Strategie

Insonnia, nemica del benessere
Piccoli consigli per dormire bene

Rimedi naturali o medicine per chi non riesce a riposare abbastanza

di Gloria Ciabattoni

SI FA PRESTO a dire «Buona notte », due parole che per molti fortunati significano adagiarsi sul materasso, chiudere gli occhi e riaprirli al suono della sveglia. Ma per tanti altri questa frase suona beffarda, e vuol dire girarsi nel letto, incollarsi a tv, social, libri e quant’altro sperando in un abbraccio di Morfeo che tarda a venire. Insonnia, ovvero dormire poco, dormire male, svegliarsi spesso durante la notte. Spesso si tratta di un disturbo di origine psicologica dovuto a stress e preoccupazioni, che fa vivere giornate stancanti e sotto tono, fino a provocare depressione e attacchi di ansia. Se l’insonnia è dovuta a cause contingenti come ad esempio sindrome premestruale, influenza, decorso post-operatorio e così via, analgesici e sonniferi prescritti dal medico aiuteranno a passare il brutto periodo. Ma se non c’è un motivo preciso per le notti in bianco, una visita neurologica e relativi esami diagnostici potranno individuare le eventuali cause. Escluse le quali ci si può rivolgere a uno psicoterapeuta specializzato in disturbi del sonno. Ci sono terapie per trattare l’insonnia che vanno dall’ipnosi all’auto ipnosi, alle tecniche di rilassamento, in primis quelle yoga. Chi soffre di insonnia «senza un perché» si affida di solito a prodotti naturali o a farmaci. Nel primo caso la fitoterapia offre rimedi a base di fiori ed erbe le cui proprietà calmanti sono conosciute da tempi immemorabili. La pianta più nota è la camomilla, poi ci sono melissa, valeriana, tiglio, biancospino, iperico, luppolo, arancio dolce, salice, passiflora. Tisane ma non solo: ci sono anche composti fitoterapici, tintura madre o macerato idroalcolico in gocce. Prima di assumere queste piante benefiche è opportuno consultare un erborista, un naturopata o un medico che conosca la fitoterapia, sia per individuare quelle che fanno al caso nostro che per conoscere eventuali controindicazioni. Chi invece sceglie la chimica vuole un risultato rapido, insomma andare a letto e dormire subito. Quindi chiede al medico «un sonnifero »… e qui si apre un mondo. I sonniferi più noti e richiesti sono gli ansiolitici-sedativi e antidepressivi, tra cui le benzodiazepine, i principi attivi che si trovano di frequente in tanti psicofarmaci. Hanno un effetto sui disturbi del sonno ma agiscono anche da calmanti negli stati ansiosi inducendo uno stato ipnotico e sedativo.

IMPORTANTE: i sedativi ipnotici vanno usati per tempi brevi perché possono causare dipendenza, e ci si deve attenere alla dose prescritta dal medico: un eccesso può provocare ipnosi e vuoti di memoria. Un’amica «naturale» del sonno è la melatonina, il neurotrasmettitore che regola l’orologio interno dell’organismo. Prodotta dalla ghiandola pineale, giunge alla massima concentrazione verso le 2-4 di notte ed è molto bassa di giorno. E’ indispensabile per la sincronizzazione del nostro ritmo circadiano, che regola non solo il sonno e la veglia, ma tutte le attività naturali e biologiche (temperatura interna, attività motoria e anche l’umore). Stress, jet lag, cambi di stagione, l’avanzare dell’età, varie patologie, possono influire sulla secrezione di melatonina e, di conseguenza, alterare i ritmi circadiani dell’organismo. Per ripristinare il ciclo della melatonina, ci sono pastiglie da 1 a 5 mg: sarà il medico ad indicare il dosaggio utile.


PER I PIÙ PICCOLI LE BUONE ABITUDINI PRIMA DELLA NANNA

Evviva le favole della buonanotte
Così i bambini trovano il sonno

RIPOSARE bene è indispensabile per i bambini quanto e più che per gli adulti: ad esempio, l’ormone della crescita viene prodotto proprio quando dormono. Ma i disturbi del sonno interessano un bimbo su quattro al di sotto dei 5 anni. Alla base ci possono essere cause come i dentini che spuntano o la sindrome delle apnee ostruttive (interessa circa il 2 per cento dei piccolissimi), ma non di rado ci sono comportamenti errati dei genitori, come portare il bimbo nel lettone o accorrere da lui a ogni minimo rumore. I pediatri consigliano di far dormire il piccolo nel suo lettino, nella sua stanza e agli stessi orari, fin dai 3-4 mesi di vita, ricordando che il sonno si stabilizza entro i primi 10 -12 mesi di vita. E’ bene instaurare un rituale da seguire sempre: saranno una ninna nanna, una favola, un pelouche nel lettino, una frase tipo «Dormi bene », o un rilassante bagnetto con olii essenziali, a fargli associare quel benessere con il sonno. Dai 9 mesi ad allontanare Morfeo può essere la paura del buio e della separazione dai genitori, in particolare quando inizia l’asilo nido. Notti agitate si possono avere verso i 3 anni, quando il bimbo è estremamente ricettivo e ciò che accade nella scuola materna o che ha visto in un cartone animato o in televisione o sentito in famiglia può essere elaborato in chiave paurosa. In questo caso, pazienza e amore sono la ricetta migliore, e magari anche una lucina accesa sul comodino per evitare la paura del buio.

PRIMA DELLA NANNA niente giochi «adrenalinici» come corse e salti, che invece di stancarlo rischiano di agitare il piccolo. Sono preferibili la lettura di una favola, un quaderno da colorare o meglio ancora farsi raccontare e commentare insieme la giornata all’asilo. Se il sonno tarda, ci sono preparati a base di melatonina, camomilla o altro, da utilizzare dietro prescrizione pediatrica.

2018-09-28T08:24:22+00:00 Argomento: FAMIGLIA|Speciale |