Sentirsi al sicuro

Cosa sono e come funzionano
le assicurazioni sanitarie

Un sistema di garanzie che sta guadagnando interesse e adesioni

Antonio Del Prete

NON SONO poi così diverse dalle altre tipologie di polizze: prevedono un premio e un massimale, coprono una spesa e garantiscono l’integrità del proprio reddito. Eppure, in Italia non c’è una grande familiarità con le assicurazioni sanitarie. Dopotutto, la Costituzione riconosce il diritto alla salute, e il sistema pubblico è gratuito, ticket a parte. Inoltre, la sanità privata presenta costi elevati, quindi, anche se negli ultimi anni la tendenza sta cambiando, spaventa la grande platea. Insomma, si è soliti associare questo tipo di polizze ai Paesi stranieri nei quali non esiste una vera e propria assistenza sanitaria statale. Come gli Stati Uniti, ad esempio. Ultimamente, tuttavia, l’approccio nei confronti di questi strumenti sta mutando anche in Italia. I casi di malasanità e i lunghi tempi di attesa hanno contribuito non poco in questo senso. Così, qualcuno ha cominciato a guardare al privato come a un’alternativa possibile. Gli importi elevati vengono affrontati, appunto, sottoscrivendo un contratto con una compagnia di assicurazione. Un po’ come succede per la Rc Auto. Ma al posto della residenza, del tipo di vettura, delle abitudini di guida e degli incidenti pregressi, bisogna fornire informazioni in merito allo stato di salute e allo stile di vita. Insomma, l’assicuratore deve sapere se il suo interlocutore fuma, soffre di qualche patologia o di disturbi particolari, si nutre in modo scorretto ed è un sedentario. Oppure se, al contrario, è una sorta di pesce rosso. Allo scopo gli somministra un questionario. Attenzione, dire la verità e nient’altro che la verità è nell’interesse del cliente. Le bugie prima o poi vengono a galla: l’assicurato rischia di vedersi rifiutato il risarcimento dopo aver pagato per lungo tempo il premio. Il premio è la somma di denaro che viene corrisposta alla compagnia per ottenere tutela economica e sanitaria. Un aspetto, quest’ultimo, che si concretizza nel massimale, cioè nell’importo massimo che l’assicurazione riconosce all’utente. Com’è facile intuire, se sale il massimale, cresce anche il premio. La spesa sostenuta per la cura può essere rimborsata dalla compagnia in via diretta o indiretta. Nel primo caso quest’ultima risarcisce direttamente la struttura sanitaria; nel secondo è il cliente a saldare il conto in prima battuta, salvo poi ricevere dall’assicurazione l’importo totale o parziale, a seconda della polizza sottoscritta.

MA A CHI CONVIENE optare per questo tipo di strumento? Alle persone che, in caso di malattia, corrono il rischio di perdere il proprio reddito. Oppure a chi diffida della sanità pubblica sotto il profilo dell’efficienza o dei tempi che si è costretti ad attendere prima di un intervento chirurgico o di una visita specialistica.


LE COPERTURE LE DIVERSE POSSIBILITÀ PER I RISARCIMENTI

Gli indennizzi sono di tre tipi

INDENNITARIE, a rimborso, per invalidità permanente. Sono questi i tipi più comuni di assicurazione sanitaria. La scelta dipende dalle esigenze specifiche di ciascun cliente, il quale eventualmente può estendere la copertura ai familiari. Sottoscrivendo una polizza indennitaria, l’assicurato ha diritto a ricevere una somma di denaro per ogni giorno di ricovero ospedaliero e, nel caso, di convalescenza. Non nel tempo di degenza casalinga, salvo una clausola disponga diversamente. Inoltre, c’è la possibilità di ottenere un indennizzo per i redditi persi se le cure sanitarie impediscano di lavorare; e per le ingessature rese necessarie da fratture alle ossa. Ci sono poi quei contratti che garantiscono al cliente un rimborso. In questo caso le spese mediche affrontate per recuperare da un incidente o da una malattia vengono risarcite dalla compagnia integralmente o parzialmente, a seconda degli accordi firmati. Talvolta il beneficiario deve anticipare di tasca sua il denaro necessario a pagare le prestazioni: il rimborso viene effettuato in seconda battuta. Oppure è la stessa assicurazione a saldare direttamente il ‘conto’ sanitario del cliente. Infine, la polizza sanitaria può intervenire nelle situazioni di invalidità permanente, qualora la riduzione della capacità lavorativa superi il 26%. L’indennizzo viene assegnato in base alle tabelle di riferimento dell’Inail, in proporzione a questa percentuale.


