TERRE DI PISA GUIDA AI VINI E ALLE CANTINE

Carrellata di vini e di cantine che rappresentano un’eccellenza in un territorio diventato sinonimo di qualità Cabernet, Merlot, Sirah e Sangiovese sono i vitigni protagonisti di un territorio dove sono state issate rigide regole per accrescere il prestigio

a cura di Paolo Pellegrini

SANFORTE
Cosimo Maria Masini

Un vino antico da un’uva locale, parente del Sangiovese per la carica polifenolica, prodotto in sole 900 bottiglie l’anno. Ma nel bicchiere rivela qualità inaspettate, grazie anche al lungo “riposo” di due anni tra botti di legno e bottiglie. Colpisce subito il carattere speziato, il pepe nero che si coglie al naso insieme alla ciliegia; in bocca colpisce per la inezza dei tannini, e si distingue per il contenuto alcolico, la buona sapidità e il bel corpo di un vino elegante.

2016 • IGT Rosso Toscano
Sanforte • 38 euro

PRUNICCE
Pakravan Papi

Un blend tra tradizione e novità, tra freschezza e potenza in un vino che unisce gli aromi delicati e fruttati del Sangiovese piccolo con quelli più speziati e severi del Cabernet Sauvignon e del Cabernet Franc: risultato, un vino che può invecchiare, e che però colpisce subito per i profumi di frutti rossi e di prugna matura, con sentori di spezie e suggestioni di bosco. In bocca si avverte un buon equilibrio tra le note di lampone, mirtillo, ciliegia, e gli intensi sentori di spezie e rovere, mentre le sensazioni pepate con punte di vaniglia e cannella si mescolano a ricordi di quercia e cioccolato verso un inale asciutto e persistente.

2016 • Igt Toscana • Sangiovese,
Cabernet Sauvignon, Cabernet
Franc • 12 euro

L’EREDE Cupelli

Vecchio Trebbiano tanto bistrattato e disprezzato come “uva del contadino”, estirpato per lasciare spazio ai vitigni a bacca rossa… ecco che cosa ti può combinare in mano a giovani vigneron specializzati nel creare ottimi spumanti. Come questo brut millesimato, che vive la rifermentazione in bottiglia con a inamento sui lieviti per almeno diciotto mesi. E quando si stappa rivela un perlage ine, leggero e persistente nella sua livrea gialla con lievi rilessi verdi, e sprigiona un fresco profumo di pesca e mela verde con fragranze di iori bianchi. Il gusto è pulito e armonico, pervaso di buona acidità che lascia spazio a un piacevole inale di crosta di pane.

2015 • VSQ Metodo Classico
Trebbiano toscano • 15 euro

IXE
Pietro Beconcini

Gli anziani lo conoscevano come Giacché, ma nessuno riusciva a dare un’identità a questo “vitigno X”, (“ixe” nella pronuncia locale) da sempre presente in zona. Leonardo Beconcini decise di reimpiantare 5 ettari dalle 275 viti rimaste, poi nel 2004 si riuscì ad accedere al Dna e stabilire inalmente che si trattava di tempranillo, forse risalente ai pellegrinaggi nei secoli lungo la via Francigena. Un bel colore rosso con i rilessi violacei e blu tipici del vitigno, trasparente ma molto profondo e brillante.

2016 • Toscana Igt • Tempranillo
16 euro

CHIANTI RISERVA
Fattoria Uccelliera

Un Chianti Riserva che non tradisce le attese in da quando lo versi nel bicchiere con il suo rosso rubino intenso dai rilessi caldi e dalle lievi sfumature verso il granato. Il profumo è ampio, elegante e complesso con sentori di frutta rossa e note di spezie, ma anche lievi note di iori ed erba e poi mora, spezie e un accenno di boisé. Armonico ed elegante, ampio di volume e di struttura, in bocca è intenso, fresco, morbido e ben equilibrato.

