Salute

Manovre d’emergenza per i bambini

I consigli della Croce Rossa: cosa fare se cibo o piccoli oggetti ostruiscono la gola

NOCCIOLINE, caramelle, monete, pezzi di giocattoli. Cosa fare quando un bambino ingerisce accidentalmente un corpo estraneo che ostruisce le vie respiratorie? Per evitare gravi conseguenza la regola numero uno è non farsi prendere dal panico, mettendo immediatamente in pratica i suggerimenti degli esperti. «La manovre di disostruzione pediatrica – spiega Michele Clemente, medico di pronto soccorso e referente della Croce Rossa italiana per l’Emilia Romagna – se eseguite correttamente possono risolvere la situazione senza l’intervento dei sanitari e salvare la vita al piccolo ». La prima operazione da compiere, cercando di mantenere la massima calma, è capire se l’ostruzione è parziale o totale. «Quando l’ostruzione è parziale – prosegue Clemente – il bimbo respira, tossisce, parla o emette suoni. In tal caso lo si deve invitare a tossire ripetutamente, tranquillizzandolo. Se dopo 20 o 30 minuti di tentativi il corpo estraneo non viene espulso è bene chiamare il 118 o comunque recarsi al pronto soccorso». In presenza di un’ostruzione totale il piccolo invece non tossisce, non respira, non emette suoni e diventa cianotico. Questa eventualità richiede un intervento più mirato perché può portare all’arresto respiratorio.

«CERCANDO di rimanere calmi – precisa Clemente – chiamare subito i soccorsi e cominciare a dare con il palmo della mano cinque colpi tra le scapole al bambino, piegandolo in avanti. Se si tratta di un lattante, fare la stessa cosa tenendolo sull’avambraccio, con la testa più in basso rispetto al sederino. Se tali manovre non sortiscono effetto, proseguire con cinque compressioni sotto al diaframma (o sul torace nel caso del neonato), ripetendo di seguito i cinque colpi interscapolari. Alternare le manovre fino all’arrivo dei sanitari ». Sul sito della Croce Rossa sono disponibili tutorial che illustrano in maniera esaustiva le manovre da compiere. «Sarebbe auspicabile – conclude lo specialista – che chiunque abbia a che fare con un bambino li visionasse e prendesse parte a un corso di manovre di primo soccorso, che possono veramente salvare una vita». Secondo le statistiche fornite dalla Croce Rossa, in Italia muoiono intorno ai 50 bambini l’anno per cause legate all’ostruzione delle vie aeree, quasi uno alla settimana. Il cibo risulta il principale responsabile delle ostruzioni. Prevenire spiacevoli incidenti è possibile attraverso una supervisione attiva, che parte da alcuni semplici consigli per evitare ogni rischio.

UN BAMBINO che soffoca può non fare alcun rumore; è quindi fondamentale che gli adulti tengano attentamento lo sguardo sui bimbi che stanno mangiando, in modo vigile ma distaccato, per non creare loro ansie legate alla deglutizione. Ai piccoli deve essere insegnato a masticare e ingoiare il cibo prima di parlare o ridere. I bambini devono mangiare seduti: no ai pasti consumati in piedi, mentre camminano, corrono, giocano guardano la televisione o sono sdraiati. Massima attenzione anche agli spuntini consumati in macchina o a qualunque cosa ingeriscano mentre stanno per addormentarsi. È sempre consigliabile tagliare o rompere gli alimenti in piccoli pezzi e cuocere le verdure in modo che diventino più morbide e facili da inghiottire. Il cibo non deve essere utilizzato per gioco, in particolare quando il ‘divertimento’ consiste nel prendere al volo un determinato alimento o mettere in bocca grandi numeri o quantità di cibo (ad esempio, 10 olive tutte in una volta). Non dare ai bambini alimenti lisci e duri come arachidi e verdure crude che necessitano di un ciclo masticatorio che non padroneggiano fino ai 4 anni d’età. Idem per hot dog, bastoncini di carota, uva, pomodori pachino, olive, popcorn e confetti. Le noccioline sono proibite almeno fino ai 7 anni. Occhio al consumo di caramelle dure, morbide e gommose che possono conformarsi alle vie aeree ed essere difficilmente estraibili in caso di ostruzione. La gomma da masticare non è appropriata. Infine, è opportuno far bere molto i bambini durante i pasti, assicurandosi però che liquidi e solidi non vengano ingeriti contemporanemente.

Ostruzione parziale se piange e tossisce

Distinguere subito se si tratta di un’ostruzione completa o parziale. Nell’ ostruzione parziale il bambino tossisce, emette suoni, parla, piange e respira prima di tossire. In questo caso le manovre di disostruzione non servono. L’ostruzione completa si verifica quando il bambino non tossisce, non emette suoni, non parla e diventa cianotico.