Polizza parziale o completa?
Le clausole da valutare bene

Le due alternative prevedono ovviamente costi differenti

QUANDO si sottoscrive un contratto di assicurazione sanitaria, è possibile optare tra due tipi di copertura. La polizza parziale garantisce il rimborso delle spese sostenute per le malattie o gli interventi previsti dall’accordo firmato con la compagnia. La polizza completa, invece, fornisce una tutela a trecentosessanta gradi in caso di patologie, operazioni chirurgiche e infortuni. Ovviamente si tratta di due alternative che prevedono costi differenti. Ma quali tipi di cure vengono indennizzati dalle aziende assicuratrici? Non è una domanda banale. È bene porsela, infatti, se si sta pensando all’opportunità di aderire a una delle varie proposte presenti sul mercato. Le possibilità, in termini di prestazioni e modalità, sono tante. Ad ogni modo, il panorama comprende le spese affrontate per svolgere accertamenti diagnostici legati a una malattia o a un infortunio; per acquistare i medicinali e ricevere le cure; per un eventuale trasporto in ambulanza; per la degenza, il pre e il post ricovero, il vitto e l’alloggio dell’accompagnatore, gli interventi chirurgici e la fisioterapia eventualmente necessaria. Insomma, il campo è ampio. Ma non infinito. Ci sono costi che non vengono coperti dalle polizze. Si tratta di situazioni su cui incombono le cosiddette clausole di esclusione. Casi, cioè, nei quali i rimborsi possono essere rifiutati. Per esempio, le assicurazioni sanitarie non intervengono per operazioni di chirurgia estetica, correzioni di difetti fisici, patologie psichiatriche, aborti volontari non terapeutici, problemi generati dall’abuso di alcolici, sostanze stupefacenti e psicofarmaci. Sono spesso scoperte anche le cure dentistiche, salvo non siano collegate a un incidente e ad altre malattie, quelle dovute a malformazioni e le spese relative a patologie particolari, come l’Aids. La casistica pure in questo caso è variegata. Meglio informarsi bene, dunque, prima di pagare premi per rimborsi che non saranno mai riconosciuti. Un altro aspetto da tenere in considerazione riguarda i rischi determinati dalla quotidianità. Non tutti vivono allo stesso modo, lavorano nel medesimo ambiente e condividono le abitudini. I pericoli cambiano a seconda che si raggiunga l’ufficio in auto, a piedi o in bicicletta; oppure che si abiti in città o in campagna. E l’elenco delle ipotesi potrebbe continuare. Quindi, la polizza va personalizzata tenendo conto di tutti questi parametri. È in gioco la sua efficacia.

Antonio Del Prete


LE ASSICURAZIONI PER CHI VA ALL’ESTERO IN VACANZA O PER LAVORO

In viaggio con la sicurezza
Il contratto va messo in valigia

SONO diverse le ragioni che inducono a sottoscrivere una polizza sanitaria prima di partire per un viaggio. La prima senz’altro ha a che fare con la paura dell’ignoto. Non a caso le mete per le quali vengono richieste con maggior frequenza assicurazioni di questo tipo sono quelle extraeuropee. I Paesi esotici, infatti, destano preoccupazioni per il rischio di contrarre malattie e per le difficoltà linguistiche che si possono incontrare. C’è poi una questione più razionale. In alcuni Stati, come in Giappone e negli Stati Uniti d’America, i costi per accedere al sistema sanitario privato sono molto elevati. Meglio evitare brutte sorprese, dunque. Un rischio che viene ridotto di molto nelle nazioni che hanno raggiunto con l’Italia accordi bilaterali per la copertura medica. L’Australia, ad esempio, adotta il Medicare, che tuttavia non riguarda alcune prestazioni e ha una durata limitata ai sei mesi. Niente male come tutela, ma se la permanenza è lunga potrebbe non bastare. All’interno dei confini dell’Unione Europea, invece, è quasi sempre possibile risolvere gli inconvenienti legati alla salute gratuitamente, esibendo la tessera sanitaria, o pagando il ticket.

LA POLIZZA viaggio in genere prevede l’assistenza telefonica, l’ausilio di un interprete in caso di necessità, il rimborso delle spese mediche e ospedaliere, e il rientro sanitario anche per i compagni di viaggio. Questa è la norma, è bene sottolinearlo. Per non trovarsi impreparati, è consigliabile leggere con attenzione tutte le clausole. Un’ultima cosa: il contratto va portato con se, in valigia o nel bagaglio a mano.

2018-09-27T16:52:03+00:00 Argomento: FAMIGLIA|Speciale |