È tempo di mangiare la primavera

I gustosi frutti di questa stagione forniscono un’ottima scorta di vitamine e sali minerali

di Gloria Ciabattoni

LA PRIMAVERA inoltrata ci porta una varietà di frutti fra i più interessanti e gustosi dell’anno. Perfetti quindi per fare un importante approvvigionamento di sali minerali e vitamine, ovvero un pieno di salute. Tra i doni della natura fra maggio e giugno spiccano le ciliegie, ricche di vitamine A, C e di fl avonoidi che stimolano la produzione di collagene, quindi migliorano l’elasticità della pelle. Le ciliegie hanno anche proprietà diuretiche, depurative, disintossicanti e antiossidanti, e aiutano a ridurre il colesterolo. Sono un antidolorifi co naturale che contrasta le infi ammazioni alle articolazioni. E poiché contengono molti sali minerali, sono perfette per chi fa sport. Sempre in tema di frutti di stagione, troviamo ancora le preziose fragole che, ricche anch’esse di antiossidanti, sono alleate nella lotta ai radicali liberi e all’invecchiamento cellulare. Sono rinfrescanti, remineralizzanti, diuretiche, disintossicanti e depurative, e stimolando la produzione di serotonina giovano anche all’umore: sono quindi un antidepressivo naturale. Frutti primaverili per antonomasia, le nespole sono una preziosa riserva di vitamine A, B, C e calcio, ma non solo. Quando sono acerbe contengono tannino ed hanno un effetto astringente, ma quando sono mature sono lassative. E’ tempo anche di albicocche, preziose per l’ abbronzatura, ricche di vitamine A, B, C, PP e carotenoidi. Anche le albicocche proteggono dall’azione dei radicali liberi (grazie alla vitamina A), quindi hanno proprietà anti-età, e ricche di fi – bre come sono aiutano la motilità intestinale. E’ interessante poi ricordare che il loro contenuto di betacarotene e licopene contrasta la formazione di Ldl (il colesterolo “cattivo”). In questi periodo arrivano in tavola anche le pesche, non solo buonissime, ma vere e proprie fonti di benessere. Anch’esse con tante fi – bre, aiutano la regolarità dell’intestino. Come tutti i frutti e gli ortaggi gialli, contengono carotenoidi, tra cui il betacarotene, che viene trasformato dall’organismo in vitamina A (preziosa quando ci si espone al sole), la principale alleata per proteggere la pelle dai radicali liberi quindi contrastare l’invecchiamento. La vitamina A favorisce anche la vista, e la vitamina E aiuta a controllare il metabolismo, quindi le pesche sono preziose nelle diete dimagranti. La presenza poi della vitamina C facilita l’assorbimento del ferro, e gli antiossidanti contrastano le patologie legate all’obesità come il diabete, e le malattie cardiovascolari. Infi ne, da non dimenticare il contenuto di potassio (regola il battito cardiaco e la pressione sanguigna), ferro (importante per la formazione dei globuli rossi), selenio (che ha un’importante azione protettiva nei confronti delle cellule). Giugno alle porte è anche il mese dei mirtilli, amici del fegato grazie alla vitamina C che metabolizza i grassi, e amici del cuore in quanto favoriscono la circolazione sanguigna, e questo signifi ca, con i primi caldi in arrivo, avere anche un sollievo per contrastare il gonfi ore delle gambe. Con la primavera avanzata fa la sua comparsa anche il melone, povero di calorie, ricco di acqua quindi diuretico. Le vitamine A e C lo rendono un alleato dell’ abbronzatura, e la vitamina A in particolare previene i radicali liberi che sono la causa dell’invecchiamento delle cellule. E’ anche indicato a chi soffre d’anemia perché ricco di ferro. E siccome il melone contiene calcio, fosforo, magnesio e potassio è perfetto come integratore quando fa caldo e la sudorazione aumenta.


Consumare almeno due o tre porzioni al giorno
Ma occhio all’insidioso peso degli zuccheri

Le nespole o l’anguria alzano la glicemia, lamponi e fragole sono molto più innocui

FRUTTA BENEFICA, ma quando mangiarla? I dietologi non sempre sono d’accordo: c’è chi la consiglia lontano dai pasti, chi dopo e chi considera soggettivo quando, purché la si consumi. Importante è anche come mangiarla, ad esempio una pesca non va sbucciata in quanto la sottile pelle vellutata contiene le stesse vitamine della polpa. Quanta frutta mangiare al giorno? Almeno due o tre porzioni, calcolando 150 grammi a porzione, ovvero un frutto come un’arancia, o una grossa pesca, o due frutti più piccoli come albicocche. Ma attenzione, chi soffre di diabete di tipo 2, di iperglicemia o di iperinsulinemia non dovrà mangiare frutta a stomaco vuoto, perché gli zuccheri semplici potrebbero provocare un picco di glicemia. I diabetici dovranno fare attenzione ai frutti che possono alzare la glicemia, come banana, nespole, datteri, castagne, papaya, melone e anguria. Via libera ad albicocche, pesche, fragole, lamponi). Anche se, nonostante l’indice glicemico elevato, questi frutti in piccole quantità non incidono molto sulla glicemia, è bene comunque limitarne il consumo.