2015 • Chianti Riserva Docg
Sangiovese, Canaiolo • 12,50
euro

GIUSTO ALLE BALZE
Podere Marcampo

Il bel colore profondo, tra rosso cupo e violaceo, rivela netta l’impronta varietale di un merlot che al naso è intenso, ricco di note speziate e loreali, con una lunga scia di spunti tra la liquirizia e la viola, e poi ciliegie e prugne ma anche sentori ferrosi, di graite e di pepe. In bocca è avvolgente e maestoso, robusto e rotondo, compatto nella grande potenza e nel morbido equilibrio di tannini.

2016 • Igt Toscana Rosso
Merlot • 35 euro

FELCIAIO
Badia di Morrona

Un Vermentino classico, di notevole carattere accentuato dalla raccolta che di norma avviene nella prima settimana di settembre. Il risultato sarà questo vino giallo paglierino ma con rilessi verdognoli di buona e intensa lucentezza. Il bouquet composto di delicate note di iori e di agrumi si rivela fresco e ine, al sorso il primo impatto lascia avvertire ricca salinità e un fruttato importante, e la decisa sapidità non prevarica su una buona e morbida freschezza. Ottimo compagno di primi piatti a base di pesce ma anche di crostacei.

2018 • IGT Vermentino Toscano
Vermentino • 6 euro

SOPRA
Colline di Sopra

Un tipico Syrah ricolmo di territorio, dal colore rubino intenso eppure non troppo cupo, con un aroma che rivela sensazioni di prugna matura, iori macerati e pepe nero. Al gusto, la prima nota che risalta decisa è la dolce maturità del frutto, capace di avvolgere la bocca grazie alla buona densità dei tannini, mentre una piacevole scia di carattere minerale regala al sorso l’energia e lo slancio per chiudere in freschezza.

2015 • Igt Costa Toscana Rosso
Syrah • 32 euro

PITTI ROSATO
Torre a Cenaia

Il rosa tenue della viniicazione in bianco, di impronta francese, per un Sangiovese scelto con rigore tra le migliori uve dei vigneti, tutti coltivati secondo principi biologici. E delicato è anche il profumo, tra note di frutta rossa e petali di rosa. Il sapore è armonico ma vivace, in bocca regna la morbidezza non stucchevole della rosa e del frutto per accompagnarsi perfettamente con piatti di pesce, carni bianche, minestre e sformati di verdure.

2018 • Igt Toscana
Sangiovese • 9 euro

GATTA CI COVA
Le Palaie

Un vino ammiccante, intrigante, quasi malandrino e anche un tantino ru iano: sotto l’apparenza di un rosso “impegnativo” si cela in realtà qualcosa di innovativo, ispirato certamente a un mercato che chiede con insistenza un vino di pronta beva, magari da gustarsi anche fresco contro i tradizinli canoni dei rossi toscani. Ed eccolo qua, appunto, “Gatta ci cova”: nel bicchiere si presenta in una bella livrea color rosso rubino con intensi rilessi violacei, e avverti immediata la inezza e l’eleganza del bouquet di frutti a bacca rossa, poi sostanziata nel sorso fresco dai tannini morbidi, con spiccata acidità e la frutta fresca che accompagna al bel inale persistente.

2017 • Igt Toscana • Merlot, Sangiovese
• 11 euro


CLIMA MITE E TRADIZIONE

L’inlusso della costa tirrenica favorisce un equilibrato sviluppo e un’ottima ioritura della vite. E le prime attestazione della fama dei vini qui prodotti risale al 1883

