ANIMALI

Cappotto e cuccia, così Fido non ha freddo

I cani patiscono i rigori invernali a seconda della razza e dell’età. Ecco come aiutarli

di Gloria Ciabattoni

CON L’ARRIVO DELL’INVERNO cambiano le nostre abitudini, ma cambiano anche quelle dei cani. Che spesso so rono il freddo. Bisogna ricordare che la temperatura corporea del cane è di 38 gradi, quindi sente meno il freddo di noi, ad esempio una casa riscaldata a 18 gradi a noi può sembrare troppo fresca, mentre per lui è ottimale.
Non tutte le razze, naturalmente, reagiscono nello stesso modo, ad esempio un Husky non ha certo paura del termometro sotto zero, anzi si acciambella sulla neve, si copre il naso con la coda (che gli fa da sciarpa: iltra l’aria attraverso il pelo per non respirarla gelata) e si fa delle belle dormite. Diverso naturalmente il comportamento di un chihuahua che comincia a tremare appena fa freschino. Di solito più l’animale è piccolo più è delicato, e i cani che sopportano meglio il freddo sono quelli con un sottopelo folto.
Cappotto: si o no? Basterà osservare il comportamento del cane: se trema, capotto sì o in alternativa, se è piccolo, lo si può portare fuori in un’apposita borsa. Più del freddo è dannosa l’umidità, quindi dopo una corsa sotto lo pioggia o su un prato bagnato si dovrà asciugare bene il cane, soprattutto nella pancia, per evitare che si prenda un malanno. Cuccioli e cani anziani sono i più sensibili al freddo, quindi vanno portati fuori coperti. Se il cane vive in casa, si dovrà fare attenzione agli sbalzi di temperatura, ad esempio mai farlo passare bruscamente dal calduccio dei 20 e passa gradi della casa, a sotto zero.
Si può far indossare all’animale un cappottino e poi toglierlo quando si sarà scaldato con qualche corsa. Ancora, se il cane dorme in una cuccia esterna, bisognerà collocarla un po’ sopraelevata a inché non entri acqua, con l’entrata in direzione opposta a quella in cui so ia il vento. E ancora, occorre accertarsi che sia ben coibentata e, ancor meglio, riscaldata, e che panni e coperte siano asciutte. Una ciotola d’acqua è indispensabile, ma non dovrà essere troppo fredda.
Un aspetto particolare riguarda il cibo: con il freddo Fido deve mangiare di più, soprattutto se è un animale che ama le corse all’aperto. Quindi bisognerà aumentare le dosi di carboidrati, grassi, vitamine, preferibilmente suddividendo i pasti in due o tre volte al giorno, in modo tale che l’animale abbia sempre una riserva di calorie. Diverso è il caso di un cane anziano, o particolarmente sedentario: in questi casi basterà aumentare la pappa di poco e, su consiglio del veterinario, somministrargli se è il caso qualche integratore che lo aiuti a potenziare le difese immunitarie.


LA SALUTE INIZIA A TAVOLA

Dalla dieta mediterranea ricette light per i diabetici

Molte ibre, pochi grassi e carboidrati da frutta, legumi e vegetali

DALLE FAVE e cicoria pugliesi alla minestra di fagioli e cavolo alla iorentina, dalla zuppa di zucca alla milanese agli arancini e caponata ‘light’ siciliani: è un vero e proprio ‘giro d’Italia’ a tavola con ricette rigorosamente ‘diabetically correct’, quello proposto dalla Società italiana di diabetologia. La dieta ideale per la prevenzione e il trattamento delle persone con diabete, spiegano i diabetologi, prevede una alimentazione ricca di ibre (da ortaggi, frutta, cereali non ra inati) e povera di grassi animali, mentre le fonti di carboidrati da preferire sono cereali integrali, frutta, legumi e vegetali. Inoltre, un’introduzione moderata di alcol, ino a 10 grammi al giorno nella donna e 20 grammi al giorno nell’uomo, è accettabile, tranne che nei soggetti obesi o con elevati valori di trigliceridi.


ABITUDINI ALIMENTARI

Mai senza cappuccino: a colazione è
il preferito da nove italiani su dieci
Il consumo cresce per Millennials e Generazione Z

Per l’88% degli italiani la colazione con il cappuccino è imprescindibile. Di questi l’85% sceglie di farla a casa: gli italiani bevono in media un cappuccino al giorno, principalmente nella classica tazza bianca grande. Il 49% lo consuma da solo mentre il 40% mangiando biscotti. Inoltre, un 40% lo beve da solo al mattino e il rimanente 60% lo beve con altre persone, a testimoniare che la seconda leva di consumo è la qualità del tempo speso insieme. E a quanto sembra il cappuccino piace molto anche ai giovani: negli ultimi a crescere maggiormente nel consumo sono i Millennials e Generazione Z, per i quali è un modo per concedersi una coccola. In particolare i Millennial, preferendo bevande poco forti e più legate al mondo dell’indulgence, hanno contribuito alla crescita di tutto ciò che è a base latte e ca è (White Cup), mentre la Generazione Z, ancora nel momento di passaggio tra il non consumo di ca è (proibito dai genitori o non particolarmente amato perché troppo forte e amaro) ne fanno un uso legato al weekend o alle grandi occasioni, confermando un bisogno di relax rispetto a quello prettamente sociale e funzionale degli adulti.


PREVENZIONE

Test facile con la saliva per prevenire problemi cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari possono essere prevenute: grazie a test genetici e ad analisi di laboratorio innovative (ed economicamente alla portata di tutti) ogni cittadino può arginare la malattia prima che si sviluppi. È quanto emerso a Bologna dal convegno ‘Medicina Predittiva Clinica e Laboratorio per le Malattie Cardiovascolari’, proposto dal Laboratorio di Analisi dr. Caravelli e da TPE EuroGenLab. «L’arteriosclerosi ostruisce le arterie ino a causare, talvolta, infarto, aneurisma, insu icienza renale, ictus con paralisi. Oggi con un semplice prelievo di saliva si possono curare in via preventiva persone, anche molto giovani e sane, che in futuro svilupperanno una fortissima possibilità di ammalarsi» dichiara il prof. Antonio Vittorino Gaddi, Presidente Consiglio Scientiico EuroGenLab di Bologna, e continua: «Servono dunque strumenti innovativi e una forte collaborazione con medici di medicina generale e specialisti – come proposto dal Progetto Genetica Amica, coordinato dal dottor Pasquale Ortasi, medico di famiglia – e un’attenzione anche da parte dei cittadini, anche attraverso organizzazioni come Centrum Cordis, ideato dal cardiochirurgo Vito Romano». «Oggi i medici addirittura potrebbero evitare che i loro pazienti si ammalino» a erma la dott. ssa Giovanna Cenni, Direttore del Laboratorio di Analisi Dr. Caravelli. «Dal 2011 disponiamo di un laboratorio molecolare di genetica dove eseguiamo esami che individuano eventuali mutazioni geniche che potrebbero essere presenti negli individui e scatenare una patologia». Gli strumenti di medicina predittiva si possono applicare alla stima del rischio cardiovascolare globale, alle diagnosi di aterotrombosi, di iperlipidemie familiari, di diatesi tromboilica e altre condizioni correlate con le malattie cardiovascolari.