G.C.


MASCHERE

Melone, fragole e altre polpe: amici della pelle

Se la frutta è un’amica della salute, lo è anche della bellezza: numerosi cosmetici si avvalgono delle sue proprietà, ma si possono preparare anche maschere casalinghe rinfrescanti e tonifi canti, a costo bassissimo. Questi preparati vanno consumati subito: essendo privi di conservanti, rischiano di ossidarsi velocemente. Il melone è un grande amico dell’epidermide: un decilitro del suo succo, unito ad altrettanta quantità di acqua e di latte intero, il tutto ben mescolato, si ottiene una lozione che rinfresca e rivitalizza le pelli secche. Se poi si frulla la polpa di un melone e la si mescola con un cucchiaino di argilla verde, si avrà una impasto molto rinfrescante perfetto dopo un’esposizione al sole. Schiacciando le fragole con un po’di zucchero di canna e un cucchiaio di olio di mandorle dolci, si ha una purea che massaggiata sul viso ha una delicata azione esfoliante. Una maschera di fragole e yogurt intero applicata sui capelli li nutre e li rende più morbidi. Schiacciata ed applicata sul viso per circa un quarto d’ora, la polpa di pesca è rinfrescante e ammorbidente. E le maschere a base di polpa di albicocca matura, con olio di mandorle dolci e miele, (da tenere sul viso una ventina di minuti) hanno un potere rinfrescante, idratante, lenitivo.

G.C.


Non perdiamoci in un bicchier d’acqua

Bere tutto l’anno è una sana abitudine: in tutti i nostri processi metabolici la corretta idratazione è indispensabile

di Olga Mugnaini

L’ACQUA è alla base di tutte le forme di vita ed è la componente primaria del corpo umano, seppure con percentuali diverse a seconda dell’età: da bambini è circa il 75% per arrivare al 50% da anziani. L’acqua è coinvolta in tutti i fenomeni metabolici, è indispensabile affi nché essi avvengano, permette il trasporto dei nutrienti, regola il bilancio energetico, ha potere disintossicante. Ha anche un ruolo “estetico” in quanto conferisce forma e rigidità ai tessuti. Una corretta idratazione è quindi importante tutto l’anno, ma con l’arrivo della bella stagione lo è ancora di più. «Di certo l’acqua resta la bevanda principe, ma con i giusti accorgimenti è possibile optare per bevande gustose – spiega il professor Marcellino Monda, direttore di dietetica e medicina dello sport all’Università della Campania L. Vanvitelli –. Una valida alternativa è l’acqua aromatizzata, dove si possono trovare vitamine e sali minerali che donano sensazione di freschezza aiutandoci a depurare l’organismo. A seconda della scelta di frutta e verdura, si potranno avere effetti benefi ci sull’organismo ». Ad esempio, antiossidante se aggiungiamo i frutti rossi, detossifi cante con rosmarino, menta, cetriolo e zenzero, mineralizzanti con melone, pesca, carote. Tra le alternative anche infusi e tisane senza caffeina/teina, meglio se prive di zucchero o magari con aggiunta di un po’ di miele. Consigliati da bere anche freddi, infusi detossifi canti e rinfrescanti a base di menta, karkadè, camomilla e fi nocchio. Utili anche le tisane drenanti ottenute da piante ad azione diuretica come asparago, betulla, ciliegio, frassino, che aiutano a combattere la ritenzione idrica e il gonfi ore. Attenzione ai succhi industriali che non vanno intesi come veri e propri sostituti della frutta: non tutti sono uguali ed è importante leggere bene l’etichetta. I meno calorici generalmente sono quelli agli agrumi. Alternativa gustosa sono spremute e centrifughe. «Un’abitudine molto diffusa è quella di bere acqua tiepida e limone al mattino, circa 15-20 minuti prima della colazione – conclude Marcellino Monda -. In effetti aiuta a depurare il fegato, migliora la digestione e la regolarità intestinale, svolge effetto disintossicante e alcalinizza l’organismo. Nel periodo primaverile- estivo vanno comunque limitate diverse bevande come caffè e bevande nervine, che possono favorire la disidratazione; la birra e le bevande alcoliche in quanto l’alcol ha un notevole effetto disidratante. Attenzione agli aperitivi: non signifi ca rinunciare, ma preferire quelli ipocalorici, idratanti e senza alcol».


