi intralesionali. Ci sono inoltre particolari tipi di laserterapia, ino al ricorso della chirurgia. Importanti anche i massaggi da parte di isioterapisti, sempre sotto controllo del medico». È vero che a volte una brutta cicatrice, oltre che essere un disagio estetico, può causare anche un problema funzionale? «Sì, i cheloidi sono causati da una deposizione eccessiva di collagene che rende il tessuto anelastico e ispessito. Quindi, quando sono di grandi dimensioni e si trovano in particolari zone del corpo possono causare contratture o esercitare delle tensioni sulle strutture articolari». Torniamo alle ‘placche’ al silicone. Come si devono utilizzare? E quando preferirle alle creme o ai gel? «Per le placche al silicone se ne consiglia l’uso almeno metà giornata e se possibile per tutte le 24 ore. Certo, le cicatrici devono avere una dimensione limitata. In caso contrario creme o altri prodotti topici sempre al silicone possono essere utilizzati per coprire zone più ampie e sono anche di più facile gestione durante l’estate».


Occhiali scuri e cappellino
Mettiamo gli occhi al sicuro

Per prevenire infiammazioni acute ci sono alcune regole base che valgono per tutti, grandi e piccini. Anche per chi non ha patologie

GIRA IL TUO VISO verso il sole e le ombre cadranno dietro di te, diceva un proverbio Maori. Ma il sole non è tutto godimento specialmente per i più piccoli e soprattutto per quanto riguarda l’apparato visivo nei luoghi in cui è presente molto riverbero, come la spiaggia o l’alta montagna, dove si può essere colpiti da cheratocongiuntivite attinica, un’iniammazione acuta che coinvolge sia la congiuntiva e sia la cornea: i sintomi sono lacrimazione, dolore, goniore alle palpebre, sensazione di sabbia negli occhi, vista annebbiata o ridotta. L’esposizione continuata negli anni può indurre con anticipo la cataratta, per la quale si rende necessario l’intervento chirurgico. Ma volendo restare al danno iniziale, si può ricorrere all’ automedicazione attraverso prodotti innocui a base di lacrime artiiciali, con risultati talvolta scarsi. Più utile il ricorso all’oculista che potrà stabilire i danni cagionati dai fotoni visibili violetti e blu, insieme ai raggi Uva (320-400 nanometri), nocivi soprattutto per la retina, mentre la cornea, sensibile ai raggi Uvc (200-290 nm), fa da primo iltro per le radiazioni luminose ed è quindi la più esposta al danno iniziale. Lo specialista consiglierà una cura, ma come sempre in medicina assai più utile è la prevenzione, in questo caso a mezzo di occhiali scuri, fondamentali per proteggere gli occhi dai raggi Uv che, venendo rilessi dall’acqua e dalla sabbia, ci colpiscono anche se siamo all’ombra; poi, cappello a tesa larga o cappellino con visiera. Per gli occhiali da sole evitare la scelta low cost. Gli occhiali a norma sono riconoscibili dal marchio CE, che signiica a norma della Comunità europea, da non confondere con il marchio China export, trucco usato per importare occhiali non a norma. La di erenza è nella distanza tra le lettere C ed E: nel caso del marchio europeo, la distanza tra la C e la E è pari alla larghezza della C stessa; nel caso del marchio cinese le due lettere si trovano quasi attaccate tra di loro, senza frapposizione di spazio. Per chi usa lenti a contatto: meglio utilizzarle poco, preferendo le monouso a ricambio giornaliero anche perché l’acqua di mare salata tende a disidratare l’occhio. Negli ultimi anni sono state prodotte nuove tipologie di lenti a contatto con ampia copertura da raggi ultravioletti.

R.B.


Non solo trucco
Anche le unghie vanno curate

Per essere belle e esaltare l’abbronzatura devono essere prima di tutto sane e forti. Olio di ricino o di tea tree contro i funghi

