Il pilates ci mette a testa in giù

L’ultima tendenza si chiama Antigravity: acrobazie nell’aria, sospesi su un’amaca speciale

di Letizia Cini

GUARDARE il mondo a testa in giù e scoprirsi anche più “alti”. Scendendo poi, a ine lezione, rilassati e con i piedi per terra. Merito di Antigravity, una delle varianti di ultima generazione che sta diventando una tendenza, del pilates. Ne parliamo con Sara Bernardo, personal e group trainer iorentina, insegnante di Antigravity aerial yoga e pilates. Sara, cos’è l’Antigravity? «Antigravity è una fusione di pilates, danza acrobatica e yoga per il 60%, inventata da Christopher Harrison: lui lo deinisce itness in sospensione». Come si sta di ondendo in Italia? «Grazie a una scuola, l’unica riconosciuta in Italia e diretta dalla scuola di origine di Harrison. La disciplina si di onde grazie ai centri certiicati Antigravity ed ai suoi istruttori, che devono passare un esame di icile ed una selezione». Movimenti in sospensione, assenza di gravità: eppure questa disciplina dall’aspetto acrobatico è una manna per chi ha problemi di schiena. Rischi e beneici? «Partiamo con i rischi, spiegando che di e ettivi non ce ne sono, perché l’amaca è stata concepita proprio per evitare ogni rischio se l’utente segue le indicazioni del proprio insegnante. Antigravity si basa su un concetto che in questo momento stiamo perdendo: il concetto di iducia. Ti devi idare della tua amaca e del tuo insegnante. Più che rischi, si deve parlare di controindicazioni e precauzioni per quanto riguarda l’inversione: gravidanza nei primi tre mesi, glaucoma, trauma cranico recente, botox ma solo se fatto entro sei ore; recente ictus». I beneici? «Sono molteplici: assenza di compressione discale, ridotta a zero, durante le inversioni, che permettono al sistema circolatorio e linfatico di ripristinarsi, stimolando il rilascio di neurotrasmettitori al cervello. Vengono rilasciati infatti i cosiddetti ormoni della felicità, serotonina, endorine, e dopamina. Inoltre c’è un allineamento della colonna vertebrale e reidratazione dei dischi vertebrali. Si parla inoltre di riattivazione del sistema endocrino, linfatico, digerente e circolatorio». La sospensione avviene grazie ad altalene di stoffa, chiamate anche amache: è vero che possono sostenere il peso di otto persone? E qual è il loro segreto? «Assolutamente verissimo, l’amaca che usiamo noi è la stessa che si usano per le performance a 15, 20 metri di altezza. Ha sostenuto ino a un piccolo elefante di 500 chili ed è stata testata mettendo al suo interno 8 persone. È incredibilmente resistente. Nessun segreto, se non un tessuto misto tra seta e materiale sintetico ed elastico, che permette all’utente di fare qualsiasi movimento, sentendosi accolto, e provando un estremo senso di libertà».


IL CREATORE

«Insegno a volare Quell’emozione ci fa stare bene»

Christopher Harrison, fondatore di Antigravity, è considerato un “lying guru”: la sua specialità è insegnare alle persone a volare. In tour, a Broadway, in special televisivi e in eventi sportivi, la sua coreograia aerea emoziona il pubblico in tutto il mondo. Ex ballerino di Broadway e atleta mondiale di ginnastica, Harrison ha formato la compagnia di performance aerea Antigravity come espressione del suo amore per le acrobazie aeree. «Sospendete la vostra incredulità! – è il suo motto -.Se potete fermare la vostra incredulità, posso portarvi a migliorare la vostra salute e a vivere con meno dolore».

L.C.


CASA O PALESTRA

Lasciarsi andare
Corpo e mente vanno a braccetto

È proprio l’estremo senso di libertà che pervade chi pratica Antigravity ad aver convinto il suo creatore, Christopher Harrison, della sua funzionalità e della necessità di far conoscere questa disciplina al mondo. «Ed è proprio la posizione invertita a permettere (grazie a questa imbracatura) di allineare il corpo e la mente», sottolinea Sara Bernardo, personal e group trainer, insegnante di Antigravity aerial yoga e pilates. Ma come e dove si pratica? «Generalmente in palestra, ma anche a casa; la cosa bella di queste amache, è che sono facili da usare una volta imparate le successioni, i movimenti che ti portano in determinate posizioni, come lo ‘spiderman’. Decomprimendo la colonna, si allinea il corpo dalla testa a i piedi e si rinforzano i muscoli – riprende Sara Bernardo -. E tutto questo proprio contro la forza di gravità, da qui il nome Antigravity». Un allenamento che può essere deinito biologico e naturale, in quanto i movimenti e le posizioni tenute, riportano a un’omeostasi del corpo, a un riallineamento di corpo e mente, «aumentando la neuroplasticità del cervello (la capacità di apprendere), con la creazione di nuove connessioni sinaptiche e percorsi neurali». Anche a livello emotivo Antigravity conta su notevoli punti di forza. «Dalla mia esperienza personale da insegnante posso dire che questa disciplina ha un impatto particolare – conclude l’insegnante -. Io insegno hatha yoga da anni, ma quello che ho notato insegnando Antigravity è che questa pratica tira fuori ‘i mostri’ di ciascuno, le debolezze. Le persone che sembrano più spavalde, alla ine trovano qui dei limiti. Le amache ti mettono molto a nudo. Ti devi idare e quello che viene fuori è un mondo. Impari a lasciare andare, e non è cosi facile come sembra. Impari il senso di libertà, non solo dalle cose esterne, ma soprattutto dalle ombre nella nostra mente. Stare a testa in giù ti fa vedere delle cose di te, che non pensavi fossero possibili. Provare per credere».

L.C.