Dimmi come bevi e ti dirò che cosa curi
Piccola guida alle etichette delle bottiglie

Povera di sodio, acidula, ricca di solfati e l’elenco è lungo: ogni elemento ha un ruolo

PER NON PERDERSI tra le varie diciture, è importante comprendere le etichette dell’acqua e scegliere quella più adatta al nostro organismo. Uno dei primi valori da considerare è il residuo fi sso, che indica il contenuto di sali minerali disciolti e che si sono depositati in un litro di acqua minerale, evaporata a 180°C. Tali sali intervengono nella regolazione di diversi processi corporei, come l’equilibrio idrosalino, lo sviluppo e la crescita di organi e tessuti, ecc… Il loro eccesso o defi cit può essere dannoso per la salute. «Quando ci riferiamo ad acque ricche di sali minerali, il maggior contenuto di uno di essi determina caratteristiche specifi – che dell’acqua stessa e permette di identifi carle – spiega il professor Marcellino Monda –. All’interno di uno schema dietetico, l’acqua può giocare un ruolo molto importante. Conoscere le caratteristiche dell’acqua aiuterà a scegliere quella con la composizione migliore in funzione delle esigenze». Ecco i parametri più signifi cativi.

1. Acqua ricca in bicarbonato: è utile a chi soffre di acidità di stomaco e agli sportivi in quanto tampona l’acido lattico.

2. Ricca di solfati: ha un lieve effetto lassativo, ma non è indicata durante la crescita e in post-menopausa perché i solfati potrebbero ridurre l’assorbimento di calcio.

3. Clorurata: equilibra intestino, vie biliari e fegato e ha un’azione lassativa.

4. Calcica: idonea nella prevenzione di osteoporosi e ipertensione, ma anche in crescita, gravidanza e menopausa.

5. Magnesiaca: svolge azione purgativa, favorisce la vasodilatazione e può essere indicata per gli sportivi nella prevenzione dei crampi.

6. Fluorurata; aiuta a rinforzare i denti, prevenire le carie, ottima in fase di crescita o per soggetti con osteoporosi. Ne va comunque evitato un consumo prolungato perché l’eccesso di fl uoruro potrebbe essere nocivo per denti ed ossa. di Olga Mugnaini

7. Ferruginosa: idonea per lattanti, adolescenti, sportivi e donne in gravidanza, utile in carenza di ferro.

8. Acidula: ricca di anidride carbonica libera (>250 mg/L), facilita la digestione. Tale anidride carbonica aumenta l’acidità dell’acqua. Se con la dieta consumiamo diversi cibi acidi, quest’acqua non è indicata.

9. Ricca in sodio: idonea soprattutto per gli sportivi e nei mesi estivi per aumento della sudorazione, ma non indicata nei soggetti ipertesi.

10. Povera di sodio (tenore di sodio inferiore a 20 mg/L): perfetta per soggetti ipertesi e per combattere la ritenzione idrica.

O.M.


LE QUANTITÀ

Due litri al giorno
La classica regola non vale sempre

Ecco quanta acqua bere, tra curiosità e falsi miti. Di solito si parla di almeno 2 litri al giorno. In realtà, la quantità varia da persona a persona, a in base a patologie, stili di vita, attività fi sica e clima. Bere molta acqua aumenta la diuresi e favorisce la perdita dell’acqua in eccesso. Durante i pasti 1-2 bicchieri di acqua favoriscono la digestione. La gasata, ricca di anidride carbonica, stimola i recettori della lingua, dissetando: meglio alternarla alla liscia e evitare nei soggetti con ernia iatale, refl usso gastroesofageo e gastrite. Appena svegli bere un bicchiere di acqua a temperatura ambiente per reidratare subito l’organismo e aiutare la peristalsi intestinale. E un bicchiere prima dei pasti può ridurre la fame.


La salute in un bicchiere di vino

Il nettare degli dei protegge l’apparato cardiovascolare e inibisce lo sviluppo dei tumori