La Doc Terre di Pisa è una Denominazione molto recente,pur avendo il territorio una storia enologica di lunga data. Il motivo principale della sua istituzione, va ricercato nel desiderio dei produttori di un vasto areale, che dal mare va verso le colline, di sottrarsi dalla omologazione della DOCG Chianti e di rilanciare l’immagine del loro vino sotto l’indicazione prestigiosa della città di Pisa. Le prime attestazioni della fama dei suoi vini risalgono al 1883 come dimostrano le esportazioni di vino da parte di aziende prestigiose quali ad esempio la Barone Ricasoli. Qualche anno dopo viene organizzata la prima iera campionaria a Pisa di vini ed oli pisani, forse la più antica del genere in Italia. A dimostrazione di quanto già fosse sviluppata l’attività enologica in provincia di Pisa, Sirio Martini, nel libro “I Pregiudizi nella coltivazione della vite in Toscana” del 1897, scrive: “(…) una delle cause principali dell’inferiorità dei nostri vini è quella di non saper troppo bene adattare il vitigno alle varie condizioni. Anche il mercato ha le sue esigenze e deve sempre riconoscersi come il grande regolatore della produzione”. Con la ricostruzione post illosserica nel 1935, nei vivai del Consorzio Provinciale per la viticoltura di Pisa, si attuano iniziative, come le deinisce la stampa di allora “per cultura della vite in campo educativo, morale e commerciale, attraverso corsi per educare maestranze specializzate nelle pratiche vinicole, specialmente nell’innesto; studio dei vitigni americani che meglio si adattano ai vari terreni della Provincia”. La Denominazione di Origine Controllata “Terre di Pisa” rosso risale al 2011 ma importanti modi iche sono state apportate nel 2014. Essa è riservata al vino ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale dai vitigni Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah da soli o congiuntamente, (minimo 70%). I vini a Denominazione di Origine Controllata “Terre di Pisa” non possono essere immessi al consumo se non dopo un periodo di invecchiamento di almeno 16 mesi a partire dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve, di cui almeno 12 mesi in recipienti di legno o altro materiale e 4 mesi di a inamento in bottiglia. È una formulazione varietale molto moderna che consente al produttore di adattare il contributo organolettico dei vari vitigni alle condizioni del suo terroir. La Denominazione di Origine Controllata “Terre di Pisa” Sangiovese è riservata invece al vino ottenuto dalle uve di Sangiovese, (minimo 95%) provenienti dai vigneti aziendali. L’area interessata dalla DOC comprende i territori vitivinicoli dei comuni di Capannoli, Casciana Terme, Chianni, Crespina, Fauglia, Lajatico, Lari, Lorenzana, Montopoli V.A., Orciano Pisano, Palaia, Peccioli, Ponsacco, Pontedera, San Miniato, Santa Luce e Terricciola le cui condizioni climatiche mitigate dall’inlusso della costa tirrenica soprattutto nei comuni più occidentali favoriscono, con la loro mitezza, un equilibrato sviluppo vegetativo e un’ottima ioritura e allegagione della vite. Le temperature oscillano infatti intorno ai 15 gradi, con una media nel periodo invernale di + 6 °, e nel periodo estivo di + 24°: La piovosità media totale annua non supera i 780 mm, con precipitazioni concentrate nei mesi autunno/invernali (circa il 60% delle piogge) ed il restante in primavera/estate (circa il 30% in primavera ed il 10% in estate). Morfologicamente la zona è caratterizzata da rilievi collinari dolci di non elevata altitudine, con punte massime di altezza di 400 metri slm. con una media prevalente dell’altitudine di 250 metri slm. Dal punto di vista geologico la zona mostra caratteri molto eterogenei, con prevalenza di formazioni calcaree ed argillo/scistose. I suoli sono in prevalenza a tessitura franco-argillosa e franco-limosa, derivati dalle formazioni calcaree e la loro profondità è generalmente media. Si riscontrano anche terreni originatisi da sabbie e argille del Pliocene-Pleistocene, soprattutto verso il mare.


I vitigni a confronto

Cabernet

Nel 1785 Secondat Montesquieu,iglio del famoso scrittore politico francese, deinisce il Cabernet sauvignon “il vitigno perfetto”, in quanto riusciva nella di icile sintesi di rusticità, cioè di produrre con regolarità in ambienti molto diversi, e di eccellenza, per le caratteristiche qualitative dell’uva. I primi trattati di agricoltura pubblicati alla ine del Settecento datano ai cosiddetti “agricoltori illuminati”, in Toscana, inizia, sebbene molto timidamente, la coltivazione delle “uve francesi” per produrre i vini “claretti alla francese”, ad imitazione dei claret bordolesi che tanto successo avevano sul mercato inglese. Molto spesso però il vitigno era usato come miglioratore di varietà locali.

