Evelina Flachi
«Benessere e prevenzione nel piatto»

«Alcuni alimenti, se assunti regolarmente insieme a uno stile di vita sano, possono davvero aiutare il nostro organismo»

di Chiara Bettelli

‘SIAMO CIÒ CHE MANGIAMO’ non è solo un modo di dire o uno slogan. È davvero importante fare attenzione a quello che ingeriamo perché ogni alimento ha una sua funzione specifica per il mantenimento della buona salute. La sana alimentazione, oltre ad offrirci i piaceri della tavola e della convivialità che contribuiscono al benessere emotivo e sociale, tiene anche sotto controllo – insieme ad un corretto stile di vita – il nostro ‘star bene’ e aiuta a prevenire disfunzioni e patologie. Ne parliamo con Evelina Flachi, nutrizionista e specialista in Scienza dell’alimentazione.

Alimenti come farmaci, dunque?

«No. Non dobbiamo pretendere troppo dal cibo che non ha proprietà farmacologiche, ma certamente esiste un aspetto funzionale degli alimenti, a patto che si facciano acquisti consapevoli, privilegiando cibi di preferenza freschi, italiani, ma soprattutto sicuri perché provenienti da produzioni certificate».

Dopo l’acquisto, a cosa dobbiamo fare attenzione?

«Bisogna anche stare molto attenti alla conservazione leggendo le indicazioni riportate sulle confezioni ed è fondamentale – perché gli alimenti mantengano le loro proprietà – una cottura adeguata e mai eccessiva».

Un esempio da seguire?

«La cucina orientale, che prevede metodi di cottura veloce, spesso al vapore e con il cibo tagliato in piccoli pezzi (fatto che aiuta a ridurre i tempi)».

Ci sono dei cibi che possono farci ammalare?

«Il cibo in sé non procura danni (se non nel caso di allergie e intolleranze) ma sono invece molti i fattori di rischio per incorrere in varie patologie, correlati al modo di mangiare. Fra i tanti disturbi: cefalee ed emicranie, gastriti, coliti, stipsi, calcoli, problemi dermatologici, insonnia… sottolineando il ruolo negativo degli eccessi e delle carenze. Infatti, un bicchiere (piccolo) di vino rosso al pasto – oltre alla gradevolezza e al valore conviviale – può avere un’azione antiossidante e protettiva del sistema cardiovascolare. Gli eccessi sono ben noti! Altro esempio: tutti sappiamo quanto la frequentazione abituale di un certo tipo di fast food sia deleteria per la salute ma lo sporadico piatto di patatine e hamburger non può fare gravi danni».

Quali sono gli errori in cui cadiamo più di frequente?

«Troppe calorie (fattore di rischio rischio per sovrappeso e obesità), grassi saturi (arteriosclerosi), proteine (sovraccarico renale), sale (ipertensione) e zuccheri semplici (diabete di tipo II che a sua volta è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari). Le carenze possono riguardare le vitamine, il ferro e le fibre: tutte collegate allo scarso consumo di frutta e verdura e di alimenti integrali. Un’altra carenza comune riguarda lo iodio che è contenuto nel pesce di mare ma – se non piace o si è vegetariani – si può ovviare utilizzando sale iodato. E poi, non ci si stanca mai di dirlo, si beve poca acqua. Fatto che procura disidratazione con gravi danni alla cute e ai vari organi».

E gli alimenti che ci fanno bene?

«Alcuni alimenti, se usati con costanza, in un quadro alimentare equilibrato, insieme ad uno stile di vita attivo e sano, possono eff ettivamente aumentare la capacità dell’organismo di prevenire alcune malattie. Verdura, frutta, soia, cereali integrali contengono sostanze che hanno un valore preventivo rispetto a problemi cardiovascolari o ad alcuni tipi di tumore».

Qualche consiglio particolare?

«Possiamo ‘tenere d’occhio’ i functional foods (ovviamente considerando le preferenze individuali e le eventuali intolleranze): broccoli, pomodoro e anguria, cipolla rossa, aglio e pesce azzurro riducono i rischi di tumore e di malattie cardiovascolari. Papaia, melagrana e noce sono immunomodulanti e antinvecchiamento. Carota e zucca off rono benefici alla pelle. Orzo e avena riducono i livelli di colesterolo e gli agrumi aiutano a combattere problemi venosi e circolatori. Il pompelmo abbassa l’assorbimento degli zuccheri. Origano e rosmarino sono antiossidanti».

