LE ETICHETTE E LE CANTINE DELLE MARCHE

di Davide Eusebi

REGINA DEL BOSCO
Società agricola Dezi

La consistenza materica si annuncia già alla vista dove appare un abito setoso pieno. Siamo di fronte ad uno dei grandi vini rossi italiani, capaci di dialogare senza remore con i francesi. C’è terra nel calice, su cui cadono frutti neri come la mora, il lampone, il ribes di tarda stagione, quindi un alito balsamico di foglia di menta e ancora bacca di vaniglia e maggiorana. Poi sangue di edera, papavero, pepe nero. I tannini sono polvere di stelle. Serve una buona ora per venirne a capo ma non ci riuscirete : vino ininito.

2016
Igt Marche Rosso
32 euro

STEFANO ANTONUCCI
Azienda Santa Barbara

Giallo dorato limpido, che induce alla chiarezza d’intenti. Gran vino, di eleganza transalpina, inissimo, che si annuncia all’olfatto con trame di freschezza, salvia, maggiorana. Poi arriva il frutto, anch’esso vestito di eleganza, che ritroviamo anche all’assaggio: pesca e rosa gialla che lasciano al palato la loro polvere, un tannino setoso. Vino complesso che bisogna ascoltare di nuovo all’olfatto dove arriva mineralità che si ritrova poi anche al sorso. Finale ammandorlato, come da grande Verdicchio di mondo, un po’ l’immagine di chi l’ha ideato: Stefano Antonucci, creatore di emozioni.

2017
Verdicchio dei Castelli di Jesi
doc Classico superiore
15 euro

ROGGIO DEL FILARE
Azienda agraria
Velenosi

Un nobile marchigiano che viaggia il mondo e forse lo guarda dall’alto, su nell’olimpo dei vini che sono per sempre. Ha colore rubino itto consistente. L’impatto olfattivo è uno sprofondo sanguinoso di frutti rossi, che cadono a terra uno alla volta per ampliicare al palato tutta la loro anima: mora, amarena, quindi visciola. Il sorso si spande e l’amarena gonia si snuda, asciugata da un manto amaricante che veste di eleganza olimpica questo vino. Chiusura con suono di mirtilli.

2017
Rosso Piceno Doc Superiore
30 euro

ERGO SUM
Cantina Mirizzi

Versa subito sangue minerale al calice, mostrando luidità materica di gran classe. Si accende dunque all’olfatto la pietra focaia su cui riposa il cappero che dona salinità e quindi frutti come ico, mango e papaya che ritroviamo anche all’assaggio, assieme a venature di miele e tannino tufaceo granuloso. Il inale è amaricante. Ma non è inita. Tornate a sentire i profumi di questo vino inissimo (pare una seta araba), con crosta di pane e za erano, quindi note agrumate e inine frutti della passione. Proprio così: un verdicchio naturale che trasmette passione di vigna. Un pezzo unico.

2016
Verdicchio dei Castelli di Jesi
doc classico
80 euro


LE ETICHETTE E LE CANTINE DELLA SICILIA

La natura dei terreni dell’isola è diversificata e si passa dai suoli argillosi della Sicilia occidentale dove prevalgono vigneti a spalliera di uve rosse fino a quelle vulcaniche che danno vini di grande finezza

di Lorenzo Frassoldati

ALTA MORA
Cusumano

La cantina “sul vulcano” dei fratelli Alberto e Diego Cusumano si snoda fra quattro ‘contrade’ a Castiglione di Sicilia: Verzella, Guardiola, Feudo di Mezzo e Solicchiata. Questo rosso è Nerello Mascalese 100%, la varietà autoctona coltivata a spalliera e ad alberello ad una altitudine di 600/800 metri. Bicchiere-simbolo della maison e del territorio, pieno di energia e personalità. Nitidi i frutti di bosco al naso; al gusto secco, asciutto, elegante. Freschezza e persistenza nel inale.

2017
16,50 euro

FRAPPATO
VITTORIA DOC
Valle dell’Acate

Un rosso di grande personalità, fragrante e fresco, da mettere sia sul pesce sia su salumi e formaggi. E’ il must della cantina di Gaetana Jacono, 80 ettari di vigneto (oggi tutti bio) da sei generazioni in mano alla famiglia. Valle dell’Acate produce vini solari, eleganti da 7 territori che regalano unicità e identità ai vini. Grande attenzione alla salvaguardia dell’ambiente (acqua, energia) e valorizzazione delle uve autoctone tipiche della Sicilia sud-orientale.