Merlot

Il Merlot è un vitigno a bacca rossa originario della Francia, in particolare della zona di Bordeaux, la cui coltivazione si è successivamente espansa in tutta Italia dalla ine dell’Ottocento. Il suo nome, richiama quello del merlo, per il colore nero del suo piumaggio o come evocano alcuni sinonimi in patois, Merlau o Merlaud, di piccolo merlo. Recentemente sono stati individuati i suoi genitori nel Cabernet Franc e nella Madeleine de Charente. Il Merlot è un vitigno che si adatta a tutte le tipologie di suolo, ma predilige in particolare i terreni collinari freschi con buona umidità durante l’estate. Inoltre predilige le aree ben arieggiate, ma non eccessivamente esposte.

Syrah

Le prime testimonianze dello Syrah in Italia risalgono al 1828 e si riferiscono alla sua presenza in alcune collezioni ampelogra iche dell’Italia settentrionale. Le prime indicazioni sul comportamento agronomico e sulle attitudini qualitative del vitigno vengono fornite dal Mondini nel 1903, dalle quali si evidenzia una certa tolleranza alla peronospora, il germogliamento tardivo, la sensibilità alla clorosi ferrica ed alla siccità. Elevate erano le esigenze in temperatura ed in luminosità e la produzione di uva era spesso insoddisfacente per l’elevata incidenza delle virosi. Non veniva mai coltivata in purezza ma assieme alle vecchie varietà locali alle quali apportava colore, morbidezza ed aroma.

Sangiovese

Le origini e la provenienza del Sangiovese sono incerte e le prime informazioni che lo riguardano risalgono solo al 1597, quando Giovan Vittorio Soderini nel suo trattato “La coltivazione delle viti” ne parla in questi termini: “Il Sangiocheto o Sangioveto è un vitigno rimarchevole per la sua produttività regolare”. La Toscana e la Romagna si contendono il primato delle origini. In generale si parla di Sangiovese, ma in realtà questo termine deinisce un gran numero di varianti fenotipiche formatesi nel corso dei secoli nei diversi territori. In Toscana ad esempio se ne distinguono alcune tipologie, tutte riconducibili a un unico proilo genetico, quali Sangiovese Grosso, Prugnolo Gentile e Sangiovese Piccolo.


I VINI DELL’OLTREPO PAVESE

Una selezione di bottiglie e di cantine del territorio occupato in gran parte da vigneti. Il iore all’occhiello è l’Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg Da segnalare un nuovo termine per identiicare alcuni vini: Cruasé, formata dalla fusione tra cru (selezione) e rosé

TESTAROSSA
La Versa

Pinot Nero 100%, è un Metodo Classico tra i più iconici dell’Oltrepò Pavese. Colore giallo paglierino, spuma bianca cremosa, perlage sottile, continuo e persistente, fragranza di confettura di ribes, nocciola tostata e alloro. Sapore morbido ma fresco, con gradevole fondo di piccoli frutti maturi. Va servito a 6-7 gradi in bicchieri a lûte.

www.laversa.it
27 euro

VINCENZO COMI RISERVA DEL FONDATORE
Travaglino

Espressione del Pinot Noir (85%) e dello Chardonnay (15%), conserva un’apprezzabile capacità di evolvere nel tempo. Colore giallo paglierino carico e perlage ine e persistente, rivela un profumo ricco di sentori di crosta di pane e frutta matura. Ideale in abbinamento ad una cucina di qualità.

www.travaglino.it
28 euro

PERNICE 2015
Vistarino

Ottimo Pinot Nero, espressione di un’azienda che di questo vitigno ha fatto una bandiera. Vino rosso rubino profondo con tipici rilessi granata e aroma complesso e ampio con profumi di viola e piccoli frutti, ca è tostato e cacao. Elegante ed equilibrato, rivela una piacevole mineralità. Perfetto con selvaggina, formaggi stagionati e arrosti.

www.vistarino.it
36 euro

NOIR
Tenuta Mazzolino

Pinot Nero 100%, s’impone al sorso per il ventaglio di sapori che spaziano dai frutti rossi maturi alle spezie piccanti, dal balsamico ai legni aromatici. Trama setosa ma itta, si abbina a selvaggina di piuma, lepre, pesci nobili, carne rossa e grassa (salmone, tonno, rombo) e formaggi di medio invecchiamento.

