Ictus, le vere difese partono da noi

di Franca Ferri

Un colpo, un attacco diretto al cervello. Usiamo tutt’ora il termine latino ictus per identifi care questa patologia che ogni anno colpisce 200.000 italiani, con conseguenze quanto mai articolate, come spieghiamo nelle prossime pagine. C’è chi ne esce portandosi dietro offese severe, e chi invece riesce a riprendere una buona qualità della vita. Fare le scale, ricordare cosa è accaduto, come si usa un telefono o un computer, guidare, essere autonomi a tavola: tutti gesti quotidiani che diamo per scontati e che invece rappresentano grandi conquiste per chi è fi nito in una stroke unit (le strutture ospedaliere specializzate nel trattamento dell’ictus). Per far pendere la bilancia dalla seconda parte, è fondamentale la velocità di intervento. E qui entra in campo uno dei grandi temi: l’ictus è poco noto, non se ne parla abbastanza nonostante campagne informative e testimonial eccellenti, viene confuso che altre patologie, mentre invece riconoscere i sintomi e agire tempestivamente è la chiave per ridurre i danni.
Ancora meglio è prevenire con uno stile di vita sano, a partire dal dictat categorico: non fumare. Mangiare ‘bene’, fare movimento, controllare i parametri fi sici generali: un mantra ripetitivo che vale per tante malattie, ma è l’unica ricetta effi cace che possiamo mettere in campo da subito e da soli.