Togliamo il sale dalla lista della spesa

Dalla nutraceutica arriva un aiuto fondamentale per combattere i fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, e non solo

di Alessandro Malpelo

SECONDO l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un terzo delle malattie cardiovascolari si potrebbero prevenire grazie a una sana alimentazione. La nutraceutica ha promosso studi per normalizzare, senza ricorso alla chimica, i classici parametri che tutti dovremmo controllare, pressione del sangue e colesterolo prima di tutto. Gli integratori nutraceutici sono titolati, cioè sull’etichetta si ritrovano con esattezza i principi attivi introdotti, la loro concentrazione, gli e etti sono veriicati. Dunque il punto è come avvalersi dei nutraceutici per combattere i fattori di rischio che possono aprire la strada a coronaropatie, ictus, sovrappeso e altri disturbi che mettono in dif- icoltà cuore e arterie. Ne parliamo con Arrigo F. G. Cicero, presidente Sinut, Società italiana di nutraceutica.

Professore, iniziamo dall’alimentazione. Quale atteggiamento dobbiamo tenere al supermercato, per fare una spesa amica del cuore?

«La prima regola per la massaia, ma per chiunque vorrei dire, è intuitiva: leggere sempre le etichette. Controllare in particolare il contenuto di sodio, specie nei prodotti confezionati. Controllare la quantità di sale aggiunto e, valutare caso per caso».

Nella dieta aggiungiamo sale, per dare sapore ai piatti, e questo spiega perché si registrano tantissimi casi di ipertensione. Gli specialisti cosa raccomandano?

«Assieme al professor Claudio Ferri, presidente della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, abbiamo elaborato un documento di consenso dove si indicano i valori ottimali di pressione per prevenire le malattie cardiovascolari (sotto i 130/80 per la maggior parte della popolazione generale) e come migliorare la dieta e gli stili di vita, eventualmente utilizzando integratori testati clinicamente».

Possiamo fare qualche esempio?

«Tra gli integratori più e icaci e sicuri possiamo citare l’estratto di barbietola, il magnesio, la vitamina C, l karkadé ed i semi di sesamo. Occorre però evitare il fai da te, farsi seguire sempre dal medico. Anche perché quel che fa bene a piccole dosi può diventare dannoso se preso in eccesso».

In che modo cautelarsi?

«Fondamentalmente, prima di assumere integratori potenzialmente utili per abbassare la pressione è comunque utile che la condizione sia inquadrata dal medico di medicina generale, per evitare di sottostimare condizioni potenzialmente pericolose».

La pressione alta insomma, è il nemico tra i più temibili. Chi sta lavorando per abbassare ulteriormente il rischio?

«La Società europea dell’ipertensione (ESH) si sta muovendo in questo senso, con un documento coordinato dal professor Claudio Borghi dell’Università di Bologna. Lo scopo dicevamo è quello di indicare come inluire, attraverso la dieta, sui valori di pressione arteriosa, ripristinando un corretto equilibrio».

La natura è una miniera di risorse per l’organismo, basti pensare agli antiossidanti. Chi sta studiando oggi l’impiego di nutraceutici per l’apparato cardiovascolare?

«Abbiamo tantissimi autori impegnati nella ricerca. Tra le indagini più recenti potrei citare il lavoro della collega Valentina Mercurio, lo studio clinico condotto congiuntamente dalle Università di Napoli e Perugia, che mostra come integratori progettati per ridurre il livello di colesterolo nel sangue possono anche avere effetti positivi anche sulla salute della parete del cuore».


Movimento e tanti cibi sani
Buone abitudini fin da bambini

Ricerca dell’Università di Oxford: lo stile di vita sano si impara da piccoli

di Federico Mereta

NON ASPETTATE di essere grandi per cominciare al cuore. E fate in modo che i bambini assumano le giusta abitudini per proteggere il cuore, magari invitandoli ad andare a scuola a piedi, a scegliere gli alimenti più salutari preferendo frutta e verdura, e mantenersi in forma combattendo l’eventuale ‘pancia’ legata ad uno stile di vita errato. Perché? Per il cuore si comincia a proteggere in da piccoli, stando a quanto riporta una ricerca condotta all’Università di Oxford e presentata al Congresso Europeo di Cardiologia tenutosi a Parigi. Gli studiosi hanno raccolto le informazioni relative a 40.000 bambini ed adolescenti in diversi Paesi, per poi vedere cosa era successo alla loro salute cinquant’anni dopo. Sono stati considerati i problemi come infarto ed ictus, in particolare se questi richiedevano il ricovero in ospedale. Risultato: sovrappeso ipertensione ed aumento del colesterolo in età infantile e giovanile hanno portato ad una crescita preoccupante dei rischi. Particolare attenzione va prestata al fumo, sempre più di uso tra i teen-agers. Pensate solo che quando si inizia con il vizio da ragazzi il rischio di avere di icoltà a cuore e arterie aumenta. Meglio prevenire