www.tenuta-mazzolino.com
34 euro

GIORGI 1870
Giorgi

Da uve Pinot Nero, è uno spumante metodo classico colore paglierino intenso, con rilessi dorati e perlage ine. Bouquet ampio e lungo con reminiscenze di salvia, menta, albicocca e vaniglia. Eccellente a tutto pasto e come aperitivo.

www.giorgi-wines.it
20,50 euro

BRUT NATURE
Rossetti&Scrivani

Spumante ottenuto da Pinot Nero, si presenta con un colore giallo paglierino intenso e un perlage continuo. Si riconoscono sentori di iori bianchi, frutta candita e frutta secca. Gusto secco e sapido, è perfetto come aperitivo ma anche accostato a pesce, crostacei e risotto di mare.

www.rossettiescrivani.it
25 euro

VIGNA MARTINA
Isimbarda

Sapido ed elegante, giallo paglierino e carico di note loreali. Al 100% da uve Riesling Renano, il Riesling Superiore prodotto da questa azienda ha meritato importanti riconoscimenti. Vino da pesce, ma ben abbinabile anche a carni bianche e primi piatti a base di verdure.

www.isimbarda.com
8,70 euro

OLIVA
Ca’ di Frara

Riserva D.O.P. di Riesling Renano 100%, con a inamento di 2 anni in bottiglia, è un bianco dal colore giallo paglierino intensv o e brillante con sfumature verdastre. Aroma silvestre con sfumatura di pera matura e palato morbido come una pera succosa, con freschezza sapida.

www.cadifrara.com
14 euro

LA RIVA DI SASS
Quaquarini

Bonarda ine e intenso che richiama i frutti di bosco, le more e le ciliegie, è armonioso, morbido e avvolgente, con buona persistenza. Vino da tutto pasto a base di Croatina (85%), Barbera (10%) e Ughetta di Canneto (5%), si accompagna a salumi, bolliti, agnolotti, risotti e cacciagione.

www.quaquarinifrancesco.it
8 euro

COLLEZIONE 2007
La Versa

Colore giallo paglierino con perlage sottile, Brut intenso fragrante

www.laversa.it
18 euro

2014
Consorzio Club del
Buttafuoco Storico

Colore rosso rubino carico, brillante, vino di grande personalità.

www.buttafuocostorico.com
19,50 euro


CALICI ELEGANTI E DIVERTENTI

La Doc Oltrepò Pavese propone tipologie che vanno dal Rosso, al Rosato e al Bianco e ne contempla altre realizzate con varie uve dal Barbera al Riesling, dal Cortese al Moscato oltre a Malvasia, Pinot Nero e Cabernet Sauvignon

