Percorsi salute

La sfida degli ospedali di domani
Hi-tech su misura per i pazienti

La richiesta è avere luoghi di cura moderni e servizi accessibili

PROGETTARE luoghi di cura vivibili. L’innovazione nelle terapie procede di pari passo con l’ammodernamento degli ambulatori e con la creazione di ospedali ipertecnologici, senza perdere di vista la centralità dell’uomo e la sostenibilità ambientale. Emblematica in questi giorni la posa della prima pietra del nuovo polo chirurgico e delle urgenze dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Progetto di Mario Cucinella Architects (foto a lato), layout improntato alla razionalità, caratterizzato dalla gestione oculata degli spazi di collegamento verticali e orizzontali e dal massimo sfruttamento della luce naturale. Altra novità di rilievo, uscita sulla stampa, il progetto firmato dall’architetto Renzo Piano che sarà realizzato vicino all’ospedale Bellaria di Bologna, in un’area della Fondazione Hospice Maria Teresa Chiantore Seragnoli (ente che finanzia il progetto). L’idea è quella di un edificio che si solleva dal terreno per soggiornare in uno spazio leggero e luminoso, alleviare il dolore di chi ci abita, vivere tra gli alberi, come per assecondare i giochi e i sogni dei bambini. L’idea di libertà della casa sugli alberi è ispirata alla natura. Gli ospedali modello si evolvono, seguendo gli stili di vita moderni. E si evolvono le tecnologie cosiddette smart. Dalle cliniche ai villaggi, dalle case della salute ai punti prelievo, la richiesta è di avere luoghi di cura accessibili sfruttando le tecnologie e il design per limitare i movimenti da casa. In questo senso si inseriscono le app che consentono di scaricare referti, aggiornare la propria cartella clinica, dialogare con un medico di famiglia o uno specialistica, comunicare con gli sportelli dell’azienda sanitaria senza essere costretti, come purtroppo accade ancora oggi, a fare la fila in un ufficio prendendo il numero e attendendo la chiamata, per cose risolvibili via email. Tra i servizi online che le aziende sanitarie devono assicurare c’è l’interfaccia per prenotazione esami, analisi, visite specialistiche e per pagare gli importi mediante transazioni elettroniche.

C’È POI IL GRANDE capitolo dei social media e della medicina su internet. Sulla base dei modelli di successo diffusi all’estero, si fanno strada siti come Dottori.it, che offrono un aiuto per la ricerca del medico, e si pongono di fatto in concorrenza diretta con il servizio sanitario pubblico: immediatezza senza burocrazia, con la possibilità di prenotare la visita online, 24 ore su 24. Molte le prestazioni che costano meno del rispettivo ticket. Sito e app gestiscono qualcosa come 18mila agende di medici specialisti, posizioni che grazie al portale arrivano a snellire il rapporto con i clienti, aggiornando in modo semplice e veloce gli appuntamenti.


Visite in ambulatorio e day hospital
Azioni per sfoltire le liste d’attesa

Detrazioni sanitarie, deducibili anche omeopatia e fisioterapia

DALLE PRESTAZIONI specialistiche, alle analisi e ricoveri, dall’acquisto di alimenti speciali e di prodotti omeopatici, alle sedute di fisioterapia fino ai medicinali acquistati all’estero. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida alle agevolazioni fiscali sulle spese sanitarie con tutte le novità e la lista delle detrazioni che è possibile richiedere a partire dalle dichiarazioni dei redditi del 2019. Di pari passo con le agevolazioni, sono necessarie azioni per garantire accessibilità alle cure e alle visite in ambulatorio e day hospital. Le liste d’attesa sono lo scoglio da superare.

PER LE SPESE sanitarie è riconosciuta una detrazione dall’Irpef di una percentuale della spesa sostenuta (19%) per la parte eccedente l’importo di 129,11 euro (la cosiddetta franchigia). Nella dichiarazione precompilata, quest’anno, compaiono 720 milioni di dati inerenti spese sanitarie sostenute nel 2017 e comunicati all’Agenzia da farmacie, studi medici, cliniche, ospedali. Le spese per le quali si ha diritto alla detrazione Irpef (19%) sono quelle relative a prestazioni rese da un medico generico non specialista (incluse quelle di medicina omeopatica); acquisto di medicinali (anche omeopatici), farmaci da banco o con ricetta del medico; acquisto di alimenti a fini medici speciali, con esclusione di quelli destinati ai lattanti; prestazioni specialistiche.