A proposito di frutta e verdura, lei ha spesso affermato l’importanza di considerarne i colori.

«Le varie tonalità dei vegetali indicano caratteristiche e funzioni diverse. Quelli di colore rosso – dato da licopene e antocianine che hanno azione antiossidante e svolgono un ruolo benefico sui vasi sanguigni – sono pomodori, anguria, arance rosse, barbabietole, ciliegie, fragole, ravanelli e rape rosse. I giallo-arancio (albicocche, arance, carote, cachi, limoni, meloni, peperoni, zucche, pompelmi) contengono betcarotene e flavonoidi: il betacaro tene possiede proprietà antiossidanti ed è un precursore della vitamina A, importante nella riproduzione dei tessuti, per la vista e il sistema immunitario. I flavonoidi sono anch’essi potenti antiossidanti. I vegetali verdi (broccoli, asparagi, basilico, bieta, carciofi, cicoria, lattuga, spinaci, zucchine) indicano la presenza di clorofilla, antiossidante, e di carotenoidi e contengono acido folico protettivo nei confronti delle malattie cardiovascolari (ricordo che l’acido folico va somministrato in gravidanza perché la sua carenza è responsabile de la spina bifida nel feto). Blu-viola: il colore delle melanzane, del cavolo cappuccio, del radicchio, dei frutti di bosco, delle prugne e dell’uva nera. Contengono antocianine, carotenoidi, vitamina C: utili per la pelle, la vista e la regolarità intestinale e contro le infezioni urinarie. Il bianco è quello di aglio, cipolla, porro, cavolfiore, finocchio e sedano: contengono, oltre a potassio e vitamina C, isotiocianati che prevengono l’invecchiamento cellulare e allilsolfuro che previene la formazione di trombi».


LE REGOLE DEL ‘BIO’

Niente pesticidi, fertilizzanti chimici e OGM
Attenzione all’etichetta di controllo e qualità

Sino a pochi anni fa gli alimenti biologici facevano parte di un segmento di mercato riservato ad una nicchia di consumatori. Oggi i cibi bio sono sempre più diff usi, presenti anche sugli scaffali dei supermercati e hanno prezzi che non si discostano molto da quelli dei prodotti convenzionali. Alcuni pensano che il ‘bio’ faccia parte di una strategia di marketing e che non abbia proprietà che giustifichino l’etichetta, invece è indubbia la loro validità per la nostra salute e per l’ambiente. L’agricoltura biologica, infatti, prevede serie restrizioni riguardo l’utilizzo di pesticidi, erbicidi, fertilizzanti chimici di sintesi ed è OGM free. Per quanto riguarda gli animali, non è indicato l’impiego di antibiotici e si deve rispettare la loro qualità di vita. Fondamentale, però, che gli alimenti biologici abbiano una certificazione e un controllo validi: ICEA, Bioagricert, Ecocert, Codex, Biologico Suolo e Salute, Ecolabel, Demeter, CCPB… Attenzione dunque a quanto viene riportato sulla confezione e a quali prodotti bio acquistiamo: anche se provengono da agricoltura biologica possono contenere farine ra inate, troppo zucchero, oli vegetali non ottimi.


IL PROFILO

Evelina Flachi, nutrizionista, specialista in Scienza dell’Alimentazione e opinionista scientifico, è Presidente della Fondazione italiana per l’educazione alimentare (www.foodedu.it). Giornalista, è membro delle più importanti associazioni scientifiche nazionali di scienza dell’alimentazione e per la prevenzione cardiovascolare. Promuove la nutrizione funzionale per tutte le età e la prevenzione “a tavola” dei più comuni problemi di salute, anche nei suoi libri. Per 18 anni partecipa su Rai 1 alla Prova del cuoco con una sua rubrica di Cibo e Salute che ha dato valore al binomio “gusto e salute a tavola”, oggi seguito da nutrizionisti e chefs. Attualmente è presente con una sua rubrica su Rai 1 ad Uno Mattina e, precedentemente, ha partecipato su Rai 2 a Detto Fatto).