2019
12,50 euro

CERASUOLO
DI VITTORIA
Santa Tresa

Il Cerasuolo Docg è la bandiera enoica del Ragusano. Santa Tresa è un nome storico del territorio, azienda rilanciata dalla passione dei fratelli Stefano e Marina Girelli, scesi in Sicilia dal Trentino. Da uve Nero d’Avola (60%) e Frappato, un bicchiere bio e vegan. Af- inato tra legni grandi e piccoli, al naso sa di marasca e susine, in bocca avvolgente, di buona struttura e persistenza. Molto versatile, si sposa con la cucina isolana di carne e pesce.

2018
15 euro

VANEDDA BIANCO
Cortese

Vanedda è il nome con cui in siciliano si chiamano le piccole stradine di campagna, ed è anche il nome del bianco di punta dell’azienda agricola Cortese, a Vittoria, nel meraviglioso entroterra ragusano a due passi dal mare. Blend di Catarratto, Grillo e Fiano, in bocca è ricco, pieno di sfumature, con un’acidità intrigante. A inato in botti grandi e bottiglia, Vanedda è il testimone di una azienda tutta bio, che punta su tecniche di coltura tradizionale e tutela della biodiversità.

2019
15 euro


ECCELLENZE SICILIANE

Oltre gli intramontabili pomodori di Pachino l’origano dei Monti Iblei, il cioccolato di Modica e le mandorle di Avola universalmente note ecco piccole chicche che meritano attenzione come caciocavallo, limoni e il pescato

Chi mai si è sottratto al fascino, cromatico e anche musicale che sta nella pronuncia del nome, Pomodoro di Pachino IGP? Coltivazione recente, introdotta cent’anni addietro, e dal 1989 in mano perlopiù a un’azienda sementiera israeliana, che produce le varietà Noemi e Rita, tra le più apprezzate. Chi mai, apprezzatone il profumo e il gusto intensi, sfugge al desiderio di portare a casa, di ritorno da un viaggio in questo fazzoletto di Sicilia, un mazzetto di origano selvatico dei Monti Iblei? Certo alcuni viaggiatori perlustrando l’interno si saranno spinti sino ai 670 metri di Chiaramonte Guli, dove i salumi rappresentano una grande attrattiva gastronomica insieme al viscoso e saporito olio extravergine di oliva Monti Iblei DOP (montiblei.com), ma a molti sarà sfuggito il tartufo nero cavato sulle colline di Palazzolo Acreide, dove un manipolo di preparati ristoratori ha creato un vero e proprio cenacolo della gola, facendo così riiorire con pietanze e prodotti locali la città barocca (vicoliesapori.it). Nei riti della tavola e nei cibi il ricordo pressante della dominazione araba e delle incursioni saracene: alle Teste di turco di Scicli (giganti bignè dalla vaga forma di turbante e ripieni di crema pasticcera o ricotta) spetta il primato della golosità.

di Riccardo Lagorio

1
CACIOCAVALLO
RAGUSANO DOP

In 15 Comuni tra le province di Ragusa e Siracusa nasce il Caciocavallo Ragusano DOP, formaggio a pasta ilata e dalla forma a parallelepipedo. Il latte con cui si produce è quello delle vacche alimentate in prevalenza dal pascolo con essenze spontanee nel territorio ibleo. I foraggi in esubero, che diventano ieno, integrano il pascolo l’anno successivo. Proprio nella lora spontanea di quest’area va ricercata la bontà del formaggio: oltre alle graminacee, malva, germogli di corbezzolo, di mirtillo, di rosa canina, di biancospino. La lavorazione è ancora del tutto artigiana, spesso con utensili in legno e la salatura avviene in salamoia satura. Le forme vengono legate a coppia con sottili funi e poi appese a cavallo di travi di legno. Per diventare Ragusano DOP, le forme devono invecchiare almeno 3 mesi. Dolce e poco piccante nei primi stadi di stagionatura, diventa piacevolmente piccante a stagionatura avanzata, quando letteralmente si sfoglia (consorzioragusanodop. it).