L’ELENCO prevede anche detrazioni per analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, terapie; prestazioni chirurgiche; ricoveri per degenze o collegati a interventi chirurgici; trapianto di organi; cure termali (escluse le spese di viaggio e soggiorno); acquisto o noleggio di dispositivi medici e attrezzature (comprese le protesi sanitarie). Infine, sono detraibili nella stessa misura del 19%, come riporta la guida dell’Agenzia delle Entrate, le spese di assistenza infermieristica e riabilitativa (per esempio, fisioterapia, kinesiterapia, laser) e le spese per prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale; o addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale. Nel dubbio occorre consultare sempre l’elenco originale.

UNO DEGLI EFFETTI più evidenti della progressiva riduzione delle risorse, registrata in questi anni, si rileva nell’analisi dell’incremento del fenomeno delle liste d’attesa per l’accesso alle prestazioni sanitarie. «Chiediamo al Governo di consentire alle Regioni di utilizzare i Fondi, anche quelli non ordinari – afferma Barbara Cittadini, presidente Aiop, Associazione Italiana Ospedalità Privata – avvalendosi dell’apporto delle strutture ospedaliere accreditate. Occorre rimodulare il sistema potenziando il ruolo del privato accreditato che è parte integrante della rete, per ampliare l’offerta di servizi e prestazioni sul territorio e garantire agli italiani una risposta efficace, efficiente e tempestiva ai loro bisogni di salute».


Lo screening presso le farmacie
Così la prevenzione è più vicina

Dal diabete all’ipertensione, le campagne di utilità sociale

LA FARMACIA ha fatto passi da gigante, oggi è integrata a pieno titolo nel sistema sanitario e promuove attivamente i sani stili di vita. Sovrappeso, ipertensione, cuore e arterie, osteoporosi, apparato respiratorio, equilibrio, allergie, pelle: non si contano le iniziative a tutela della salute finalizzate alla prevenzione che si svolgono capillarmente.

UN ESEMPIO tra i tanti, si terrà da lunedì 12 novembre a domenica 18, in concomitanza con la Giornata Mondiale del Diabete in calendario il 14 novembre, la seconda edizione del DiaDay. Le farmacie che partecipano all’iniziativa proporranno l’autoanalisi gratuita della glicemia e sottoporranno ai cittadini un questionario anonimo, convalidato dalla comunità scientifica internazionale per valutare il rischio di sviluppare la malattia diabetica nei prossimi dieci anni e l’aderenza alla terapia.

I RISULTATI del test glicemico sono consegnati immediatamente e, nel caso in cui i valori lo richiedano, è pronto l’invito a rivolgersi al medico. L’anno scorso hanno hanno aderito alla campagna oltre 7mila farmacie che hanno sottoposto a screening oltre 160mila persone su tutto il territorio nazionale, individuando oltre 4.400 diabetici che non sapevano di esserlo e quasi 19mila casi a rischio (sindrome metabolica). I fattori di rischio relativi alle malattie cardiovascolari derivano da attività strettamente legate agli stili di vita della nostra epoca: eccesso di zuccheri, grassi, fumo, sedentarietà, obesità.

«ABBASSO LA PRESSIONE!» è lo slogan che accomagna una iniziativa che si è tenuta nelle farmacie in occasione della Giornata Mondiale contro l’Ipertensione, e proprio in questi giorni Federfarma, in collaborazione con Siia, la Società italiana ipertensione arteriosa, ha annunciato i risultati della grande mobilitazione. Una miriade di persone a rischio ha preso consapevolezza e ha scelto di correggere i propri stili di vita seduta stante. TENERE sotto controllo pressione arteriosa, glicemia, colesterolo e peso significa fare prevenzione, così avviene anche nella campagna nazionale intitolata «Ci sta a cuore il tuo cuore», offerta dalla rete di farmacie Apoteca Natura, di cui riferiamo in altra pagina. Si tratta di una iniziativa in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) e con l’Associazione Medici Diabetologi (AMD). Esistono anche iniziative di carattere locale (su scala provinciale o regionale) come succede nella campagna contro il tumore del colon-retto in Emilia Romagna, in questo caso le farmacie del territorio sono coinvolte per distribuire il kit e nelle zone rurali anche per il ritiro dei campioni.

