Prima regola: evitare i rischi

Rapporti sessuali protetti contro HIV e contro virus, batteri e funghi. Quali sono i test di controllo

di Maurizio Maria Fossati

SE IN FATTO DI SALUTE ‘prevenire è meglio che curare’, nell’ambito delle malattie sessuali adottare un comportamento di prevenzione diventa prioritario, anzi doveroso in quanto il rapporto sessuale gioca un ruolo fondamentale nella di usione delle infezioni. E la prevenzione si basa fondamentalmente su due pilastri: la protezione meccanica durante i rapporti, cioè l’uso del preservativo, e le vaccinazioni oggi disponibili. «Contro la possibilità di contagio non dobbiamo mai abbassare la guardia – afferma Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’IRCCS Galeazzi –. Soprattutto nei periodi di vacanza si possono presentare situazioni allettanti che potrebbero indurci a trasgredire. Guai perdere il controllo, il senso della responsabilità, e lasciarsi andare perché potremmo giocarci la salute e addirittura la vita». Attenzione, quindi, anche all’abuso di alcolici e alle droghe che potrebbero alterare la percezione del rischio.
Le possibilità di incappare in una malattia, infatti, sono tante. Le patologie più preoccupanti sono quelle dovute alla trasmissione virale. Basta pensare all’Hiv, alle epatiti A, B e C, al papilloma virus umano, all’herpes simplex. Ma anche i batteri non scherzano: possono procurare gonorrea, siilide, e clamidia. I funghi, poi, sono responsabili della candida e i protozoi (microrganismi unicellulari) della tricomoniasi. Un panorama complesso e minaccioso.
«In ogni caso ‘prevenire’ è la parola d’ordine – ribadisce Pregliasco –. È bene che tutti conoscano i rischi e le diverse vie di trasmissione. Ma tenete conto che vaccinarsi contro una malattia, come per esempio l’Hpv, non protegge dalle altre possibili infezioni. Se un rapporto è occasionale, deve sempre essere adeguatamente protetto». Bisogna inoltre evitare la condivisione di spazzolini da denti, aghi, rasoi e di tutti gli oggetti che possono danneggiare la pelle o le mucose permettendo la facile trasmissione di virus e batteri. E possono essere a rischio anche i tatuaggi e i piercing, se eseguiti con strumenti non perfettamente sterilizzati e in ambienti non adeguati.
Per prevenire l’infezione da papilloma virus (Hpv) e da epatite A e B è possibile vaccinarsi. La vaccinazione anti-Hpv viene oggi e ettuata gratuitamente a femmine e maschi in età adolescenziale (12 anni). La vaccinazione anti-epatite B è invece stata inserita nel mix vaccinale gratuito dispensato dal pediatra a partire dai 3 mesi di vita del neonato.
Alcune, tra le diverse infezioni sessualmente trasmesse si risolvono in pochi giorni o settimane senza lasciare conseguenze, come nel caso della candida. Altre possono decorrere in modo del tutto asintomatico per molto tempo, ma causando serie alterazioni funzionali di alcuni organi come, per esempio, nel caso dell’Hiv o della clamidia che causa danni a carico delle tube con conseguente infertilità. In ogni caso, qualora si nutrano sospetti, sarà bene controllare se compaiono piaghe nelle zone genitali, anali o in bocca, se si veriicano secrezioni dal pene o perdite vaginali, ingrossamenti dei linfonodi soprattutto nell’area inguinale, bruciori, pruriti locali, dolori pelvici e febbri persistenti. Nel caso di dubbi per infezione da Hiv, la diagnosi viene formulata con un esame del sangue (test ELISA) in grado di rilevare la presenza degli anticorpi speciici del virus. E, comunque, un test ELISA positivo deve essere sempre confermato da un ulteriore test Western Blot. Nei primi mesi dopo un eventuale contagio (il cosiddetto periodo inestra) il virus può non essere ancora rilevabile. Oggi, però, esistono test precoci (antigene p24) per determinare la positività all’infezione.


Pap test e vaccino: il papilloma virus
si batte anche con prevenzione e controlli

Alcuni ceppi possono causare lesioni precancerose agli organi genitali

L’INFEZIONE da Papilloma virus umano (Hpv) è una delle più frequenti malattie sessualmente trasmesse e colpisce più facilmente le persone con sistema immunitario fragile. Le manifestazioni del papilloma virus possono essere diverse e dipendono dal ceppo virale con il quale si è entrati in contatto. Il virus si replica sfruttando le cellule della cute e delle mucose e causando la formazioni di condilomi e papillomi. In pratica si riscontrano piccole escrescenze che possono essere singole, a grappolo o piatte. Queste formazioni possono nascere sui genitali maschili e femminili (glande, pene, scroto per l’uomo, perineo, vagina, utero, cervice uterina per la donna) nell’area anale e perineale. I ceppi di Hpv che possono provocare il cancro solitamente mostrano lesioni. Oltre all’impiego del preservativo, le norme di prevenzione consigliano alle donne sessualmente attive periodiche visite ginecologiche e il Pap test, meglio se abbinato alla ricerca del Dna virale. Agli adolescenti di entrambi i sessi, a 12 anni viene somministrato il vaccino, consigliato anche alla popolazione adulta o già infettata dal virus.

M. M. F.


LE CONSEGUENZE

Tre tipi di epatite
Danni diversi per il fegato

L’epatite A è un’infezione contagiosa che può compromettere le funzioni del fegato. È causata dal virus Hav. Il contagio può avvenire in occasione di rapporti sessuali orali o attraverso l’ingestione di acqua o cibo contaminati. La maggior parte delle persone che contrae l’epatite A guarisce nell’arco di un mese senza che il fegato subisca danni permanenti. Dopo la guarigione, il paziente è immunizzato rispetto al virus. È disponibile la vaccinazione, indicata per i gruppi a rischio e per chi si reca in Paesi con basso livello d’igiene. L’epatite B è dovuta allo Human Epatitis B Virus (Hbv) che viene trasmesso attraverso sangue e liquidi biologici infetti, come sperma, latte materno, secrezioni vaginali. Il contagio può avvenire anche da madre a iglio durante il parto. L’infezione coinvolge il fegato e può determinare epatite acuta, fulminante o cronica. Il vaccino anti-epatite B è il modo migliore per difendersi dalla malattia. L’epatite C (infezione da Hcv) è considerata la più grave per il fegato. Il virus si trasmette attraverso lo scambio di siringhe infette e, meno facilmente, per via sessuale o parenterale (da madre a iglio). La malattia cronicizza senza sintomi e può portare a gravi conseguenze come l’insu icienza epatica, la cirrosi e il tumore del fegato.

M. M. F.