La nostra salute

SIAMO NOI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SALUTE

Volersi bene aiuta a stare bene

MAI COME in questi tempi, abbiamo la possibilità di intervenire in prima persona per migliorare continuamente la nostra salute e il nostro equilibrio psicofisico. La ricerca scientifica e farmaceutica e la medicina raggiungono sempre nuovi traguardi e superano i limiti terapeutici del passato. Ad esempio, rispetto agli anni ‘80 la mortalità è in forte calo per quelle che erano le prime cause di decesso trent’anni fa. La mortalità per malattie del sistema cardiocircolatorio è scesa ben del 64%, del -47% per le malattie del sistema respiratorio; -63% per le patologie dell’apparato digestivo; -87% dal 1985 per l’Hiv/Aids. Numeri altrettanto positivi nella lotta ai tumori: oggi 2 persone su 3 a cui è diagnosticato un cancro sopravvivono dopo 5 anni, mentre trent’anni fa non arrivavano a 1 su 3. Risultati davvero importanti, che arrivano grazie al mix di ricerca, prevenzione, cure appropriate e stile di vita. Perché la medicina fa sì grandi progressi, ma come recitava una vecchia pubblicità, «prevenire è meglio che curare». Ed è qui che entra in gioco il concetto di ‘volersi bene per stare bene’. Volersi bene significa in primo luogo essere consapevoli della propria salute: dai controlli periodici di routine alle campagne di screening, è bene tenere sotto controllo le principali fonti di rischio, per una eventuale diagnosi precoce. E perché no, pensare a una assicurazione sanitaria, per sé e per i propri cari.

MA È NEI PICCOLI gesti quotidiani, quello che viene definito come ‘stile di vita’, che si può davvero intervenire in prima persona per migliorare il benessere di tutta la famiglia. Una alimentazione corretta, l’attività fisica, il giusto riposo sono i passaggi fondamentali per tutti e a tutte le età. Passaggi da personalizzare quanto più possibile, con l’aiuto di medici e professionisti affidabili, perché non esistono le ‘ricette magiche’, la dieta o la routine in palestra superefficaci che valgano a 360°. Senza dimenticare di sorridere: perché un sorriso, e meglio una bella risata, allungano davvero la vita.


È il momento di fare il check up
Batteria di esami per volersi bene

Sarà il medico a prescrivere i test. Indicata una corretta prevenzione

QUASI quasi mi faccio un “tagliando”. In una medicina che punta sempre più sulla diagnosi precoce per cogliere prima possibile eventuali alterazioni, il check up è diventato uno strumento fondamentale nell’ottica di mantenere il benessere. Il ragionamento è semplice: anche il corpo umano, come un’automobile, può infatti andare incontro a fenomeni di usura, che sfociano poi in malattie.

MA ATTENZIONE: non bisogna credere che quanti più esami si fanno, tanto maggiore sia la possibilità di individuare sul nascere una lesione e prendere le opportune contromisure. Sapere in anticipo quali parti possono usurarsi e alterarsi, infatti è davvero difficile.

PENSATE per esempio al cuore. Molto spesso l’infarto arriva senza alcun segnale premonitore, e quindi si presenta a ciel sereno, anche se magari la persona colpita il giorno prima si era sottoposta ad un elettrocardiogramma risultato del tutto negativo. Né c’è da contare molto sulla classica “lastra” al torace per identificare precocemente il tumore polmonare: quando la lesione appare sulla radiografia, sotto forma di una macchia sospetta, spesso la malattia è già avanzata. Ma allora, come bisogna comportarsi? Gli esami vanno fatti su misura del singolo, senza affidarsi troppo alle mode ma seguendo i consigli del medico. Bisogna tenere conto della predisposizione genetica – chi ha avuto i genitori morti per malattie cardiovascolari è ovviamente più a rischio di infarto – e ricordarsi di evitare le cattive abitudini, come il fumo ed un’alimentazione particolarmente ricca di grassi alimentari. Dopo di che, se siamo perfettamente sani e non esistono problemi che possono indirizzare verso la sofferenza di un determinato apparato, si può partire con i test. Ma senza pretendere oltre misura.

SECONDO gli esperti infatti esistono aree dell’organismo per le quali la diagnosi precoce è davvero utilissima e di conseguenza alcuni esami sono basilari. è il caso del Pap-test (oggi sempre più sostituito dal test per l’HPV), della mammografia (nelle fasce d’età indicate) e dell’endoscopia del colon, magari dopo lo screening fatto con la ricerca del sangue occulto delle feci. Con questi test la diagnosi precoce appare fondamentale per individuare qualcosa che non va e procedere tempestivamente ad ulteriori controlli e al trattamento. Per il cuore, al contrario, giocare d’anticipo è davvero difficile. Secondo numerosi studi, ad esempio, l’elettrocardiogramma a riposo difficilmente precorre un possibile rischio futuro di malattia cardiaca a meno che non si manifestino chiaramente, e in quel momento, alterazioni del ritmo. L’esame infatti si limita a fotografare la funzionalità di un cuore a riposo. E’ sicuramente molto più indicato l’esame sotto sforzo perché durante questa indagine il cuore è messo nelle condizioni di lavorare al massimo delle sue potenzialità e quindi diventa più facile percepire un’eventuale carenza circolatoria delle arterie coronariche che conduce a deficit di ossigeno.

