Vacanze invernali

Andiamo a sciare, ma in sicurezza
«Prepararsi bene e non esagerare»

Il medico dello sport: «Bisogna essere pronti a reagire agli imprevisti»

Maurizio Maria Fossati

SCIATORI per caso? Ahi ahi ahi. Lo sci è uno sport impegnativo da non prendere assolutamente sotto gamba. Quindi, preparazione, prudenza e bando all’improvvisazione se non vogliamo brutte sorprese. Lo sci da discesa (detto anche sci alpino) richiede notevoli capacità tecniche, destrezza e una certa forza muscolare. Occorre, perciò, un buon coordinamento neuromotorio che permetta di reagire in tempi brevi per affrontare curve, frenate, dossi, cambi di direzione e di pendenza. Il che implica un metabolismo prevalentemente anaerobico. «Sciare è un’attività fisica importante che può sottoporre a carichi significativi l’apparato cardiorespiratorio e osteo-muscolare – afferma Daniela Lucini, direttore della Scuola di specializzazione in Medicina dello Sport e dell’Esercizio fisico, Università di Milano –. Quindi chi vuole sciare in sicurezza non dovrà mai strafare. Mai andare in affaticamento eccessivo e dovrà attrezzarsi in modo da non soffrire il freddo. Ma soprattutto dovrà tenere conto che la probabilità di traumi è maggiormente in agguato per le persone che non hanno massa muscolare importante e ben allenata. E non ha senso dichiarare ‘farò solo piste facili’ perché basta una scivolata per causare un trauma a chi non è fisicamente preparato. Purtroppo per procurarsi una distorsione è sufficiente una banale caduta da fermo. In definitiva, per potere frequentare le piste in sicurezza si deve avere un fisico preparato ad affrontare gli eventuali imprevisti, cioè un fisico con articolazioni e muscoli ben allenati ».

Quindi chi solitamente fa la spola tra auto, divano e poltrona, incontrerà problemi sulla neve?

«Certamente. Per potersi permettere lo sci in sicurezza una persona dovrebbe svolgere un’adeguata attività fisica tutto l’anno. Chi non fa abitualmente movimento, in caso di caduta, rischia sempre le conseguenze peggiori».

Possiamo pensare allo sci di fondo come a una pratica meno rischiosa?

«Indubbiamente l’incidenza dei traumi è inferiore, ma non possiamo affatto considerare il fondo come una disciplina leggera. Richiede, infatti, un enorme carico di lavoro a livello cardio-respiratorio. Anche in questo caso, quindi, l’allenamento è indispensabile».

E’ noto che lo sport fa bene. Vale anche per lo sci?

«Nella giusta misura. Possiamo pensare all’attività fisica, qualunque sia, come a un farmaco. Nella giusta misura fa bene, in dose troppo elevata può diventare un ‘veleno’. Carichi di lavoro troppo importanti e concentrati nella giornata possono creare problemi. E questo, soprattutto a chi non è allenato».

E’ importante fare ginnastica pre-sciistica?

«Risulta proficuo se si comincia almeno un paio di mesi prima. Una sola settimana di allenamento prima di partire per la montagna è poco significativa».

Quali sono le attività fisiche più adatte per prepararsi allo sci?

«Il nuoto, le camminate, la corsa, la ginnastica coi pesi, le flessioni, e la bicicletta vanno benissimo. Gli obiettivi principali per preparare al meglio la muscolatura sono due: potenziarla e renderla più elastica e ‘allungabile’ con lo stretching. Inoltre è importantissimo anche migliorare la capacità funzionale delle articolazioni. Durante lo sci, infatti, articolazioni e tendini sono sottoposti a stress notevoli ».

L’allenamento è legato all’età?

«Certamente. Un giovane solitamente ha muscoli, articolazioni e sistema scheletrico più forti ed elastici e generalmente una vita più dinamica rispetto a un anziano che, quindi, deve curare maggiormente la preparazione. Più l’età avanza, più è necessario allenarsi ».

Chi scia deve osservare un’alimentazione particolare?

«Una dieta equilibrata tra carboidrati specie integrali, proteine derivanti da carni bianche, pesce, legumi, latticini, uova, frutta e verdura va sempre bene (a patto che non vi siano problemi particolari). Miele e cioccolato possono dare una sferzata di energia pronta, la pasta, specie se integrale, offre zuccheri lenti, quindi energia nel tempo. Attenti però ai grassi (bisogna sfatando la leggenda che mangiare grasso protegge dal freddo) e niente alcol, che rallenta i riflessi e attenua il senso del pericolo».


SULLA NEVE

Bambini protetti
Casco obbligatorio, tessuti
termici e creme solari

SULLA NEVE i bambini devono sempre avere il casco. «E’ una precauzione inderogabile che ha ridotto notevolmente le conseguenze degli incidenti – afferma il dottor Klumpp –. Le statistiche mostrano che l’adozione del casco ha dimezzato la frequenza dei traumi cranici negli incidenti che hanno coinvolto i bimbi. In caso di collisione il bambino urta più frequentemente la testa, rispetto a un adulto. Inoltre, il peso della testa di un bimbo rispetto al peso del corpo è proporzionalmente più elevato di quello di un adulto, quindi, in caso di caduta, è più facile che il piccolo vada a sbattere con capo sulla neve. Perciò, casco innanzitutto». Non dimenticate inoltre che, anche se il freddo fa sentire meno la sete, soprattutto i bambini devono essere adeguatamente ri-idratati con acqua o bevande addizionate con sali minerali. Contro i morsi della fame, utile qualche snack, meglio se a base di frutta. Abbigliamento termico e guanti idrorepellenti, ma senza trascurare gli occhiali da sole con lenti scure e possibilmente polarizzate. Crema solare idratante e burro cacao sono importanti per proteggere le pelli delicate dei piccoli.

2018-11-23T11:15:17+00:00 Argomento: FAMIGLIA|Speciale |