di Chiara Bettelli

SALUS PER VINUM: la bevanda conviviale per eccellenza offre molti benefi ci a favore dell’apparato cardiovascolare e sono numerose le ricerche che ne rivelano gli effetti antiossidanti e antinvecchiamento. Anche per quanto riguarda la giovinezza della pelle: i polifenoli racchiusi negli acini d’uva, una volta stabilizzati, combattono i radicali liberi e sono i componenti di effi caci trattamenti dermocosmetici anti- età. «L’osservazione del ‘paradosso francese’, fenomeno correlato al consumo di vino rosso, per il quale in Francia – nonostante un’alimentazione composta da alimenti ricchi in acidi grassi saturi – le malattie cardiovascolari sono inferiori rispetto ad altri Paesi, ha supportato l’ipotesi dell’azione benefi ca di sostanze contenute nel vino» spiegano i ginecologi Elena Lenzi e Andrea Riccardo Genazzani. Non solo: «Studi dell’Università di Chicago riferiscono che il resveratrolo inibisce tre tappe della carcinogenesi: l’inizio, grazie alle sue proprietà antiossidanti e antimutagene, la promozione e la progressione del tumore», riferisce Donato Lanati, uno tra i più importanti enologi mondiali. Per quanto riguarda la donna, il vino combatte i problemi della menopausa, caratterizzata da un defi cit estrogenico che può comportare osteoporosi e malattie del cuore e delle arterie. «Il resveratrolo contenuto nel vino è identifi cato come fi toestrogeno – affermano Lenzi e Genazzani -. La sua assunzione moderata ha un effetto benefi co sulla perdita di osso trabecolare, contrastando l’insorgenza dell’osteoporosi ». Attenzione, invece, ai superalcolici, il cui abuso determina conseguenze negative per la salute e per il comportamento sociale. Nel vino l’alcol è meno concentrato. Ma qual è il futuro dell’enologia, soprattutto in Italia? «Si punterà sulle tecnologie non invasive. Meno sostanze chimiche ma fi siche, come i campi magnetici. Per quanto riguarda le vinifi cazioni si farà uso del freddo, e ci sarà risparmio di acqua ed energia anche in cantina. Già si passa a materiali come cemento e ceramica al posto dell’acciaio per la conservazione e la vinifi cazione. Poi si pensa a recuperare la Co2 che si sviluppa durante la fermentazione alcoolica in cantina – spiega Dora Marchi, biologa direttore laboratorio Enosis -. Nei vigneti si usa ancora troppo rame come antiparassitario ma sono in corso ricerche per sostituirlo con alcuni microorganismi. Importante anche riuscire a contrastare i cambiamenti climatici, cercando di ritardare la maturazione dell’uva e contenere l’aumento del ph». Il focus, nel futuro, si concentra sui vitigni: «L’espressione più convincente dell’enologia italiana si ha quando un vitigno, in simbiosi con un particolare terreno, si esprime soltanto in quello specifi co ambiente con una eccellenza che – con quella varietà d’uva – non è possibile raggiungere in nessun’altra parte del mondo. La nostra enologia deve valorizzare i territori in cui il connubio con un vitigno ha dato risultati irripetibili – afferma Lanati – e far conoscere quei territori, facendo ricerca sulla sostenibilità».


GLI STUDI

L’Eros di Bacco
Il desiderio viene bevendo

Un bicchiere di vino rosso può migliorare l’umore e la sessualità, ma vanno evitati gli eccessi: “Bere stimola il desiderio ma abbassa la performance” scriveva William Shakespeare nel Macbeth. «Il vino ha effetti positivi o negativi sull’eros, agendo indirettamente tramite i centri nervosi, o direttamente sull’apparato genitale» affermano gli esperti della Società italiana di andrologia. La capacità dell’alcol di suscitare desiderio, di rendere ben disposti al corteggiamento, di allontanare la paura dei rischi, può essere legata all’azione farmacologica dell’etanolo sul sistema nervoso centrale. L’assunzione di alcol, infatti, innescando un complesso meccanismo neurochimico cerebrale, infl uenza il rilascio di dopamina e di endorfi ne, i neurotrasmettitori che rappresentano il substrato biologico del desiderio. E può ridurre alcune problematiche sessuali. Per quanto riguarda l’uomo: «Il ruolo attivo nei confronti della disfunzione erettile è svolto da alcuni antiossidanti presenti nel vino rosso – specifi ca Nicola Mondaini, dirigente medico dell’ospedale Santa Maria Annunziata di Firenze -. Un consumo regolare e moderato (2-3 bicchieri al giorno per l’uomo e 1-2 per la donna) può ridurre il rischio di malattia coronarica e lo stesso effetto protettivo sul sistema cardiovascolare può essere esteso alla disfunzione erettile, punta dell’iceberg di un disturbo vascolare sistemico». E l’eros femminile? Secondo uno studio epidemiologico realizzato dall’Università di Firenze e pubblicato sul Journal of sexual medicine, il vino rosso oltre ad aumentare l’affl usso di sangue nei genitali consentendo maggiore eccitazione, aumenta nelle donne il desiderio sessuale. Da questo studio è nata l’idea del libro Vino e Eros (Giunti) promosso dalla Società italiana di andrologia e depositato all’Agenzia Italiana del farmaco. Rifl essioni e interventi scientifi ci su amore, sesso e cibo (con il corredo di buon vino).

C.B.