IN QUESTA situazione, nel corso dell’esame, si può verificare la comparsa di dolori o alterazioni elettrocardiografiche che mettono in allarme. Ovviamente la situazione cambia se esistono fattori di rischio, come la pressione alta o il colesterolo elevato, o magari perché si soffre di diabete. In questi casi il medico può indicare i controlli da fare. Ed allora, davvero il check up può essere la chiave per scoprire presto se qualcosa non va.


I CONTROLLI PER OGNI FASCIA D’ETÀ

Sotto i 30-35 anni

Se non esistono particolari rischi e non ci sono situazioni preoccupanti, come ad esempio un forte sovrappeso, la visita medica generale andrebbe eseguita comune almeno ogni 2-3 anni. Importante è però verificare con regolarità i valori della pressione arteriosa, non semplicemente limitandosi al controllo in farmacia ma con un attenta valutazione medica nel corso della visita. Se i valori superano i 120 millimetri di mercurio per la massima e i 90 per la minima è necessaria una serie di controlli ravvicinati. Per il resto non dimenticate l’importanza di mantenere accettabile il peso. E’ utilissimo misurare l’indice di massa corporea, che si calcola dividendo il valore del peso espresso in kilogrammi per il quadrato dell’altezza espressa in metri. Se i valore è elevato, occorre correre ai ripari con un’alimentazione più attenta e, soprattutto, una regolare attività fisica la cui utilità è spesso dimenticata. Controlli regolari sono infine consigliabili per i denti, per gli occhi e per la pelle se ci sono nei. Se per le ragazze occorre andare dal ginecologo, per i maschietti è sempre meglio una valutazione della salute dei testicoli da parte del medico.

Tra i 35 e i 50 anni

Se non l’avete ancora fatto, è arrivato il momento di fare un check up più approfondito che vada a controllare la situazione del metabolismo, con attenzione particolare per i fattori di rischio cardiovascolare e per la salute del fegato e dei reni (utile è anche l’esame delle urine). Tra gli esami indicati ci sono l’emocromo con formula (misurazione numero globuli rossi, emoglobina, piastrine, globuli bianchi con specifici sottogruppi per valutare la natura di eventuali infezioni), la glicemia, i test per la tiroide e altro. Per il resto, oltre alla visita medica annuale, conviene eseguire con regolarità una visita dermatologica, una spirometria per controllare lo stato dei bronchi e dei polmoni, un elettrocardiogramma a riposo e sotto sforzo. Bisogna poi proseguire con le visite specialistiche, soprattutto per monitorare la salute degli occhi e della dentatura. Per i maschietti che si avvicinano ai 50 anni comincia ad essere utile la valutazione del Psa (Antigene prostato-specifico) mentre per le donne oltre all’HPV-test regolare se il medico lo ritiene inizia il monitoraggio della salute del seno attraverso la mammografia, senza dimenticare l’abitudine dell’autopalpazione.

Tra i 50 e i 70 anni

Se si è presentato qualche acciacco forse è il caso di puntare l’attenzione su organi specifici. Ma per chi non ha problemi, oltre ai regolari esami del sangue e al controllo della pressione, inizia la fase in cui occorre puntare forte sugli screening. Ogni due anni, ad esempio, sarebbe importante fare il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci per indirizzare a controlli mirati dell’intestino e a cadenze prefissate, per le donne, sono indicate mammografia e/o ecografia mammaria mentre per i maschi è utile la misurazione del Psa. Per quanto riguarda la vista le visite vanno approfondite e non solo perché magari si inizia ad aver bisogno degli occhiali, ma anche per cogliere eventuali aumenti della pressione intraoculare che possono segnalare un glaucoma. Altro senso da controllare è l’udito, con un esame audiometrico. Per il cuore, oltre all’elettrocardiogramma sotto sforzo, può essere utile un primo controllo doppler dei vasi del collo, soprattutto se ci sono fattori di rischio cardiovascolari. Per chi non ha mai fatto esami è il momento di un’ecotomografia addominale e, soprattutto per le donne, di una prima mineralometria ossea computerizzata.

2018-09-28T09:22:20+00:00 Argomento: FAMIGLIA|Speciale |