ALTRI SCREENING in altre regioni, in Umbria ad esempio il modello di farmacia dei servizi ha promosso controlli per l’asma allergico e la Bpco, broncopneumopatia cronica ostruttiva, e in campo dermatologico per la psoriasi. Sempre in ambito respiratorio, si sono realizzate campagne per sensibilizzare contro i danni del fumo con misurazioni della ventilazione e capacità polmonare (propedeutiche alla spirometria) nelle farmacie della rete Alphega. L’elenco è lungo, ci sono iniziative per decine e decine di affezioni. Per aderire è sufficiente affidarsi al farmacista di fiducia, quello più vicino sotto casa.

Alessandro Malpelo


FEDERTERME

Stabilimenti termali e spa
Una risorsa per la medicina

L’ITALIA vanta il maggior numero di stabilimenti termali in Europa, strutture moderne dove i trattamenti per la cura della persona, promossi da Federterme, riescono a coniugare la medicina e il benessere con le prove di efficacia. Anche il termine spa, per molti incomprensibile, deriva in realtà dal latino Salus per Aquam, l’acqua è fonte di cura e di salute.

LA MEDICINA termale così come la talassoterapia utilizzano l’acqua per curare stati infiammatori cronici e patologie respiratorie, allo stesso modo nella terapia idropinica è l’acqua termale in bibita a portare benessere agli apparati epato-biliare, cardio-circolatorio, gastro-intestinale, urinario. Bere acqua minerale ad alto residuo fisso è anche il modo più semplice per apportare al nostro organismo i minerali utili alle nostre ossa e a rafforzare lo smalto dei nostri denti, con minerali quali il calcio, il magnesio, il fluoro.


GERIATRIA CURE SUL TERRITORIO, UN MILIONE DI PERSONE DA SEGUIRE A DOMICILIO

Assistenza agli anziani, la scommessa è qui

LA GIORNATA mondiale dell’Alzheimer ha acceso i riflettori su una malattia che in Italia affligge il 5 per cento della popolazione over 65, un milione di persone. Nei prossimi dieci anni otto milioni di anziani si troveranno a fare i conti con problemi del tipo ipertensione, diabete, demenza, malattie cardiovascolari e respiratorie. «Curarli tutti in ospedale – ha affermato Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva – equivarrebbe a trasformare le nostre città in reparti per lungodegenti a cielo aperto. È evidente che le cure sul territorio rappresentano più che un’opzione, un obbligo per dare risposte alle fragilità e alla non autosufficienza dei nostri anziani».

LE STIME Istat per Italia Longeva ci dicono che, nel 2030, potrebbero arrivare a 4 milioni e mezzo gli ultra 65enni che vivranno da soli, e di questi, 1 milione e 200mila avrà più di 85 anni». Il potenziamento dell’assistenza domiciliare e della residenzialità fondata sulla rete territoriale di presidi sociosanitari e socioassistenziali, a oggi ancora un privilegio per pochi, con forti disomogeneità a livello regionale, non è più procrastinabile anche in funzione di equilibri sociali destinati a scomparire, con la progressiva riduzione di persone giovani all’interno dei nuclei familiari.

«LE FAMIGLIE – commenta ancora Bernabei – pilastro del nostro welfare, saranno sempre meno numerose, pertanto i servizi sociosanitari, che già oggi coprono solo un quarto del fabbisogno, dovranno essere integrati dal supporto di badanti, da nuove forme di mutualità e, probabilmente, da un ritorno allo spirito di comunità. C’è poi la disabilità – aggiunge Bernabei – che nel 2030 interesserà 5 milioni di anziani, e diventerà la vera emergenza del futuro e il principale problema di sostenibilità economica nel nostro Paese. Essere disabile vuol dire avere bisogno di cure a lungo termine che, solo nel 2016, hanno assorbito 15 miliardi di euro, dei quali ben tre miliardi e mezzo pagati di tasca propria dalle famiglie».

UN BANCO di prova consiste nella Long-Term Care: «Dobbiamo evitare che l’Italia diventi un enorme e disorganizzato ospizio – conclude il professor Bernabei – nel quale resteranno pochi giovani costretti a lavorare a più non posso per sostenere milioni di anziani soli e disabili. A quel punto prevenire le malattie non basterà. Visto il numero di over85, bisognerà far fronte alla inevitabile perdita di autonomia, investendo in reti assistenziali, competenze e tecnologia, la famosa tecnoassistenza, in altre parole, scommettere su una Long-Term Care si rivelerà il vero banco di prova per il futuro del Paese».

2018-09-28T09:16:48+00:00 Argomento: FAMIGLIA|Speciale |