È la zona vitivinicola più grande di tutta la Lombardia con una supericie di circa 15mila ettari vitati, di cui 11mila specializzati e destinati alla produzione di vini Doc e Docg. La Doc Oltrepò Pavese si propone con un’ampia gamma di tipologie che oltre al Rosso, anche Riserva, al Rosato, anche Frizzante, e al Bianco ne contempla altre 31 realizzate con varie uve tra cui Barbera, Riesling, Cortese, Moscato, Malvasia, Pinot Nero, Chardonnay, Sauvignon e Cabernet Sauvignon. I vini bianchi hanno sempre un buon equilibrio e in bocca si presentano con un’entratura complessa, elegante, tonda ed equilibrata che armonizza la vena alcolica con la sapidità, rendendoli freschi, lunghi e persistenti. Di bella beva, non impegnativi, pronti e di facile consumo, piacevoli a tavola, sono quelli che riportano l’indicazione Oltrepò Pavese Rosso Riserva, ottenuti da una base di uve di Barbera, per dal 25 al 65%, a cui si possono aggiungere quelle di Croatina, dal 25 al 65%, oltre a Uva Rara, Ughetta (detta anche Vespolina). Un altro vino da segnalare è l’Oltrepò Pavese Barbera Riserva, che prevede l’impiego di uve Barbera per un minimo dell’85%, con un eventuale saldo di uve a bacca rossa autorizzate non superiore al 15%. Si presenta di solito di un colore rosso rubino intenso con rilessi granati e con profumi vinosi, mentre in bocca è sapido e strutturato. Ma è impensabile non fare riferimento tra le denominazione del Pavese alla Bonarda dell’Oltrepò Pavese Doc che è forse il vino “più divertente” dell’areale, di pronta beva, entusiasmante nella sua versione frizzante. Altra denominazione dell’areale è il Casteggio Doc alla cui base ampelograica concorrono le uve di Barbera per un minimo del 65%, a cui si possono sommare le uve di Croatina e/o Uva Rara e/o Pinot Nero, insieme o da sole, nella misura massima del 35% ed il Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Doc viniicato in rosso, di un bel colore rosso rubino che presenta all’esame olfattivo sensazioni di eucalipto, menta e foglie di tabacco, aromi del sottobosco, note che si mischiano a profumi ini ed eleganti di frutti rossi e lamponi maturi, di rose e spezie. In bocca risulta elegante, fresco, piacevole, lungo e persistente. Ma il iore all’occhiello dell’areale è naturalmente l’Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg, una denominazione che include le tipologie Oltrepò Pavese Metodo Classico, Oltrepò Pavese Metodo Classico Rosé, Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero e Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Rosé. Il grande lavoro fatto dal Consorzio ha portato anche a coniare per le tipologie Rosé della Docg Oltrepò Pavese Metodo Classico un nuovo termine collettivo intorno al quale identiicare questi particolari vini: Cruasé, una parola formata dalla fusione tra “cru” (selezione) e “rosé”. L’Oltrepò Pavese Metodo Classico è uno spumante di grande eleganza, di un giallo paglierino dai rilessi dorati e lo arricchisce con spuma cremosa e un perlage ine e persistente; al naso ha una grande freschezza che si gioca su note tostate di paniicazione e lievito che si mescolano a quelle loreali di glicine e acacia e ad altre vegetali, in un crescendo di aromi che passano dalla nocciola tostata ai sentori di uva spina, dalla pera agli agrumi per poi fondersi a note vegetali di timo e chiudere con nuance terziarie.


LA VERSA

Ritorna una grande tradizione e debutta una nuova linea

di Gabriele Tassi

Ci avevano visto lungo più di ottant’anni fa, guardando il futuro attraverso un calice di bollicine. E non si sbagliavano i viticoltori pavesi de La Versa quando decisero di creare il primo spumante metodo classico italiano. Dal successo datato 1935 a oggi ne è passata di acqua sotto i ponti: prima i favolosi anni ‘50, poi le sponsorizzazioni sportive degli anni duemila. Oggi un punto e a capo nella storia della cantina nell’Oltrepò, che nel 2017 è ripartita grazie all’acquisizione di Cavit e Terre d’Oltrepò, e ora sta vivendo una vera rivoluzione interna, grazie al nuovo direttore commerciale Massimo Sala, e alla collaborazione con l’enologo di fama mondiale Riccardo Cotarella. Il primo obiettivo è quello di “gettare solide fondamenta per il marchio. Abbiamo quindi ricostruito – spiega Sala – tutta la produzione, e prossimamente lanceremo un’intera linea nuova La Versa. Il cavallo di battaglia – neanche a dirlo – rimane quello: il metodo classico. Bottiglie come il Testarossa, il fascino millesimato delle uve 100% di Pinot Nero, una costante dell’Oltrepò; maturato 36 mesi dalla vendemmia e 1 mese in bottiglia dopo la sboccatura. Ma la vera novità sarà una linea nuova: Bonarda, Pinot Nero, Riesling e Buttafuoco. Tutti vini d’annata, pronti all’uso, scelti con cura dai 120 ettari accuditi dal nostro agronomo”. Una selezione in vigna insomma, cominciata ancora prima della vendemmia. “La raccolta sta per inire – prosegue il direttore commerciale – e già da questa settimana cominceranno i primi assaggi per arrivare a una produzione ideale di 30/40mila bottiglie per tipo”. Un accurato lavoro di scrematura e selezione quello che si appresta a eseguire La Versa, proprietaria di circa il 75% dei vitigni dell’Oltrepò, e nel mirino oggi c’è “l’ambizione di riportare la grande qualità in cantina”, chiude Sala, af- idandosi a quella bolla che oltre ottant’anni fa fu la sua fortuna.