di Gloria Ciabattoni

UNGHIE IN PRIMO PIANO, soprattutto d’estate. Se ben curate e con uno smalto di colore acceso, esaltano l’abbronzatura della mano e conferiscono quel tocco in più ad un look vacanziero. Ma perché questo avvenga occorre che l’unghia sia soprattutto sana. Per la salute delle unghie l’alimentazione è importante, quindi sì ai cibi fonti di proteine latte, uova, carne. Antiossidanti, vitamine e minerali che si trovano nelle verdure e in altri cibi sono utilissimi. Tra le vitamine, in testa le A, E, B2, B5 e biotina, e fra i minerali ferro, zolfo, selenio, magnesio, fosforo, zinco e manganese.Unghie che si sfaldano e si spezzano facilmente, spesso denotano carenza di calcio e di vitamina A. Quindi può essere opportuno assumere integratori, magari consultando prima il proprio medico curante per avere la certezza di scegliere quelli giusti. Dall’interno all’esterno: per avere unghie belle è importante rivolgersi ad una brava manicure. Ma i rimedi casalinghi non sono certo da sottovalutare. Tra quelli più antichi, “della nonna”, c’è l’olio di ricino, battericida e anti-micotico, che serve per prevenire le infezioni da funghi e ha la capacità di rigenerare la cheratina che fa parte della struttura dell’unghia. L’olio di ricino si massaggia sull’unghia da solo oppure lo si mescola con olio di oliva o limone. Oggi si conoscono poi le proprietà dell’ olio di tea tree che si estrae dalle foglie di un albero che cresce in Australia, il Malaleuca alternifolia: dalle numeroso virtù terapeutiche (dà buoni risultati anche nel trattamento dell’ herpes labiale), l’olio si acquista in farmacia o erboristeria. Impacchi di questo olio sulle unghie non solo le rafforzano, ma tengono lontane funghi e verruche, e questo è molto utile anche per le unghie dei piedi, perché si sa che ad esempio quando si cammina scalzi in luoghi pubblici (piscine, docce, ecc.) il rischio di un’infezione c’è sempre. Ma anche un’unghia sana può avere bisogno di aiuto, soprattutto se la maltrattiamo, o meglio strappiamo o mordicchiamo le cuticole. Sono pellicine inspessite che si trovano alla radice dell’unghia, che quando si seccano e sollevano sono antiestetiche e fastidiose, per questo molte persone hanno l’abitudine di strapparle. Ma rappresentano una difesa per l’unghia. Trattare queste pellicine nel modo corretto è semplice. Innanzitutto occorre immergere la punta delle dita in acqua tiepida con un goccio di olio di oliva e limone: il primo ammorbidisce, il secondo sbianca e fortiica. Poi, ci sono oli appositi per ammorbidire le cuticole, e in mancanza useremo una crema per le mani un po’ grassa. Massaggiata e ammorbidita, la cuticola andrà spinta indietro con un apposito bastoncino di legno (si acquista a pochi centesimi) o con l’equivalente in acciaio, che ha la forma di una sorta di cucchiaino. Ma se le pellicine sono grosse e sollevate, meglio impiegare il “taglia cuticole”, anch’esso si trova facilmente in commercio. Inine, una volta conquistate unghie sane e forti, le possiamo mantenere tali scegliendo uno smalto che sia anche rinforzante: ce ne sono moltissimi in commercio, arricchiti con vitamine ed olii, che irrobustiscono le unghie ed evitano rotture e sfaldamenti.


SPIE DI SALUTE

Pallide o giallognole?
Qualcosa non va

Unghie specchio della nostra salute: secondo molte teorie mediche, ogni loro anomalia segnalerebbe un problema del nostro organismo. Ad esempio, la lunula alla base dell’unghia deve esserebianca:se èbluastra indica cattiva circolazione sanguigna. Le unghie pallide sarebbero indice di anemia, quelle giallognole spie di problemi epatici o diabete.Fra gli inestetismi, le macchioline bianche, spesso dovute a microtraumi, possono essere anche sintomo di un’infezione fungina.


Tempo di sudate: salvia e menta difendono l’aria

La natura deodora
Tazze di tisane, foglie nella vasca o frizioni con l’olio

È UNO DEGLI INCONVENIENTI più frequenti d’estate: la sudorazione, tuttavia, è necessaria per mantenere la temperatura corporea entro i limiti ed eliminare le tossine. Se la temperatura esterna è elevata e si fa sport, possono evaporare ino a due litri al giorno di sudore, con perdita di sali preziosi come magnesio e potassio. Per reintegrarli occorre bere 2 litri d’acqua al giorno, mangiare frutta e verdura fresche,ma se si accusano troppa stanchezza o crampi muscolari è meglio ricorrere agli integratori. Se la sudorazione è eccessiva (può essere causata anche da ansia o da stress) occorre scegliere deodoranti antitraspiranti. I rimedi naturali possono aiutare, ad esempio bere tisane a base di salvia e di menta piperita, o mettere una manciata di queste foglie nella vasca da bagno e concedersi una pausa rilassante, o ancora fare frizioni, dopo la doccia, con qualche goccia di olio essenziale sia di salvia che di menta.

G.C.