2
MANDORLA DI AVOLA

Versatili in cucina e indispensabili in pasticceria, i mercati internazionali più esclusivi se le contendono: sono le mandorle di Avola. Negli appezzamenti vicini al mare e sulle prime colline tra Siracusa e Ragusa, le aree più soleggiate d’Italia, la ioritura è precoce, di fatto in inverno, e il clima assai favorevole per lo sviluppo di tre varietà: la Pizzuta, dal guscio duro e liscio e seme piatto color rosso cuoio, la Romana, triangolare e utilizzata solo in pasticceria, e la Fascionello, fragrante e usata perlopiù in confetteria. La Pizzuta in particolare è considerata la regina per la produzione di confetti. Le mandorle di Avola, grazie alle loro caratteristiche organolettiche, sono adatte per la elaborazione della produzione dolciaria siciliana. La frutta di Martorana, che imita nella forma e nei colori i frutti, il torrone, il marzapane, la cubbaita, ovvero il dolce di sesamo miele e mandorle, ma anche le granite e il latte di mandorla sono alcuni esempi (consorziomandorlaavola.it).

3
LIMONE DI SIRACUSA IGP

È una ristretta area tra i Comuni di Augusta, Melilli, Siracusa, Avola, Noto, Rosolini, Floridia, Solarino, Sortino e Priolo Gargallo che si estende non oltre i 10 km dal mare Jonio e non supera i 210 metri di altitudine sul livello del mare quella dove nascono i limoni più pregiati della regione. La delimitano a nord e a sud le valli esposte a mezzogiorno del torrente Porcaria e del iume Tellaro. Ma non tutti i limoni possono diventare IGP; lo sono quelli di varietà Femminello, dal peso di almeno 100 gr, ricco di succo (almeno il 34%) e ideale per le spremute, con la buccia spessa e aromatica. I frutti prendono nome diverso in base alla stagione. Il Primoiore si raccoglie dall’1 ottobre ed ha buccia colore dal verde chiaro a giallo citrino, il Bianchello arriva sui mercati dal 15 aprile vestito di colore giallo chiaro, il Verdello viene a maturazione dall’1 luglio e si distingue dal colore verde chiaro (limonedisiracusa.com).

4
PESCATO

Per secoli le tonnare e le lotte pescherecce di Vendicari, Marzamemi, Fiume di Noto e Santa Panagia, quartiere a nord ovest di Siracusa, sono state decisive per l’economia ittica regionale. I banchi di tonni e sgombri si muovono infatti dall’Atlantico al Mediterraneo durante il periodo riproduttivo seguendo rotte precise da millenni. Ciò ha determinato un grande lascito di questa attività di pesca nel patrimonio antropologico di comunità marinare, di beni archeologici (anche industriali) e architettonici che determinano un’esclusiva identità sociale. Un tempo assai di uso, il tonno è però da qualche tempo sempre più raro. Di fronte all’ingresso sul mercato di navi-fattoria e tonnare volanti, le imbarcazioni si sono così specializzate nella cattura di altre specie ittiche. La marineria di Portopalo di Capo Passero è ad esempio ben nota tra gli intenditori per la cattura del gambero, sia rosso sia bianco.

5
CIOCCOLATO DI MODICA IGP

Nel tra icato mondo del cioccolato, quello di Modica, che dal 2018 vanta la tutela europea dell’IGP, ha la particolare caratteristica che la lavorazione a freddo impedisca ai cristalli di zucchero di canna di sciogliersi nella massa amara di cacao. Una tradizione comune ad alcune aree della penisola iberica, come nella leridana Agramunt, che fa ritenere lecito un lascito della presenza spagnola in Sicilia. La barretta di cioccolato si presenta lucida, talvolta con una leggera patina bianca dovuta alla emersione in supericie del burro di cacao. Il colore è bruno e la consistenza granulosa si traduce in una seducente masticazione. Anche Leonardo Sciascia offre una testimonianza della di usione di questo particolare cioccolato nel suo La contea di Modica (Edizioni di Passaggio), sottolineando la presenza di due sole aromatizzazioni, vaniglia e cannella. Viene infatti permesso nel disciplinare di produzione di aggiungere al Cioccolato di Modica IGP spezie e aromi naturali (cioccolatomodica.it).