Lattanti 1 / A pancia in giù con la testa più in basso

Questa la manovra di disostruzione nel lattante: posizionare il bimbo a pancia in giù sull’avambraccio e appoggiare l’avambraccio sulla coscia dello stesso lato. Con la mano assicurare il capo del lattante fissando la mandibola tra pollice e indice. Disporre la testa più in basso rispetto al tronco, assestare con la parte inferiore della mano 5 colpi interscapolari

Lattanti 2 / Con due dita compressioni sullo sterno

Le compressioni toraciche completano il protocollo di disostruzione nel lattante: porre il bimbo a pancia in su sull’avambraccio, posizionato sulla coscia dello stesso lato. Con la mano assicurare il capo del bimbo e sistemare la testa più in basso. Eseguire 5 compressioni sulla metà inferiore dello sterno con due dita, lente e profonde

Se il bimbo ha più di un anno si deve intervenire così

Anche nei bambini al di sopra di un anno le manovre di disostruzione constano di 5 colpi interscapolari e 5 compressioni addominali, svolte grazie alla manovra di Heimlich, descritta nell’ultima tavola. Le manovre devono essere ripetute alternativamente fino a che il corpo estraneo non viene espulso o il bimbo non comincia a tossire

Cinque colpi fra le scapole tenendo fermo il capo

Il protocollo di disostruzione nei bimbi più grandi prevede: mettere il bambino a pancia in giù sulle cosce del soccorritore a sua volta inginocchiato a terra. Con la mano assicurare il capo del bambino fissando la mandibola tra pollice e indice. Posizionare il capo più in basso, assestare con la parte inferiore del palmo della mano 5 colpi interscapolari

La manovra di Heimlich sul centro dell’ombelico

Posizionarsi alle spalle del bambino in posizione eretta o seduto. Abbracciare il bimbo all’altezza dell’addome sopra l’ombelico. Con il pollice e l’indice formare una C che collega la parte finale dello sterno con il centro dell’ombelico, porre l’altra mano a pugno all’interno della C, premere forte con il pugno forte 5 volte


VOLONTARIATO YURI CHECHI E ANTONIO ROSSI TESTIMONIAL

Lo sport ispira la ripresa dei movimenti
I campioni danno la spinta ai caregiver

I CAMPIONI olimpici Juri Chechi e Antonio Rossi scendono in campo come testimonial al fianco degli operatori sanitari e a sostegno dell’innovativo progetto educativo «Un Campione per Caregiver», l’evento dedicato a chi si prende cura delle persone con disabilità, ideato per la Giornata Nazionale Parkinson del 24 novembre promossa dall’Accademia Limpe-Dismov e Fondazione Limpe per il Parkinson Onlus.

«È UN PROGETTO al quale sono molto legato. Anche quest’anno – ha detto Yuri Chechi – sono il testimonial della Giornata Nazionale Parkinson, che ormai da qualche anno mi vede in questo ruolo e lo faccio davvero con grande piacere. Questo nuovo progetto mi stimola soprattutto perché oltre che occuparsi dei malati, guarda anche ai caregiver, a quelle persone, cioè, che si dedicano giornalmente ai malati di Parkinson e a chi soffre di patologie simili. Faccio questo con un grande amico, Antonio Rossi, una persona altrettanto sensibile a questi tempi oltre che grande sportivo. Il Parkinson è una malattia invalidante, c’è davvero la necessità di cercare di far di tutto per far vivere una vita migliore sia ai malati sia ai caregiver, le persone che si prendono cura di loro».

DELLA STESSA opinione, Antonio Rossi. «Con Juri abbiamo incontrato chi assiste le persone affette dal morbo di Parkinson. Devo dire che sono stati incontri molto umani. Con loro – ha aggiunto – abbiamo parlato di molte cose. Noi abbiamo portato la nostra esperienza parlando delle difficoltà incontrate nel corso della carriera sportiva. Il fatto, cioé, di avere un impegno quotidiano che non sempre è piacevole avere e di come affrontare anche la pesantezza della giornata con la necessità di affidarsi all’aiuto di altre persone e di non credere, quindi, di poter fare tutto da soli».

IN OCCASIONE della Giornata Nazionale Parkinson, un centinaio di strutture sanitarie si sono messe spontaneamente a disposizione dei pazienti e dei caregiver. I medici specialisti hanno partecipato a incontri informativi, si sono tenuti ieri anche spettacoli teatrali, concerti, mostre, diverse iniziative proseguiranno anche nei prossimi giorni. La Giornata Nazionale Parkinson è stata anche l’occasione per avviare una raccolta fondi che la Fondazione Limpe per il Parkinson Onlus destinerà al sostegno di progetti di ricerca clinici e sperimentali sulla malattia di Parkinson e sui disordini correlati.


Sportivi al fianco di chi si prende cura dei malati

SI INTITOLA «Un Campione Per Caregiver» l’innovativo progetto di informazione e sostegno ai Centri di riferimento per la cura del Parkinson di Torino, Pavia, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Catania. I caregiver, cioè quelli che si prendono cura delle persone con Parkinson, affrontano sfide e sperimentano notevoli frustrazioni. I testimonial dello sport sostengono l’iniziativa tesa a informare la collettività sulle difficoltà motorie, i disturbi della deglutizione e della parola, e i sistemi per superare le disabilità. Ai caregiver sono infine dedicati gruppi di mutuo-aiuto per gestire lo stress

2018-11-23T12:16:15+00:00 Argomento: FAMIGLIA|Speciale |