«Serve una corretta educazione sessuale»

La Società Italiana di Malattie Infettive (Simit): «C’è molto da fare sulla prevenzione, e bisogna agire senza pregiudizi»

di Alessandro Malpelo

QUINDICIMILA PERSONE in Italia non sanno di essere sieropositive. Chi segue scrupolosamente la terapia antiretrovirale non è più contagioso, ma si scontra con la di idenza e i pregiudizi. Manca ancora un vaccino per fermare l’Aids, anche se uno studio che sta per essere avviato anche in Italia potrebbe riservarci qualche sorpresa. Queste le principali criticità nella lotta all’Hiv. «C’è molto da fare dal punto di vista dell’educazione – ha spiegato Massimo Galli, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive (Simit) –, un’educazione sessuale corretta, che rispetti tutti gli orientamenti sarebbe importante. Oggi si infettano giovani uomini che fanno sesso con altri uomini, che conidano nel fatto che c’è una cura, ma anche eterosessuali che ancora pensano che il contagio sia una cosa che non li riguarda. Il virus va cercato anche tra i migranti, senza nessun pregiudizio, soprattutto se provengono da paesi dove ci sono molti casi».
A distanza di quasi 30 anni dalla Legge 135 rimangono ancora questioni irrisolte, prima fra tutte il persistere della di usione dell’infezione, complice lo scarso, tardivo ricorso al test HIV in Italia e l’evidente caduta d’attenzione sul tema prevenzione. «L’u icio legislativo del ministero della Salute con il supporto del Garante all’infanzia sta lavorando a uno schema di norma per consentire il test Hiv anche ai minori sopra i 13 anni senza l’autorizzazione dei genitori ». Lo ha detto il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri a proposito del piano nazionale per contrastare Hiv e Aids. Sileri ha aggiunto che «è pronto un documento per gli interventi sulla popolazione in carcere che attende il via libera dal Guardasigilli. Durante la detenzione infatti c’è chi interrompe le cure o tace la propria sieropositività ». Con le Regioni, «stiamo predisponendo un’unica scheda di segnalazione uniforme per tutto il territorio nazionale, il passo ulteriore sarà «una cartella clinica nazionale, elettronica» e anonima. Per riuscire a eradicare il virus sarebbe utile un vaccino preventivo.
In questo senso ci sono speranze su uno studio internazionale, chiamato Mosaico, che arruolerà 3800 persone in otto paesi tra cui l’Italia per testare un candidato che nelle prime fasi ha dato buoni risultati. «Per ora dobbiamo analizzare cosa fa il vaccino, se è ben tollerato e se dà una buona risposta immunitaria – ha spiegato Adriano Lazzarin dell’ospedale San Ra aele di Milano –. Ci si aspetta che questo test riesca a farci capire se e perché funziona e aprire la strada a uno studio più ampio di e icacia». Ormai è imminente la pubblicazione della relazione annuale che il Ministero invia al Parlamento. In Italia l’Aids è sostanzialmente sotto controllo, ma serve più educazione a partire dalle scuole. Per il viceministro alla Salute, negli ultimi anni di questi temi si è parlato poco, male e in luoghi poco indicati a raggiungere la popolazione a rischio, che è molto diversa da quella di 20- 30 anni fa.


La risonanza di precisione sfrutta l’intelligenza artificiale

Il dottor Alfredo Goddi: «Si può applicare a sclerosi multipla, demenza,
morbo di Alzheimer, epilessia e malattie traumatiche croniche»

di Gloria Ciabattoni

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE affianca il medico: è ciò che avviene al Centro Medico SME – Diagnostica per Immagini di Varese, (www. sme-diagnosticaperimmagini.it). Spiega il Dr. Alfredo Goddi, specialista in Radiologia e Direttore Sanitario: «La nostra struttura ha fatto un grosso salto tecnologico grazie all’intelligenza artiiciale applicata alla diagnostica per immagini, e nel monitoraggio della terapia: grazie agli algoritmi dell’intelligenza artiiciale si raggiungono risultati di estrema precisione».
Qualche esempio in fase di sviluppo?
«Analisi di radiograie del torace per identiicare noduli polmonari o pneumotorace, patologie di icili da individuare visivamente. O analisi delle ossa di una mano per stabilire l’età esatta di un bambino. Le applicazioni al momento disponibili riguardano l’analisi di immagini di Risonanza Magnetica per la diagnosi di sclerosi multipla, demenza, morbo di Alzheimer, epilessia e malattie traumatiche croniche. Ad esempio, il morbo di Alzheimer porta ad un’atro- ia delle strutture celebrali, ed è fondamentale veriicare se ci sono riduzioni di volume nel cervello, cosa di icile da capire ad occhio nudo, mentre l’intelligenza artiiciale può calcolare con precisione il volume di ogni parte del cervello, estraendo i valori numerici delle singole aree anatomiche. Ciò ci consente di veriicare nel tempo se sono avvenute modiicazioni».
Siete dei pionieri in questo avanzamento tecnologico?
«Siamo fra i primi in Italia. Ci rivolgiamo ad un centro di elaborazione dati in Belgio, che applica gli algoritmi di analisi avanzata alle immagini TC o RM che noi inviamo. Ci tengo a sottolineare che l’intelligenza artiiciale non sostituisce il lavoro del medico, ma è un supporto per avere dalle immagini diagnostiche sempre più informazioni, che l’occhio umano non è capace di captare completamente ».