Psicologia

Il potere della gentilezza
Piccoli gesti quotidiani che migliorano la vita

L’empatia aiuta a superare divergenze e contrasti

VOLETE MIGLIORARE in un colpo solo il vostro umore e le relazioni con gli altri? Siate gentili. Una ricerca condotta dall’Università di Washington ha dimostrato che essere cortesi rinsalda i rapporti interpersonali, contribuendo pure alla durata della vita di coppia. Spesso interpretata, a torto, come un atteggiamento di debolezza, la gentilezza, secondo gli psicologi americani, è invece un punto di forza perché genera empatia, ovvero la capacità di mettersi nei panni altrui, superando diffidenze e differenze. A patto però che comportarsi con cortesia diventi un autentico approccio mentale e non uno stile di facciata. Ma come coltivare e tradurre nella pratica una disposizione d’animo sempre più rara? Tanto per cominciare compiendo piccoli gesti altruisti, come ad esempio cedere il passo alla cassa del supermercato a una persona in difficoltà o portare un caffè al collega o alla collega impegnati in un lavoro complicato. Attitudine che, giurano gli esperti, ha un effetto contagioso. Esattamente come il sorriso. Sorridere spesso stimola gli altri a fare altrettanto, creando un clima più disteso. Terzo: smettere di lamentarsi. Evitare di rovesciare sul prossimo i motivi delle proprie frustrazioni è un segno di rispetto. Cercare di vedere gli aspetti positivi delle nostre giornate genera serenità e distende il clima. Per quanto possibile stare alla larga dalle critiche. “Ogni persona che incontri – sosteneva il filosofo greco Platone, i cui insegnamenti hanno anticipato di qualche millennio le teorie degli studiosi statunitensi – sta già combattendo una dura battaglia. Quindi sii gentile”. Immedesimarsi, prima di formulare giudizi trancianti, anche di fronte a qualcuno che sta sbagliando, induce comprensione e più si è cordiali e più il mondo lo sarà con noi. Aiutare gli altri, parenti, amici, colleghi ed estranei è un’arma assolutamente vincente perché i favori, prima o poi, tornano sempre indietro. Condivisione è un’altra parola chiave della ‘guida’ alla gentilezza. Mettere le proprie cose a disposizione del prossimo, oltre la generosità, sottintende anche partecipare alle emozioni degli altri e da emozioni vere possono scaturire soltanto sentimenti altrettanto autentici. Le parole hanno una valenza importante. Porre attenzione al linguaggio con cui esprimersi è il presupposto fondamentale per migliorare le relazioni con chicchessia. Il senso di vocaboli come ‘Grazie’ e ‘Per favore’ va oltre il loro significato formale, a patto che siano pronunciati con schietto coinvolgimento. La gentilezza deve essere praticata anche nei confronti di se stessi. Concedersi una pausa rilassante, dedicarsi un momento speciale sono attenzioni da mettere in pratica quotidianamente. L’accudimento della propria persona nel suo complesso e, soprattutto, non guardarsi con occhi più indulgenti, sono il punto di partenza per essere migliori con il prossimo. E va tenuto sempre presente che per amare davvero qualcuno bisogna profondamente amare se stessi.


STRATEGIE SI IMPARA AD OSSERVARE CIÒ CHE ACCADE SENZA REAGIRE D’ISTINTO

Mindfulness, la tecnica della consapevolezza

OSSERVARE con distacco, rallentare il pensiero, allenarsi all’ascolto e non reagire istintivamente. Sono i fondamenti della mindfullness, una pratica basata sulla consapevolezza piuttosto diffusa. «Per semplificare – spiega Paolo Casartelli, insegnante di metodologie ispirate ai principi della mindfulness, che in inglese significa appunto consapevolezza – cito spesso una frase pronunciata da Jonnhy Depp nei panni di Jack Sparrow nel film ‘I pirati dei caraibi’: un problema non è un problema, lo è la relazione che hai con un problema’». Di fronte a una difficoltà comunicativa, ad esempio, si parte cercando di rallentare il flusso dei pensieri, avvalendosi di movimenti dolci mutuati da yoga e stretching. Si procede imparando a osservare senza reagire quanto accade, mettendo in gioco empatia e compassione, intesa nell’accezione di ‘sentire con l’altro’. Quando invece l’atteggiamento del partner viene percepito come offensivo, anziché reagire aggredendo, si può tentare di spiegare il motivo per cui ci si è sentiti feriti dando all’altro l’opportunità di riflettere sul suo comportamento senza portarlo a difendersi, magari aggredendo a sua volta.

Loredana Del Ninno


DA PROVARE

Respirazione e rilassamento

L’ANSIA e lo stress che ostacolano spesso il sereno svolgimento delle relazioni interpersonali si possono tenere a bada con alcune tecniche di rilassamento. La prima, molto semplice, consiste nel controllo della respirazione, che quando si è agitati, tende ad accorciarsi. Ecco come fare: chiudere gli occhi e fare un respiro profondo contando fino a tre. Alternare fasi di espirazione e inspirazione, a bocca aperta nel primo caso e chiusa nel secondo, con il pensiero che le preoccupazioni escano dal corpo con l’aria che respiriamo. I diversi passaggi vanno ripetuti per dieci minuti. Un altro esercizio utile per il rilassamento, che può essere eseguito ovunque, è questo: in piedi, braccia tese sopra la testa e gambe lievemente divaricate, sollevarsi sulle punte dei piedi allungandosi verso l’alto, come per toccare il soffitto con la punta delle dita. Rilasciando la posizione ci si sentirà subito meglio. Rimanendo in piedi rilassare tutto il corpo e poi scuoterlo forte senza contrarre nessun muscolo. Avrete l’impressione di esservi rigenerati.

2018-09-28T08:20:08+00:00 Argomento: FAMIGLIA|Speciale |